OneSkyFriends: non solo scie-nza!

lunedì, 27 agosto 2007

Incendi dolosi: il pericolo viene dall'alto

La vegetazione di macchia mediterranea endemica del Cilento, da sempre costretta a risorgere, ogni fine estate, dalle sue ceneri, ha un nemico, si è finalmente scoperto, che viene dall'alto.

- Castellabate, 23 Agosto 2007 -

Quando ci s'interroga sulle motivazioni che spingerebbero un "piromane" a dare fuoco ad un habitat naturale che in fondo fornisce ossigeno anche a lui, o si procede alla cattura di qualche "pericoloso" pastore a cui il fuoco è magari sfuggito di mano ed ha incendiato un piccolo tratto di sterpaglia, si da sempre per scontato che i responsabili del periodico scempio causato all'ambiente dal fuoco siano da ricercarsi tra malati di mente e poveracci. E se per quanto riguarda i poveracci, nel nostro Paese se ne trovano sempre più, e ne possiamo comprendere i motivi, per quanto riguarda i piromani risulta quanto meno preoccupante la sempre maggior diffusione di questa strana patologia...

Se quello degli incendi boschivi fosse, come lo è, un grosso affare per qualcuno, pensate veramente che egli si organizzi con qualche scatola di fiammiferi ed una latta di benzina trasportata in auto, come i TG vogliono farci credere?

Delle recenti testimonianze forniscono la prova che probabilmente molti di questi incendi sono appiccati direttamente dall'alto, grazie all'utilizzo di elicotteri non identificabili come appartenenti a corpi dello Stato.

Qualche giorno fa, il più critico per quanto riguarda l'emergenza locale incendi boschivi, alcune persone hanno assistito a questo incredibile avvenimento: si trovavano in pieno giorno non distante da una vasta zona presa dalle fiamme tra i Comuni di Castellabate e Montecorice, quando hanno visto un elicottero non identificabile prima sorvolare la zona in fiamme e poi librarsi poco distante da essa fino a fermarsi a bassa quota sopra una zona non interessata (ancora) dalle fiamme. La inconsueta manovra ha attratto lo sguardo del gruppetto di persone che ha assistito al fattaccio: dall'elicottero sospeso nell'aria è stata fatta cadere "...come una di quelle girandole di fuochi artificiali..." che roteando già nell'aria ha continuato a rimbalzare impazzita al suolo appiccando rapidamente un vasto focolaio d'incendio!

Ecco che si spiega l'altrimenti inspiegabile simultaneità che si riscontra spesso nel divampare di incendi a distanze difficilmente percorribili su strada in tempi brevi a meno di non immaginare diverse squadre di fuoco che agiscano più o meno sincronizzate su territori di alcune decine di chilometri quadri.

Per aumentare il danno, ed al riparo a sguardi indiscreti, molti focolai vengono appiccati a tarda sera, e col favore del vento, quando l'intervento di velivoli estinguenti è impossibile. Infatti, in zona ormai non è più inconsueto avvertire il passaggio di elicotteri che vanno e vengono nella notte poco prima del divampare di incendi. Ma siamo probabilmente arrivati al punto in cui questi criminali volanti non hanno neanche bisogno di agire di nascosto, tanto al giorno d'oggi nessuno bada più a cosa arriva dal cielo... 

A questo punto ci si chiede: a chi conviene, e fino a che punto, far alzare un elicottero per compiere atti (non solo) vandalici del genere? Non certo a poveracci, visto il costo del noleggio di un velivolo siffatto, e neanche a piromani, visto che dovrebbero prima convincere il personale di bordo, al riparo da persecuzioni giudiziarie, a compiere un grave reato come questo. La risposta a queste domande sta nel livello al quale queste nefande decisioni vengono prese: non certo quello di poveri pastori e neanche a quello di qualche malato di mente.

I nomi degli astanti all'evento sono noti, come lo sono altri particolari della vicenda, e a disposizione della Magistratura nell'improbabile caso che ritenga opportuno procedere ad una seria indagine sull'accaduto.

