"I dati che abbiamo raccolto indicano che il tentativo di raffreddare artificialmente il pianeta avrebbe pericolosi effetti collaterali”, ha spiegato Tilmes, che firma un articolo su “Science Express”. "Sebbene il cambiamento climatico sia una minaccia enorme, occorre molta più ricerca prima che si possa tentare una soluzione geoingeneristica globale."
Questo tipo di soluzione, che dovrebbe accompagnare la riduzione delle emissioni di gas serra, è stata avanzata recentemente dal Premio Nobel Paul Crutzen: le particelle di solfati dovrebbero in essere in grado di bloccare parte della radiazione solare nella stratosfera, così come si è verificato nel corso di gigantesche eruzioni vulcaniche nel passato della Terra che hanno determinato una riduzione significativa delle temperature della superficie.
Proprio perché le eruzioni vulcaniche possono temporaneamente assottigliare lo strato di ozono della stratosfera, Tilmes e colleghi hanno valutato il potenziale impatto dei piani di geo-ingegneria sui poli: i solfati prodotti dai vulcani forniscono una superficie sulla quale gli ioni del cloro nella fredda stratosfera inferiore polare possono attivarsi e determinare reazioni chimiche in grado di intensificare il processo di distruzione delle molecole di ozono. (fc)
***

Le sonde saranno destinate a rimanere sospese nell'atmosfera per ore e giorni, effettuando misurazioni di pressione, temperatura, umidità e velocità del vento, venendo trasportate dalle correnti atmosferiche. Con un insieme di sensori modulari, le sonde potrebbero essere utilizzate per misurare parametri acustici, chimici, biologici, nucleari o altri di interesse per Agenzie di Difesa per raccolta di intelligence, conoscenza della situazione sul campo di battaglia, e monitoraggio della guerriglia urbana.
In ultima analisi, una “rete” GEMS o un “velo di protezione”, potrebbe ricoprire il Globo con sonde di diverso design, massa e dimensioni adattate a misurare una varietà di parametri.

Basate su applicazioni specifiche, le sonde saranno di dimensioni di 50-100 micron, in uno o più dimensioni e leggerezza sufficienti a non causare praticamente nessun pericolo a contatto con persone o cose. Dimensioni, massa, proporzioni, geometria, controllo di galleggiabilità e il design aerodinamico, determineranno per quanto tempo le sonde rimarranno sospese.
A seconda delle dimensioni e della forma delle sonde, il design aerodinamico basato sulla biometrica, potrebbe anche ridurre la loro velocità terminale. Molti esempi di tale concezione esistono in natura, inclusi semplici “bastoni a dente di leone” e “matasse” di reti di palloni, o anche sofisticate forme evolute come “auto-rotating samaras” (samara è un “seme alato” che ruota su se stesso quando cade, riducendo in tal modo la velocità della dispersione e aumentando la distanza una volta trasportato dal vento, n.d.r.).
La Scienza dei materiali avrà un ruolo chiave per limitare la massa della sonda e renderla potenzialmente biodegradabile o bioinerte, minimizzando così i rischi per l'ambiente, quando la sonda ricadrà dall'atmosfera. La complessità riscontrata in natura, suggerisce che la nano-biotecnologia dovrebbe essere esplorata come possibile strumento da cui creare materiali adatti per le sonde. Le caratteristiche delle cellule organiche suggeriscono “macchine” e sistemi che possono guidare il design e la funzionalità dei dispositivi e componenti in micro e nano scala.
I recenti e futuri sviluppi della Scienza dei materiali e della nanotecnologia, potrebbero spianare la strada per la progettazione e lo sviluppo di sonde ibride mutanti che letteralmente fonderebbero le scienze della vita con dispositivi meccanici non viventi, creando così “sonde parzialmente viventi”.
Queste sonde ibride sarebbero artificialmente intelligenti, e potrebbero cambiare forma svolgendo diverse funzioni usando materiali e strutture intelligenti.
[1]
Cliccare sulle immagini per ingrandire
GEMS (Global Environmental Micro Sensors) Micro sensori ambientali
Motivazione
Produrre capacità di osservazione ambientale misurate con sviluppi in modelli atmosferici.
