Roma - «A quanto mi è stato detto domani o dopo domani la più potente catena quotidiani-periodici del nostro Paese dovrebbe dare le prove, con uno scoop eccezionale, che il video (in realtà un audio, ndr) nel quale riappare Osama Bin Laden, leader del 'Grande e potente movimento di Rinvicita Islamica Al Qaeda', che Allah lo benedica!, nel quale sono formulate minacce anche all'ex premier Silvio Berlusconi, sarebbe nient'altro che un videomontaggio realizzato negli studi di Mediaset a Milano e fatto giungere alla rete televisiva islamista Al Jazira che lo ha ampiamente diffuso». Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga in un comunicato.
“Il Nuovo Secolo Americano” è stato presentato alla 31 Mostra Internazionale del Cinema di San Paulo, Brasile, il 26/29 Ottobre 2007. QUIla scheda tratta dal catalogo ufficiale.
Oggi, 19 ottobre 2007 poco prima delle nove di sera, davanti all'hotel Sheraton di Chicago il presidente degli Stati Uniti George Walker Bush è stato colpito a morte da due proiettili sparati dalla finestra dell'edificio di fronte. Trasportato precipitosamente in ospedale, è stato sottoposto a un intervento per fermare l'emorragia causata dalla recisione dell'aorta, ma i medici non sono riusciti a impedirne il decesso avvenuto attorno all'una e mezza di notte.
Vari lettori mi hanno segnalato l'ennesima puntata di Matrix che ha cercato di demolire il documentario «Inganno Globale» di Massimo Mazzucco, che pone seri dubbi sulla versione ufficiale dell'11 settembre. Per Mentana pare diventata un'ossessione, una questione personale. Ossessivamente, continua a concentrarsi sugli aspetti diciamo così fisico-tecnici dell'attentato: è normale che il carburante abbia rammollito i 38 pilastri d'acciaio delle Torri. E' normale che due grattacieli, anzi tre (l'Edificio 7) colpiti lateralmente, cadano verticalmente in modo perfetto. Sicuramente è stato un aereo a colpire il Pentagono…
Qualcuno dovrebbe avvisare Mentana (che non pare uomo di vaste letture) che le polemiche tecniche sono solo una parte della questione. Che la versione ufficiale sia falsa, lo suggeriscono una quantità di indizi di natura diversa, ossia giudiziaria e investigativa, raccolti dalla polizia americana. Il caso più celebre - di cui Mentana impedisce di parlare fulminando con accuse di «antisemitismo» - è quello dei cosiddetti «israeliani danzanti». Chi s'è informato - io ne ho parlato nel mio «11 settembre, colpo di Stato in USA» - sa di cosa si tratta.
Una donna di servizio messicana, che stava facendo le pulizie in un condominio del New Jersey (a Liberty State Park), notò tre individui che, dal fronte d'acqua dello Hudson, assistettero al primo impatto dell'aereo contro la Torre. All'esplosione, furono visti esultare, fare segni di «vittoria» con le dita, fotografarsi a vicenda tenendo sullo sfondo il grattacielo in fiamme. Poi partirono su un camion di traslochi. La benemerita cameriera si segnò la targa e avvisò la polizia di New York. Ora, Christopher Ketcham su Counterpunch (1) fornisce particolari prima ignorati - e del massimo interesse - su questo fatto, tutti «tratti dai rapporti ufficiali degli agenti» che procedettero al fermo dei «festeggianti». Atti ufficiali di pubblici ufficiali. Mentana provi a demolire questi.
Si apprende che (evidentemente dopo la segnalazione della donna) l'FBI diramò alle pattuglie un comunicato BOLO («Be on lookhout», ossia «Tenete gli occhi aperti») a proposito di tre individui su «un veicolo che può essere collegato con l'attentato terrorista», e che erano stati visti lasciare la banchina costiera del New Jersey pochi minuti dopo il primo impatto. Nel comunicato si indicava il veicolo così:
«Furgone bianco, Chevrolet del 2000 con la scritta 'Urban Moving System sul retro. Visto a Liberty State Park, Jersey City, N J al momento del primo impatto dell'aereo contro il World Trade Center. Tre individui con il furgone sono stati visti a celebrare dopo l'impatto e la seguente esplosione. L'ufficio di Newark dell'FBI richiede che, se il furgone è identificato, gli individui vengano detenuti e rilevate le impronte (digitali)».
Alle ore 15.56, venti minuti dopo la diffusione del comunicato, agenti del dipartimento di polizia East Rutheford bloccano il camion, identificato dalla targa. Gli agenti, ufficiale Scott De Carlo e il sergente Dennis Rivelli, raccontano così il fermo nel loro rapporto successivo. Bloccano il veicolo e chiedono al guidatore di scendere. Il guidatore, poi identificato come Silvan Kurzberg di anni 23, «rifiuta, e la richiesta deve essere ripetuta più volte mentre egli armeggia dentro una borsa di pelle nera a forma di sacco. I due agenti, revolver in pugno, devono 'rimuovere fisicamente Kurzberg'; altri quattro individui (evidentemente, due si sono aggiunti ai tre visti dalla cameriera) vengono fatti anch'essi scendere, ammanettati e allineati sull'aiuola spartitraffico, dove vengono loro letti i loro diritti».
Benchè non venga comunicato loro il motivo dell'arresto - nota De Carlo nel suo rapporto - «il sottoscritto agente si sente dire dal guidatore [Kurzberg]: 'Siamo israeliani, non siamo noi il vostro problema. I vostri problemi sono gli stessi nostri. Il problema sono i palestinesi'». Già sapevano la «versione ufficiale», prima ancora che la dichiarasse la Casa Bianca. Un altro dei cinque fermati, senza essere interrogato, dice all'ufficiale De Carlo: «Eravamo sulla West Side Highway a New York City durante l'incidente». Particolare falso. Accorrono agenti dell'FBI ad affiancare i due poliziotti locali, del New York Police Department. Trovano nel camion «diversi passaporti e 47.000 dollari in contanti dentro una calza».
Tutte le circostanze sono conservate nel registro della polizia della Contea di Bergen (New Jersey), insieme ad altri particolari.
Fra cui questo: gli agenti hanno trovato nel veicolo anche «mappe della città con certi luoghi sottolineati».
Secondo un dirigente della Bergen County, «sembra che quelli sapessero ciò che stava per avvenire quando si trovavano al Liberty State Park». Ossia erano arrivati sulla riva dell'Hudson nel New Jersey, con splendida vista su Manhattan, proprio dirimpetto al World Trade Center che si ergeva dall'altra parte del fiume, per godersi lo spettacolo.
Nei locali della Urban Moving System gli agenti trovano ancora i computer accesi e i cellulari sotto carica, bicchieri di carta con il caffè ancora dentro, sandwiches non consumati e, nel magazzino, mobili per migliaia di dollari. Suter è stato inserito dall'FBI nella lista dei ricercati in relazione all'attentato, nella stessa lista in cui appaiono Mohamed Atta e gli attentatori presunti dell'11 settembre.
Il primo a rendere nota la vicenda, nella primavera del 2002, è stato il settimanale ebraico di New York, «Forward», dopo mesi di ottime ricerche dei suoi cronisti. Secondo Forward, il FBI era giunto alla conclusione che almeno due dei fermati erano agenti del Mossad, e che la Urban Moving System per cui lavoravano era una «facciata» del Mossad.SEGUE>>