Paso   www.heymotard.it


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lunedì, 20 agosto 2007

La pupa e le Scie Chimiche

Nuovo video di OneSkyFriends:

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domenica, 19 agosto 2007

Esafluoruro di zolfo (SF6)

Nell’ottobre 2000 il governo federale statunitense condusse alcuni esperimenti chimici nell’ambito di ricerche per la prevenzione di attacchi bio-terroristici durante le Olimpiadi invernali del 2002. 
Nei cieli di Salt Lake City fu rilasciato esafluoruro di zolfo (SF6) con il supporto del DTRA
(Defense Threat Reduction Agency): la ricerca si estese all’interno del VTMX “Vertical Transport and Mixing Program”, per lo studio del comportamento dei venti, del calore e del vapore acqueo negli strati bassi dell’atmosfera, nell’ordine delle centinaia di metri di quota.

VTMXlogo

L’esafluoruro di zolfo è un gas che possiede caratteristiche dielettriche notevoli, perciò è largamente impiegato nei sistemi radar militari (es. AWACs) come medium per la propagazione delle onde.

Attualmente gli standard militari usano esafluoruro di zolfo puro, e nessuna alternativa viene proposta. L'esafluoruro di zolfo cattura efficacemente la radiazione infrarossa, e vista la sua relativa inerzia chimica, non viene rimosso velocemente dall'atmosfera terrestre. Queste proprietà lo rendono un potente gas serra.

Diversi esperimenti fanno largo uso di SF6 come gas tracciante per lo studio delle peculiarità chimico-fisiche delle nubi. Uno di questi è “Studio dell'elemento tracciante nello scambio verticale dei cumulonembi”:

Un elemento tracciante inerte, gas di esafluoruro di zolfo (SF6) è stato scelto per rintracciare la traiettoria della quantità d'aria dentro e fuori le nubi. Questo elemento tracciante è stato scelto perché non è tossico, facile da misurare in concentrazioni in parti per trilione e relativamente economico da usare...

...Un aereo è stato utilizzato per diffondere SF6, mentre un secondo ha campionato la traccia. Durante il rilascio di SF6, il velivolo di campione è stato disposto parecchi chilometri sottovento e ad una quota diversa dal velivolo di rilascio...L'elemento tracciante è stato rilasciato ad una quota di circa 1250 m. (in altre sessioni la quota è stata innalzata a 2500- 2670 metri, n.d.r.) seguendo una linea perpendicolare al vento di 16 chilometri. Il secondo velivolo ha cominciato il rilevamento circa 45 rain (?) dopo l'inizio del rilascio per una durata di 30 min. Due quote di volo sono state selezionate per il campione, la prima proprio sopra all' “entrainment”, la zona trattata nella parte superiore della nube a 2000 m.,e l'altra all'interno dello strato attivo della nube a 2300 m”.

***

La sostanza viene anche usata nei programmi ufficiali di “cloud seeding”, anche in questo caso impiegata come agente tracciante per l'individuazione dei composti irrorarati per mezzo di radar, sensori al suolo e nell’aria, come descritto in “Inchiesta sugli effetti d’irrorazioni di ioduro d’argento in una tempesta invernale”, 1994:

Il trasporto e la dispersione di una nube di aerosol su Wasatch Plateau (Utah) da una singola fonte seminante al suolo è descritto. L'esperimento è consistito nel rilascio simultaneo di ioduro d'argento e di un gas tracciante, l’esafluoruro di zolfo. Un furgone equipaggiato ha lavorato sulle strade del luogo, ed un velivolo di ricerca del NOAA ha operato a 300-600 m. di quota. Il furgone ed il velivolo sono stati forniti dii sensori per rilevare sia i nuclei di ghiaccio (AgI) che l'esafluoruro di zolfo(SF6).