Migliorare le osservazioni in situ di densità e distribuzione
Attivare nuove indagini per espandere notevolmente la comprensione del sistema terrestre
Calibrare telerilevamento
Descrizione concettuale
Sistema integrato di sonde aeree
Produzione notevole a basso costo per unità
“Usa e getta”
Sospese in atmosfera
Trasportate dalle correnti ventose
Micro Electro Mechanical System (MEMS) e/o sensori basati sulla nanotecnologia
Fonte di alimentazione interna per:
Rilevamento, geolocation, comunicazione, informatizzazione limitata
Potenziali strategie di distribuzione
Palloni ad alta quota (stratosfera)
Global Atmosphere-Ocean IN-situ System (GAINS)
StratSats (Global Aerospace NIAC phase II project
Rawinsonde (weather) balloons (Sep 99, Jan/Jun/Dec 01)
Surface release w/ positive buoyancy
Unattended Aerial Vehicles (UAV)
Applicazioni militari
Applicazioni civili
Global Universal Profiling System (GUPS);
Velivoli commerciali
Campo esperimenti
Rete mobile wireless 3D intercomunicante
Sonde
Nodi intermedi
Raccolta dati
Piattaforme remote di ricezione
[2]
Studio di fattibilità pluriennale
Insieme di palloni in super pressione a densità costante (Lagrangian drifters)
Drastica riduzione di massa, dimensioni e costo integrando micro ed eventualmente nanotecnologie.
Componenti
Materiale del pallone (sonda): (12.5-mm MylarTM GL-AE)
Attuale: 70 grammi, 40 cm. (“pallone da spiaggia”)
Obiettivo: meno di un grammo, 10 cm. (“pompelmo”)
Autoalimentazione per:
Rilevamento
Sonde con micro-sensori di qualità
Temperatura, pressione, umidità relativa, velocità (micro GPS)
Comunicazione (satelliti Iridium class)
Segnale limitato di processo/calcolo
Motivazione
Migliorare le osservazioni di densità / distribuzione in situ specialmente sui dati delle regioni oceaniche
Migliorare notevolmente l'osservazione di campagne adattive o mirate
Ricerca e missioni operative
Sinottica capacità di osservazione che abbraccia una vasta gamma della
scala spazio/tempo
Ricognizione di cicloni tropicali per ottenere misurazioni in situ, ad alta
risoluzione su domini limitati
Studio dei dati preliminari
Modelli di simulazione dinamica
Scenari meteo virtuali - ARPS (Advanced Regional Prediction System)
Distribuzione e dispersione sonde - Lagrangian particle model
Assimilazione dei dati (DA) - NCAR/PSU MM5 (Mesoscale Model v5)
Uragano Floyd (settembre 1999)
Osservazioni simulate
Sonde GEMS rilasciate da aeromobili
1140 sonde ogni 12 ore
Una al minuto durante la tipica rotta di ricognizione
Frequenza d'osservazione ogni 5 minuti
Nessun errore di misurazione o guasto strumentale
[3]
[1] GEMS: microsystems, nanotechnology, and environmental monitoring in the 21st century Manobianco, J.; Case, J.L.; Evans, R.J.; Short, D.A.; Pister, K.S. Bio-, Micro-, and Nanosystems, 2003. ASM Conferences Volume , Issue , 7-10 July 2003 Page(s): 15 - Digital Object Identifier 10.1109/BMN.2003.1220604
[2] Global Environmental MEMS Sensors (GEMS): A Revolutionary Observing System for the 21st Century. John Manobianco, Joseph Dreher, Mark Adams, Randolph J. Evans, Jonathan L. Case, David A. Short. ENSCO, Inc. James Bickford, Warner Harrison, Chris Yu, Marc Weinberg, Tim Barrows, Amy Duwel C. S. Draper Laboratories Donna Manobianco, Mano Nanotechnologies, Research, & Consulting
Dana Teasdale, Kristofer S.J. Pister Dust Networks, Inc. Mel Siegel, Carnegie Mellon University Jordin Kare, Kare Technical Consulting 19 October 2004 NIAC 6th Annual Meeting (Seattle, WA)
[3] Using Large Ensembles of Low-Cost Lagrangian Drifters for Tropical Cyclone Analysis & Forecasting John Manobianco, Joseph G. Dreher, Mark L. Adams, and Jonathan L. Case ENSCO,Inc.
