Per arrestare il cambiamento climatico, alcuni scienziati hanno proposto delle soluzioni apparentemente bizzarre.
Nel novembre 2006 centinaia di scienziati si sono riuniti ad un congresso organizzato dalla NASA, per discutere sul cambiamento climatico in corso e per proporre soluzioni utili a salvare il pianeta. La proposta delle navi spaziali riflettenti taglierebbe del 2% la radiazione solare che raggiunge la terra. Secondo le stime di Roger Angel, la cui ricerca è finanziata dalla NASA, questa operazione costerebbe “pochi trilioni di dollari, poco meno dello 0.5% del PIL del mondo.”
“Se
Paul Crutzen, ex professore della scienza dell'oceano al Scripps Institution of Oceanography in California, ha dedicato vita e lavoro alla lotta contro l’inquinamento. Ora desidera invertirlo per affrontare la minaccia ben più grande quale il cambiamento climatico. Nel ’95 ha vinto il premio Nobel per la ricerca sui funzionamenti dello strato d’ozono. Ha contribuito a spingere i governi a bloccare l’uso dei clorofluorocarburi (CFC) e altre sostanti inquinanti, compresi i solfati, che stavano attaccando lo strato di ozono.
Nel ’91, l’eruzione del vulcano Pinatubo nelle Filippine ha causato l’emissione di tonnellate di zolfo nella stratosfera. Nei due anni successivi si è riscontrato un abbassamento della temperatura terrestre di circa 0.6°C, paragonabile con l’aumento di
Crutzen è convinto che l’umanità potrà salvarsi dal cambiamento climatico replicando gli effetti di una grande eruzione vulcanica e suggerisce il lancio nella stratosfera di centinaia di palloni aerostatici in grado di trasportare una tonnellata di zolfo ciascuno.
Lo zolfo è la causa delle piogge acide e dell’assottigliamento dello strato d’ozono, problemi ai quali lo scienziato ha dedicato la sua carriera. La proposta dei razzi che spargono tonnellate di zolfo nell’atmosfera spinta dal desiderio di “pulire l’ambiente perché l’inquinamento non è sano, ma questo stesso inquinamento raffredda anche
Stephen Salter, ingegnere marino e professore di Enginnering Desing presso l’Edimburgh University, ha invece proposto, come soluzione alla diminuzione della quantità di luce, delle navi spara nuvole. Una flotta di yachts pomperebbero le particelle fini dell’acqua marina nell’aria, generando nubi che rifletterebbero i raggi del sole.
“Secondo i nostri calcoli, un incremento del 3% della quantità di luce riflessa sarebbe sufficiente per neutralizzare il riscaldamento globale causato dai gas serra”.
Tali programmi di geo-ingegneria sollevano tutti i generi di problemi. Come verrebbero costruiti ed alimentati senza generare ulteriore anidride carbonica? Quali saranno gli effetti collaterali?
Altri ricercatori stanno cercando le soluzioni più naturali, come nutrire i microrganismi che “mangiano” l’anidride carbonica.
Craig Venter, lo scienziato americano non conformista che ha contribuito a spezzare il genoma umano, prevede di generare ampie colonie di batteri e di altri microbi capaci di ripulire l’atmosfera dai gas serra quali l’anidride carbonica e il metano, e forse persino capaci di convertire le sostanze inquinanti in etanolo, che può essere usato come combustibile.
“I microbi sono responsabili della creazione e mantenimento dell'atmosfera della terra. È importante capire il ruolo e la funzione di questi organismi per assicurare la sopravvivenza del pianeta e della vita umana su esso. È chiaro che abbiamo cominciato soltanto a graffiare la superficie per capire il mondo microbico.”.
I critici dell’approccio della geo-ingegneria ritengono che esso sia guidato in gran parte dalla politica americana piuttosto che della scienza pura.
“I progetti come i satelliti riflettenti o gli aerei di linea che riversano solfati nell’atmosfera sembrano interessanti, ma in realtà sono solo ridicoli”, ha detto David Lee, professore di chimica al Metropolitan Manchester, il quale sostiene che il metodo migliore per contrastare il cambiamento climatico è la riduzione delle emissioni di carbonio.
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Ciò che non conosciamo è il motivo del loro utilizzo ma adesso sappiamo come ben presto verrà giustificato.