L'irrorazione è avvenuta dalle ore 08.00 fino alle ore 10.20 PST (Pacific Standard Time). Anche se sia i nuclei di ghiaccio che di esafluoruro sono stati rilevati, la figura mostra soltanto le intercettazioni delle tracce di esafluoruro. La parte superiore della traccia seminante è determinata a partire da tutti i passaggi del velivolo attraverso la traccia stessa, è indicata dalla linea verde tratteggiata”.

plateau

Altri impieghi in campo aeronautico-missilistico:

L'iniezione di esafluoruro di zolfo gassoso negli strati circostanti di missili ed aerei può attenuare la radiazione di 10.6 micron tipica dei fasci laser di anidride carbonica (CO2). Questo assorbimento di radiazione del laser diminuisce con l'aumento della temperatura. Il fattore di iniezione negli strati di contorno è stato modificato nello sforzo di prevedere l'assorbimento del laser di CO2 da parte dell'esafluoruro negli strati di contorno planari e turbolenti. L'energia assorbita aumenta notevolmente con la velocità, l'entalpia e la temperatura, e varia in base alla composizione dei profili attorno allo strato perimetrale; l'assorbimento di energia aumenta il tasso di diffusione di esafluoruro nello strato di contorno”.

http://adsabs.harvard.edu

***

Nel “Climate Action Report: Greenhouse Gas Inventory” del Dipartimento di Stato statunitense, le caratteristiche della sostanza vengono così descritte:

L'esafluoruro di zolfo (SF6) è il gas serra più potente che IPCC abbia mai valutato. Circa l’80 % dell'uso mondiale di SF6 deriva da isolanti per sistemi elettrici di distribuzione e trasmissione. Inoltre è usato come protettivo atmosferico nelle colate di fusione del magnesio”.

Le conclusioni dello studio delle emissioni di gas serra in un periodo di 5 anni (1990-1995), portano il Dipartimento di Stato a queste riflessioni:

Nella maggior parte dei casi, le emissioni di metano, N2O, HFCs, PFCs, esafluoruro di zolfo sono rimaste relativamente costanti o sono leggermente aumentate. Ad esempio, le emissioni di metano sono aumentate solo di 4 punti percentuali. Nonostante sia solo una piccola parte del totale, l’incremento delle emissioni di HFC, PFC, e SF6 è significativo a causa del loro enorme potenziale sul riscaldamento globale, e nei casi di PFCs e SF6, per la lunga persistenza atmosferica”.

***

sf6


***

L' esafluoruro di zolfo è 6 volte più pesante dell'aria. Esso solitamente è impiegato nelle industrie chimiche e manifatturiere, tuttavia, come nel caso del filmato, può essere utilizzato in progetti antigravità. Alcuni gas, tra cui l’esafluoruro di zolfo, hanno la molecola molto più attiva dell'anidride carbonica nel determinare l’effetto serra, fortunatamente sono presenti in concentrazioni assai limitate (sic). ilprofessorechos.blogosfere.it


Vanno fatte alcune precisazioni; il gas, secondo le specifiche ufficiali non è tossico, anche il video sopra lo dimostrerebbe, ma le caratteristiche cambiano decisamente in base alla concentrazione e temperatura della sostanza, come ben descritto in queste righe a proposito delle irrorazioni di Salt Lake City:
http://www.citizensedproject.org/gas.html

“Le agenzie hanno dichiarato pubblicamente che il gas è inerte ed inoffensivo. Ma è soltanto una parte della verità, secondo “Citizens Education Project”. “Alcuni studi chiedono se SF6 sia realmente inerte ed inoffensivo, ma non lo è completamente se viene riscaldato”, ha detto Steve Erickson, portavoce “watchdog” per la giustizia sociale e responsabilità governativa. “Quando esposto a calore, si decompone in altri residui, uno di questi è S2F10 (decafluoruro di dizolfo), che è mortale in concentrazioni abbastanza elevate. Il Gas SF6 pirolizza o cambia chimicamente a 440° F (226° C) trasformandosi in molti nuovi gas, o polveri finissime, compreso il decafluoruro di dizolfo. Riscaldato o “scintillato” l'esafluoruro di zolfo, particolarmente negli strati umidi dell'aria, produce un forte odore di uovo marcio. L'inalazione di S2F10 può causare nausea, danni polmonari o morte”.