21 March 2006 60th Interdepartmental Hurricane Conference (Mobile, AL)
Fonte: Radio Base
| Le scie chimiche non esistono? lo afferma un chimico dell'Università di Pavia | |
| 07-03-08 |
|
|
a cura di: Liliana Boranga [articoli dello stesso autore] |
|
Intervistatrice: Dottor Angioni buongiorno.
Quelle, invece, che neghiamo o comunque studiamo sono ad esempio le cospirazioni attorno all’11 settembre e le cospirazioni sulle scie chimiche, in particolare. Di queste due cospirazioni, soprattutto sulla prima, è già stato detto molto anche perché dalle affermazioni iniziali poi si è passati a divagare su un sacco di teorie che comprendevano ad esempio anche molto gli UFO che avrebbero attaccato le Torri Gemelle. Insomma, quando si va sulla strada del complottismo è facile divagare.
Poi ho fatto un po’ di ricerche. Ho trovato degli scienziati, in Canada per esempio, che mi hanno dato molte dritte. Ho visto HAARP, ho visto questo scienziato canadese, tra l’altro è salito anche su degli aerei, eccetera.
E ci sono state queste situazioni in cui si diceva: quando queste scie arrivano cambia il tempo, si copre un certo tipo di terreno, in molti posti si crea una eccessiva siccità e su altri un’eccessiva temporalità.
Ho letto dei documenti dalla Russia e dalla Cina. Sappiamo ad esempio che, per fare la festa di San Pietroburgo, Putin ha sparato in aria delle sostanze che hanno liberato completamente il cielo dalle nuvole.
Il problema è che più questi si alzavano di quota, più dietro di loro compariva una scia visibilissima anche a chilometri di distanza, soprattutto da terra; questo avvisava i nemici che gli aerei stavano arrivando, stavano attaccando e quindi ci si poteva preparare con largo anticipo. Quindi lo studio di queste scie bianche è partito sostanzialmente dagli anni '20, ed è dagli anni '20 che si sa che gli aerei di qualunque tipo, compresi i primi caccia a pistoni della seconda Guerra Mondiale producono questa scia bianca, questa scia bianca è composta principalmente da acqua sostanzialmente, che è il prodotto di scarto della combustione dei combustibili fossili.
Intervistatrice: Non solo, non solo, ci sono molti scienziati in tutto il mondo, molto saggi che si sono posti molte domande davanti a queste cose e hanno cercato di dare una risposta. In ogni modo io vorrei, tra l'altro, che i nostri ascoltatori che ci sentiranno, perché questa la mando in onda così come la stiamo facendo, non è nostra abitudine fare censure, vorrei che a questo punto ci dessero delle risposte, quindi lancio a chi vede queste cose magari di risponderci, quindi di creare anche un momento di analisi di quello che sta succedendo, perché ripeto, magari c'è un'intuizione di qualcuno che se supportata come dice lei da una critica giusta, un'approvazione, un'analisi, possiamo dire che in tanti riusciamo anche a capire chi sbaglia e chi dice le cose giuste, quindi io credo che nulla debba essere a priori messo in disparte. Sul problema delle scie chimiche io credo che ci siano molte situazioni che debbano essere prese in considerazione, perché anche Fermi ha inventato l'energia nucleare poi c'è chi ci ha fatto la bomba insomma, quindi diciamo che se si è partiti da una prima situazione positiva poi si arriva sempre che si trova il pazzo che sgancia su Nagasaki e Hiroshima, e tutto il resto.