“Questo è una sperimentazione umana su larga scala, rievocativa del dosaggio della baia di San Francisco e dei sottopassaggi di New York durante i test di batteri per uso bellico”, ha detto Preston J Truman, direttore di Downwinders, “tutto eseguito senza la nostra conoscenza o consenso. Pare che DOE e DOD abbiano l'abitudine di trattare i cittadini dello Utah come cavie. I gruppi hanno detto che la mancanza di consenso informato degli sconosciuti volontari di Salt Lake City, è una violazione del codice di Norimberga”.


sabato, 18 agosto 2007

Evolution

Ultimo video dei Korn:

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categorie: musica, video
domenica, 12 agosto 2007

Misurazione del riscaldamento globale

Da queste centraline l'IPCC rileva i cambiamenti climatici e ne pubblica i risultati.

I dati delle stazioni meteo nascosti al pubblico: scienziati dichiarano cover-up governativo

Michael Asher, 7 agosto 2007  Daily Tech

 


La teoria del riscaldamento globale comincia a spiegarsi con una serie di semplici fatti, le stazioni di monitoraggio delle temperature superficiali hanno indicato un aumento di un grado rispetto al secolo passato. Ma da dove arrivano queste letture delle temperature? La maggior parte sono segnalati da stazioni volontarie, solitamente nient'altro che un termometro all'interno di una piccola capanna di legno o sotto una sporgenza del tetto. Negli Stati Uniti esistono 1.221 di tali centraline, interamente amministrate dal National Climatic Data Center, un ramo del NOAA.

Due mesi fa segnalai una iniziativa per convalidare questa rete. Un gruppo volontario diretto dal meteorologo Anthony Watts ha riscontrato seri problemi. Non solo le postazioni non rispettano le richieste NCDC, ma lo sviluppo invasivo ha posizionato le stazioni in luoghi inadatti e ridicoli, sul nero e caldo asfalto, vicino a barili per incenerire rifiuti, a lato di sfiati di scarichi di calore e persino fissati a camini caldi e sopra le griglie esterne.



Da allora in poi una radio di Seattle ha intervistato il direttore NCDC, il Dott. Thomas Peterson, informandolo della questione e chiedendo lumi su questi problemi. Tre giorni dopo NCDC ha rimosso tutti gli accessi web alle ubicazioni delle stazioni, citando “preoccupazioni di segretezza”. Senza questi dati (che erano stati pubblici per anni), lo sforzo di convalida è stato bloccato. Non è più stato possibile individuare nessuna stazione.

Gli scienziati furono rapidi nel rispondere. Il climatologo Roger Pielke dell'Università del Colorado, ha descritto l’atto come un cover-up per impedire un accurato esame pubblico. Più incredibilmente, ha rivelato che i ricercatori erano stati per anni pressati dal governo per convalidare essi stessi la rete, e che NCDC aveva iniziato e poi annullato il progetto, rifiutando di rendere pubblici i dati presumibilmente per evitare scandali di questo tipo. Insieme a Watts ed altri, Pielke ha invitato il governo a smentire.



Tutto ciò ha costretto NCDC a rendere nuovamente pubbliche le ubicazioni, ma finora non riescono a centrare la radice del problema; le posizioni interamente insoddisfacenti di molte centraline di registrazione rendono i dati risultanti non fidati e compromettono un database su cui è basata molta dell’energia e della politica ambientale degli Stati Uniti.



Blogger trova “millenium bug” nei dati climatici della NASA

Michael Asher Daily Tech

Sabato 11 agosto 2007

Correzione dei dati statistici: il 1988 non è stato l’anno più caldo.



Il precedente articolo ha dettagliato il lavoro di una squadra volontaria per valutare i problemi con i dati delle temperature degli Stati Uniti usati per i modelli climatici. Uno di questi volontari è Steve McIntyre, che dirige climateaudit.org. Mentre controllava i grafici storici delle temperature, ha notato una discontinuità sconosciuta, o “un salto” in diverse località, interamente avvenuti intorno al periodo del gennaio 2000.

Questi grafici sono stati generati da Reto Ruedy della NASA e da James Hansen (che ha sparato a zero quando accusò la gestione di tentare di censurare i suoi punti di vista sul cambiamento del clima). Hansen ha rifiutato di fornire a McKintyre la procedura usata per generare i dati del grafico, ma McKintyre l’ha ricostruita. Il risultato è sembrato essere un bug nella manipolazione dei dati grezzi.

McKintyre ha notificato un paio di bug; Ruedy ha risposto e riconosciuto il problema come “svista" che sarebbe stata riparata negli aggiornamenti dei dati seguenti.

La NASA ha silenziosamente corretto i dati  ed i cambiamenti sono sbalorditivi. L'anno più caldo decritto è ora il 1934. Il 1998 (lungamente strombazzato dai media come record) scende al secondo posto. Il 1921 diventa terzo. Infatti, 5 dei 10 anni più caldi nelle registrazioni, ora si presentano tutti prima della seconda guerra mondiale. Anthony Watts ha inserito i nuovi dati sotto forma di tabella, con un sommario più dettagliato degli eventi.

L'effetto della correzione sulle temperature globali è secondario (circa 1-2% in meno dei dati precedenti), ma l'effetto sulla macchina propagandistica del riscaldamento globale degli Stati Uniti potrebbe essere enorme.

Sospetto fortemente che questa storia riceverà poca o nessuna attenzione dai media ufficiali.

 


giovedì, 02 agosto 2007

La guerra, il razzismo, le false notizie e il diritto all’ignoranza

La “zingara” di Palermo era del tutto innocente, e non c’è mai stato nessun tentato sequestro di bambini in spiaggia a Isola delle Femmine. Anche la cellula di Al Qaeda formata da medici musulmani presunti terroristi, che era sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo tre settimane fa, non è mai esistita. Nel silenzio osceno dei media, sono stati scagionati tutti. La “società aperta” è sotto attacco. Ma da parte di chi?

La signora Maria Feraru, 45 anni, cittadina romena, è stata completamente scagionata dall’accusa infamante di aver tentato di rapire un bimbo di tre anni sulla spiaggia di Isola delle Femmine, in provincia di Palermo. Portava una gonna sospetta, e ciò è bastato a scatenare la follia collettiva. Dai media, ai bar di tutta Italia, ai forum in Internet, in molti avevano chiamato al linciaggio, al farsi giustizia da sé. I media, trattandosi di una “zingara”, avevano immediatamente presunto la colpevolezza. C’erano perfino le motivazioni: tratta di bambini, qualcuno aveva perfino parlato di traffico di organi, in una corsa ad evocare più orrore possibile senza alcun riscontro. Non importa che il luogo più improbabile per rapire un bambino sia una spiaggia affollata o un supermercato, dove appena un paio di mesi fa era stato inventato un falso sequestro analogo, questa volta in norditalia. E non importa che non esista un solo caso di “zingara” condannata per sequestro di persona in Italia. La maggioranza degli abitanti di questo paese –senza alcuna vergogna- tra un giorno o un mese sarà di nuovo disposta a credere che tutti gli zingari rapiscono i bambini. O che i nazisti -è più o meno lo stesso- fecero le Fosse Ardeatine per colpa dei partigiani che non si consegnarono. Del resto lo dice anche Mike Buongiorno!

UNA FALSA NOTIZIA NON NASCE DAL NULLA Nasce da rappresentazioni collettive, mentalità collettive, che la precedono e la sostengono. E’ quello che ci ha insegnato già negli anni ’20 Marc Bloch, con La guerra e le false notizie. Siamo disposti a credere tutto quello che ci rende chiaro un quadro. Gli zingari, o i musulmani o i politici sono sempre colpevoli. I carabinieri (o gli Stati Uniti), secondo da dove si guarda, hanno sempre torto o sempre ragione. Gli italiani (e non solo loro) sono così disposti a credere che gli zingari rapiscono i bambini, tanto da ribaltare l’onere della prova: sei tu –chi scrive sta ricevendo diversi messaggi in tal senso- a dover dimostrare che gli zingari non rapiscono i bambini, non loro a dover citare un solo caso di condanna passata in giudicato.