La saga politica della monnezza campana. Spese e sprechi. Un interessante inchiesta de L'Espresso, con un solo appunto: in realtà qualche condanna c'è stata.
da L'Espresso, 17 gennaio 2008
Provate ad immaginare l'autista di un camion della spazzatura con un super-minimo di 1.500 euro in busta paga: sì, tutti i mesi l'extra garantito che gonfia lo stipendio, come si concede in genere ai top manager delle aziende private. Nell'esercito di netturbini che negli ultimi quindici anni è prosperato in Campania si può trovare persino il super-minimo che trasforma il dipendente comunale in un privilegiato di lusso, mentre tutto intorno lievitano montagne di rifiuti. È un episodio che non sorprende. La Commissione parlamentare d'inchiesta ritiene che per l'immondizia di ogni cittadino campano ogni anno si spendano 134,79 euro: di questi, ben 60 finiscono nelle paghe di spazzini e autisti. Moltiplicateli per 5.790.000 abitanti della Regione e avrete un'idea dello spreco: 350 milioni di euro ogni anno solo per mantenere chi dovrebbe fare pulizia, creando un enorme serbatoio di consenso sociale. Prosperato grazie all'interesse di camorra e partiti, i lanzichenecchi del sacco di Napoli. Se si vuole tentare di capire l'emergenza perenne che domina la Campania dei cassonetti, bisogna immaginare un'enorme clessidra. In alto c'è il Commissariato di governo, che gestisce i megafondi per porre riparo alla situazione. In mezzo, come la strettoia, c'è la Fibe: l'azienda della famiglia Romiti che avrebbe dovuto trasformare i rifiuti in energia. Ma in realtà come la sabbia della clessidra i finanziamenti piovono soprattutto in basso, arricchendo gli enti locali riuniti nei consorzi che inghiottono fino a 600 milioni l'anno. Soldi che spariscono lì. E non è che quando la sabbia finisce, lo Stato capovolge la clessidra e costringe gli enti locali a trovare la soluzione. No. Finora dal 1994 si è andati avanti di crisi in crisi, per poi sotterrare montagne di scorie e di denaro. Quanto? Cifre astronomiche, che sfuggono a ogni contabilità: si parla di otto miliardi. Tutti sprecati. Perché ora Gianni De Gennaro dovrà ricominciare da zero. Un disastro. Per il quale finora nessuno ha pagato: nessuna condanna penale, civile o erariale. Nessuna responsabilità politica. Possibile che non ci siano colpevoli?
Sacchetti azzurri. Antonio Bassolino apre lo scaricabarile: tutti i governi, nazionali o campani, di destra o di sinistra hanno fallito. Ma se quasi tutti i partiti, a Roma o a Napoli, hanno trovato un modo per sfruttare la crisi, ci sono alcuni leader e alcune formazioni che difficilmente possono dirsi estranee. Per parole, opere e omissioni. E per riuscire ad arrivare a qualche conclusione conviene partire dal fondo della clessidra, da quella rete di consorzi comunali che raccolgono la spazzatura e gestiscono discariche, elargendo assunzioni e commesse. Un giacimento in cui Forza Italia ha pescato a man bassa. L'unico presidente di consorzio finito in manette è Giuseppe Valente, ex numero uno del partito a Mondragone, che ha dichiarato di avere assunto l'incarico su designazione del coordinatore regionale, l'onorevole Antonio Cosentino. I verbali della procura antimafia lo descrivono mentre crea appalti "tagliati su misura" in cambio di mazzette. E poi accompagna gli imprenditori ad incontrare boss al soggiorno obbligato per discutere la quota assegnata alla camorra. Ma al partito di Silvio Berlusconi facevano riferimento due protagonisti del business dei rifiuti, che si sono riciclati più in fretta delle ecoballe.
Il riciclato di Mastella. Il più pesante è Nicola Ferraro da Casal di Principe: tessera azzurra e parentele così ingombranti da fargli negare il certificato antimafia, con la sua azienda EcoCampania ha macinato per anni appalti in quei comuni casertani diventati il regno dei padrini casalesi. Un'inchiesta celebre, citata poi in libri e atti parlamentari, indicava una delle gare vinte dall'EcoCampania come modello del potere di controllo dei casalesi. Ma Ferraro non ha mai ricevuto contestazioni penali. Dopo una lite proprio con Valente ha stracciato la tessera di Forza Italia e ceduto ogni ruolo nell'azienda dei rifiuti. Per dedicarsi alla politica a tempo pieno. Clemente Mastella lo ha accolto a braccia aperte nell'Udeur, nominandolo segretario provinciale a Caserta: non è arrivato in Senato per pochi voti, ma si è insediato nel consiglio regionale dove presiede la commissione sicurezza. Al ministro poco importa di quel certificato antimafia negato e dei familiari condannati. "Lui ha sempre smentito", ha dichiarato il Guardasigilli a 'L'espresso': "Un conto è il dato provato. Un conto è che ti affibbiano delle cose di cui tu non sei responsabile".
La Quercia tra i rifiuti. Sotto il Campanile dell'Udeur negli ultimi mesi ha trovato rifugio un altro protagonista delle inchieste giudiziarie: Angelo Brancaccio, fino a un anno fa uomo forte dei ds nel casertano che ha cambiato partito dopo il recente arresto. Sindaco, consigliere regionale e candidato al Senato per la Quercia. Il suo slogan? 'La politica che fa. In Regione con Bassolino più forti'. È stato lui a offrire una tessera diessina ai nuovi signori dei rifiuti, i fratelli Orsi, gli imprenditori emergenti che avevano spodestato Ferraro. Anche gli Orsi originariamente militavano in Forza Italia, ma poi cambiano casacca per conservare gli affari. E nella sezione di Brancaccio una tessera rossa non si negava mai, nemmeno ai familiari dei latitanti. Un copione che in una Campania governata dal centrosinistra non è infrequente. I comuni 'rossi' sciolti per camorra sono almeno una decina. In tutta la regione dal '91 i municipi commissariati per infiltrazioni mafiose sono stati 59: lo scorso anno nel napoletano 83 amministrazioni su 92 erano 'monitorate' dalla prefettura. Perché è partendo dagli enti più piccoli che boss e politici si possono tuffare nella pancia della clessidra, lucrando su quella pioggia di milioni gettati nella monnezza. Lì l'unica raccolta differenziata è quella dei voti e delle mazzette: i primi vanno ai partiti, le seconde soprattutto ai padrini. Una torta così ricca che non conveniva litigare. Tanto che Brancaccio e uno dei leader di Forza Italia, Paolo Romano, propongono una gestione bipartisan: "I rifiuti sono di tutti, un patrimonio comune". Che altro dire?
Alleanza consortile. Alcuni avrebbero trasformato quel patrimonio in potere. Tra loro, secondo la procura antimafia di Napoli, un altro politico nazionale non estraneo all'oro delle discariche: Mario Landolfi, che ha fatto da spalla a Gianfranco Fini nel suo tour sdegnato tra la marea di sacchetti. I magistrati accusano l'ex ministro di An e presidente della Commissione di vigilanza Rai proprio di corruzione, contestandogli le manovre destinate a mantenere il controllo del comune di Mondragone e, tramite quello, di uno dei consorzi più ricchi. Il braccio destro di Landolfi è stato intercettato mentre chiedeva assunzioni di spazzini: "Quello vale cento voti!". Spiega ai giudici uno dei fratelli Orsi: "Circa il 70 per cento delle assunzioni erano inutili ed erano motivate per lo più da ragioni politico-elettorali, richieste da Landolfi, Valente e Cosentino". Ad ogni elezione, netturbini e autisti venivano mobilitati in sostegno del candidato di riferimento. Ma queste manovre, accusano i pm, servivano anche a garantire gli interessi della camorra. Che dal basso cercava di imporre i suoi uomini anche in alto, risalendo fino al vertice della clessidra. Insospettabili per trattare direttamente con la Fibe dei Romiti. O per arrivare addirittura nella stanza dei bottoni del Commissario per l'emergenza. È l'operazione che riesce ai fratelli Orsi. Prima passano dall'edilizia ai rifiuti. Poi puntano su un architetto, Claudio De Biasio. Dicono al telefono: "È uno dei nostri. Stiamo facendo di tutto perché venga nominato". E ci riescono. De Biasio si insedia al vertice sotto il prefetto Catenacci, a cui il premier Berlusconi affida la direzione dell'emergenza salvando Bassolino dal naufragio. Poi quando con Prodi arriva Guido Bertolaso, l'architetto viene promosso a numero due. Sta persino per diventare consulente della Commissione parlamentare quando interviene la magistratura che lo arresta proprio per le complicità nella gestione camorristica.