Per far tenere in piedi la loro rappresentazione collettiva rivendicano il diritto all’ignoranza: non sappiamo dirti quale “zingaro” ha rapito un bambino, ed è stato condannato per questo, ma siccome tutti abbiamo sentito dire che gli zingari rapiscono i bambini, deve essere vero.
Il diritto all’ignoranza è elevato così a foglia di fico nazionale: pochi giorni fa a Firenze, il giudice Giacomo Rocchi ha assolto il senatore di Alleanza Nazionale, Achille Totaro. Questi era sotto processo per aver diffamato la memoria della Medaglia d’Oro al Valor Militare, il partigiano Bruno Fanciullacci, al quale aveva dato dell’ “assassino vigliacco” in relazione alla morte del filosofo Giovanni Gentile, attivo repubblichino. Nella sentenza il giudice sostiene che Totaro ha diritto di non conoscere i fatti e di conseguenza che, in base all’articolo 21 della Costituzione –per conquistare la quale Fanciullacci è morto sotto tortura, a Villa Trieste, la Via Tasso fiorentina- può esercitare la propria libertà di espressione, offendendo la memoria di Fanciullacci con un “ragionamento politico”, che prescinde totalmente dagli accadimenti. Diffamo Fanciullacci, o Berlusconi, o gli zingari o i musulmani, perché mi stanno antipatici ed è un mio diritto poterlo fare. E' l'elevazione -e fa giurisprudenza- del pregiudizio a categorie metafisiche.

Quindi il Senatore Totaro, ha diritto di diffamare la memoria di Fanciullacci per partito preso, per ideologia (antipartigiana), ma soprattutto facendosi scudo dietro la sua ignoranza. In base allo stesso diritto all’ignoranza, milioni di italiani si sentono in diritto di accusare i rom di rapire i bambini e i musulmani di essere tutti terroristi. Succedeva anche negli anni ’30, quando molti dei 40 milioni di italiani si autoconvinsero che poche decine di migliaia di ebrei ipotecassero il futuro della nazione e fossero usi a pratiche disdicevoli; per esempio che un banchiere ebreo fosse di natura più avido di un banchiere cattolico o buddista.

IL NEMICO TRA NOI La settimana scorsa, nella città australiana di Brisbane, il medico indiano di religione musulmana Mohamed Haneef, è stato scagionato dall’accusa di essere il capo di una cellula terroristica islamica formata da medici. La presunta cellula sanitaria di Al Qaeda era accusata di aver realizzato un attentato ai primi di luglio all’interno dell’aeroporto di Glasgow, dove un’auto (nella foto) prese fuoco in circostanze anomale per un attentato terroristico. Immediatamente dopo, tutti i medici presunti componenti della presunta cellula, erano stati arrestati, Haneef addirittura in Australia, dove secondo i media mainstream era scappato.

Erano stati arrestati senza tentare la fuga perché completamente innocenti e Haneef era andato in Australia per motivi privati. Nei giorni successivi i suoi cinque presunti complici, tutti medici, erano stati scagionati. Infine è toccato al capo: non è mai esistita una cellula di Al Qaeda formata da medici, né da paramedici, né da portantini, né da veterinari. Ai sei è andata bene, potevano essere linciati o ammazzati come capitò al cittadino brasiliano Jean Charles de Menezes, scambiato per terrorista e freddato sul posto. Oppure essere deportati per anni a Guantanamo senza processo né incriminazione alcuna, visto che appena una dozzina dei quasi mille che sono passati dal campo di concentramento cubano, è mai stato incriminato di qualcosa.

A chi non è andata bene, anzi è andata malissimo, è invece all’opinione pubblica mondiale. Questa per giorni è stata ammaestrata a pensare che giovani musulmani, perfettamente integrati nella società britannica, tanto da essere divenuti medici, lavorare nei nostri ospedali e curare i nostri malati, potessero essere invece il germe distruttivo della nostra società. Fior di esperti sono stati intervistati, dando per scontata la colpevolezza dei sei ed arrampicandosi sugli specchi per giustificare il perché sei brillanti medici si erano trasformati in terroristi. Alcuni di questi hanno sproloquiato sul fatto che "l'integrazione non è garanzia di integrazione", sull'irriducibile conflitto di civiltà, sull'atavico odio dei musulmani per le società aperte.