Toghe verdi. Ma il problema è doppio, anzi triplo. Perché la designazione di De Biasio come vice di Bertolaso è stata fatta da Alfonso Pecoraro Scanio. Il ministro dell'Ambiente viene in genere trascinato nel girone dell'immondizia solo per peccati di omissione, come il no alla discarica di Serre o il ritardo biblico per il nulla osta al termovalorizzatore di Santa Maria La Fossa. Certo: anche il suo partito in alcuni comuni campani ha avuto crescite record di voti e tessere, ma nulla sembra chiamarlo in causa direttamente. Possibile che il barone verde si sia fatto trarre in inganno da quello che i pm antimafia considerano un ingranaggio chiave del sistema criminale? Ed ecco che spunta la terza faccia della questione. Perché nell'istruttoria viene inquisito il viceprefetto Raio, capo di gabinetto di Catenacci. E finisce sotto inchiesta un alto magistrato, un paladino della lotta ai crimini ambientali: il procuratore capo di Santa Maria Capua Vetere Donato Ceglie. Raio descrive gli uffici del Commissariato come un 'porto di mare', con i padroncini della monnezza che si sedevano direttamente sulle poltrone degli emissari di governo. Prefetti, magistrati. Insomma lo Stato. E poi i partiti e la camorra. I controllori, i controllati e i delinquenti. Manca nessuno? Le accuse penali restano tutte da provare. Anzi, nel caso del procuratore Ceglie sono già state archiviate dai magistrati di Roma. Che però rilevano come Ceglie avesse assunto un ruolo quasi da consulente del commissariato. E parlano di "accertata familiarità tra il Ceglie e altri soggetti coinvolti... elemento censurabile sotto altri profili ma non rilevante".
El Fibe de oro. Nulla di rilevante. Alla fine gli unici protagonisti sotto processo sono la Fibe e Bassolino. A più di sette anni dalla concessione, che ha affidato tutta la questione campana all'azienda del gruppo Impregilo, allora nelle mani della famiglia Romiti, i risultati sono desolanti. Gli impianti che devono trasformare la spazzatura in combustibile ecologico non hanno mai funzionato. Da mesi - sostiene la Commissione parlamentare - non si riesce nemmeno a fare la manutenzione ordinaria. Ora l'unica strada pare la chiusura, nella speranza di inventare un modo per renderli capaci di funzionare. Il completamento del termovalorizzatore di Acerra slitta di anno in anno: ma senza vero combustibile, rischia solo di diventare un colossale inceneritore con veleni difficili da domare. L'altra centrale, quella di Santa Maria La Fossa, forse non nascerà mai. Lo spreco? Settecento milioni. Il Commissario ha fatto una sua causa civile: vuole un miliardo per il danno di immagine. Impregilo replica: è tutta colpa dei governi e pretende 1.700 milioni dallo Stato. La causa è del 2005: la prima udienza ci sarà il 23 maggio. Chissà se per quella data le strade della Campania saranno tornate pulite.

* 7.500 le tonnellate di rifiuti prodotti ogni giorno in Campania (4.200 solo a Napoli).
* 4 discariche da attivare.
* 3 i siti forniti dall'esercito.
* 88.500 le tonnellate di rifiuti da trasferire in altre regioni (Sicilia 1.500, Toscana 4.000, Abruzzo 15.000, Emilia Romagna 5.000, Piemonte 5.000, Sardegna 5.000, Marche 3.000, Puglia 50.000).
* 4.900 le tonnellate di rifiuti trasferiti ogni settimana con 25 treni in Germania (finora erano 12 convogli per circa 2.500 tonnellate).
* 170-220 euro a tonnellata il costo dello smaltimento rifiuti in Germania.
* 290 euro a tonnellata il costo per trasformare i rifiuti in ecoballe e custodirle in Campania.
* 100 euro a tonnellata circa il costo dello smaltimento dei rifiuti in discarica nelle altre regioni.
(foto da www.ansa.it)
Fonte: luogocomune.net
Il 2008 è iniziato come peggio non sarebbe stato possibile, non solo per i cittadini di Napoli fatti oggetto di ogni sorta di angheria, ma anche per tutti gli altri italiani trattati come decerebrati da politici e disinformatori di professione che in queste ultime settimane stanno offrendo il meglio del proprio repertorio costituito da decisioni prive di ogni logica e cattiva informazione dispensata a piene mani senza alcun ritegno.
Curiosamente i cittadini che vivono nel napoletano sono assurti all’onore delle cronache di stampa e TV solamente quando, ormai esasperati oltre ogni limite, hanno deciso di scendere in strada per impedire la riapertura dell’ennesima discarica fra le tante che da decenni li stanno costringendo a frequentare in massa gli ormai strapieni reparti di oncologia degli ospedali della propria città.
L’informazione “che conta” ha deciso di farli emergere dallo stato ectoplasmatico nel quale erano da sempre relegati, solamente per stigmatizzarli come facinorosi, violenti, piromani, contestatori, teppisti, nemici dello Stato ed amici della camorra, per il solo fatto di avere osato opporsi ad una decisione imposta dal governo e da una sequela di autorità in gran parte commissariate o in fase di commissariamento. Quella stessa informazione “che conta” dormiva sonni tranquilli fatti di fogli intonsi e completa inanità quando nel 2004 autorevoli riviste internazionali quali Lancet Oncology e Newsweek si occupavano dei cittadini che vivono nel napoletano pubblicando ottime inchieste nelle quali si metteva in evidenza come il gran numero di discariche legali ed illegali fosse la causa principale della vera e propria epidemia di affezioni a carattere tumorale che ammorba pesantemente quella zona della Campania ormai tristemente nota come “triangolo della morte”.
La disastrosa situazione rifiuti di Napoli della quale la classe politica è prima responsabile insieme ad imprenditori senza scrupoli, viene presentata all’opinione pubblica come una conseguenza “dell’egoismo” dei cittadini partenopei e delle mire di una fantomatica camorra tanto impalpabile quanto utile per scusare ogni genere di nefandezza. E’ stata la politica (e non la camorra, a meno che la politica in essa si riconosca) a decidere come gestire la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nel napoletano durante gli ultimi anni. Così come è stata la politica a consegnare tale gestione e smaltimento nelle mani delle fallimentari Fibe s.p.a. e Fibe Campania s.p.a. Così come sono state Fibe s.p.a e Fibe Campania s.p.a. società del gruppo Impregilo (e non la camorra, a meno che Impregilo in essa si riconosca) a condurre tale gestione e smaltimento in maniera disastrosa creando i presupposti per la situazione grottesca che è stata esacerbata ad arte nelle ultime settimane.
I cittadini di Pianura, come tutti gli altri che in questi giorni stanno scendendo in strada per difendere la propria salute ed il proprio futuro, hanno dovuto subire tanto la tracotanza della camorra che li avvelenava giorno per giorno con le discariche illegali, quanto quella della politica e delle imprese beneficiarie degli appalti che facevano altrettanto con le discariche spesso a torto considerate “legali”. Oggi come se non bastasse questi stessi cittadini, secondo un vecchio copione che per molti versi ricorda il calvario dei NO TAV in Val di Susa nell’inverno 2005, sono additati dall’informazione come violenti e facinorosi e bastonati da quella polizia alla quale manca perfino la benzina qualora si tratti d’inseguire i delinquenti ma non difettano uomini e mezzi quando l’obiettivo è la testa degli onesti cittadini.
Qualunque governo in possesso di una sia pur minima dignità avrebbe reagito a questa situazione imponendo in primo luogo le dimissioni di coloro che ne erano maggiormente responsabili, ad iniziare da quel Bassolino il cui “smaltimento” sembra essere assai più problematico di quello dei rifiuti. La logica avrebbe poi voluto che si riorganizzasse completamente la gestione dei rifiuti in Campania, partendo dalla costruzione di un’efficiente raccolta differenziata, magari cogliendo l’occasione per costruire un circolo virtuoso dei rifiuti che in Italia ad oggi esiste solo in poche e circoscritte realtà.