Non può sfuggire che, anche in questo caso, la falsa notizia non nasce dal nulla. Nasce dall’esigenza sia delle classi dirigenti che collettiva di individuare il nemico, di aggrapparsi all’esistenza di un nemico che spieghi il male, la paura alla quale la società occidentale sembra condannarsi. E il musulmano nemico non può essere solo il disadattato, l’escluso. Perfino i terroristi kamikaze del 7 luglio 2005 erano sì inglesi, ma con vite comuni, precarie, foriere di insoddisfazione, di rancore. I sei medici no. Sono il cerchio che si chiude sull’integrazione impossibile: se perfino sei medici si trasformano in terroristi, allora non c’è integrazione possibile e tutti i musulmani sono un corpo estraneo. E non importa che fosse una bufala macroscopica; se ben pochi media si sono preoccupati di divulgare la notizia della loro completa estraneità con Al Qaeda, allora per milioni di persone i medici musulmani continuano ad essere potenziali terroristi. E’ un paradosso, fa notizia l’uomo che morde il cane, ma se tutti i musulmani sono terroristi, come mai un musulmano scagionato dall’accusa di terrorismo non fa notizia?

La “società aperta”, è divenuta sinonimo di “società esposta”. E in questo l’invenzione del nemico ha la stessa funzione catartica che aveva l’uso del tradizionale antisemitismo nella Germania di Weimar come elemento di accumulazione del consenso da parte del partito nazionalsocialista, l’unico –parafrasando Umberto Bossi- ad avercelo duro contro il pericolo ebraico. Troppi soggetti concorrono alla creazione del mostro, del nemico. Partiti politici fautori –per cultura o per rincorsa- della mano dura. Operatori dei media inadeguati culturalmente. O apprendisti stregoni. Il teologo cattolico Brunetto Salvarani, un paio d’anni fa in un convegno a Rimini al quale partecipammo insieme, raccontò dell’invenzione di un mostro dei nostri tempi: Adel Smith. Quest’energumeno, un attaccabrighe fanatico, si presenta con l’aspetto del lottatore di wrestling, sempre pronto a spararla grossa e a menare le mani. Ma non è nessuno e non rappresenta nessuno, anche se da sue prese di posizione solitarie -come quella sui crocifissi esposti in luoghi pubblici- l'Italia ha discusso per mesi. Salvarani, un esperto di convivenza pacifica tra religioni, raccontò di essere stato interrogato anni fa dalla redazione del programma di Rai1, Porta a Porta, su chi rappresentasse chi nella comunità islamica italiana.

Avevano chiesto alla persona adatta: Salvarani era in grado di fare una mappa dettagliata su tutte le associazioni islamiche rappresentative della realtà di quella confessione in Italia. “L’unica cosa –si raccomandò Salvarani- non chiamate Adel Smith che è un pazzo scatenato e non rappresenta nessuno”. Il giorno dopo Adel Smith –allora perfettamente sconosciuto- era ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta, presentato come uno dei più autorevoli rappresentanti della comunità musulmana in Italia. C’era solo irresponsabilità nella creazione di Adel Smith da parte di Bruno Vespa? O era parte di un disegno cosciente di costruzione del musulmano nemico? O semplicemente Adel Smith era il musulmano che più rispondeva alla rappresentazione collettiva che la redazione di Porta a Porta e forse la società italiana stessa consideravano lo stereotipo del musulmano? La politica della paura –la gestione della paura pubblica- ha reso il musulmano nemico, e non importa ricordare che siamo noi ad occupare Baghdad e Kabul e non loro Vienna o Poitier. Sicuramente per una donna Rom in Italia è oggi inopportuno fare un complimento ad un bambino. Ma è una tragedia.

Fonte: www.gennarocarotenuto.it

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