Romano Prodi ed il suo governo in tutta evidenza non hanno alcuna familiarità né con la dignità né tanto meno con la logica e le prime scelte messe in essere lo dimostrano senza dare adito a dubbi.
Gianni De Gennaro, uomo con molte responsabilità riguardo alle violenze gratuite al G8 di Genova, promosso Supercommissario per l’emergenza rifiuti, quasi si trattasse di reprimere nel sangue ogni protesta dei cittadini. L’esercito chiamato in causa accanto alle forze dell’ordine per combattere la battaglia contro i rifiuti (è proprio vero il vecchio adagio secondo il quale quando uno ha in testa un martello continua a vedere ogni cosa sotto forma di chiodo) quasi si trattasse di soldati nemici.
La costruzione di ben tre cancrovalorizzatori che anziché avvelenare i cittadini attraverso il percolato, diffonderanno le sostanze cancerogene in quantità ben maggiore sotto forma di diossina, polveri sottili, furani, idrocarburi policiclici ed altre sostanze ad alta patogenicità.
Proprio intorno al progetto dei nuovi megainceneritori sembra chiudersi il cerchio di tutta questa triste vicenda, a tal punto che l’emergenza rifiuti di Napoli è stata occasione per tanta “buona” stampa e TV di prodursi in articoli e servizi privi di qualunque fondamento scientifico che hanno vantato le mirabolanti virtù di codesti impianti, presentandoli come innovativi e puliti. La lobby dell’incenerimento, in Italia floridissima, coinvolgendo buona parte delle ex municipalizzate alcune delle quali ormai quotate in borsa, e facente capo all’illuminato Ministro Bersani ha colto al volo l’occasione, o creato l’occasione per poi coglierla al volo, e si sta producendo in una campagna mediatica senza eguali volta a qualificare i costosissimi e pericolosissimi cancrovalorizzatori come la soluzione ultima al problema dei rifiuti.
Giornali e TV hanno però dimenticato di dire che la pratica dell’incenerimento dei rifiuti non contiene nulla d’innovativo, come dimostrato dal fatto che mentre l’Italia sta spendendo tutte le proprie energie nella costruzione di questi impianti, nel resto dei paesi cosiddetti sviluppati l’incenerimento trova sempre meno consensi, al punto che perfino gli Stati Uniti ed il Giappone (le nazioni in passato più propense ad incenerire i rifiuti) da anni non stanno più costruendo nuovi inceneritori ed hanno iniziato a demolire quelli vecchi.
Così come hanno scordato di rendere pubblico che la pratica dell’incenerimento dei rifiuti, contrariamente a quanto spesso affermato da parte di esperti direttamente o indirettamente a libro paga dei grandi gruppi industriali o della pubblica amministrazione, non rappresenta un metodo di smaltimento migliorativo rispetto alla discarica. Al contrario, come sottolineato anche nel rapporto dell’Associazione Medici Per l’ambiente ISDE Italia l’incenerimento si dimostra fra tutte le tecnologie di trattamento dei rifiuti, in assoluto la meno rispettosa dell’ambiente e della salute. Questo poiché la combustione trasforma anche i rifiuti relativamente innocui quali imballaggi e scarti di cibo, in composti tossici e pericolosi sotto forma di emissioni gassose, nanopolveri, ceneri volatili e ceneri residue.
Così come hanno evitato accuratamente di ricordare che oltre a dimostrarsi una calamità dal punto di vista sanitario, come tanti studi stanno a dimostrare, i megainceneritori si rivelano fallimentari anche sotto l’aspetto economico, al punto che se non usufruissero in maniera fraudolenta degli incentivi statali cip6, in quanto impropriamente equiparati per legge alle fonti energetiche rinnovabili, la loro esistenza non avrebbe economicamente alcun senso. Così come non hanno informato i cittadini riguardo al fatto che la costruzione di un megainceneritore, oltre ad avvelenare l’aria ed i suoli elimina ogni prospettiva futura di gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti in quanto annienta la raccolta differenziata che priverebbe l’impianto degli elementi come la plastica, il legno, la carta ed il cartone che più gli sono necessari per produrre le alte temperature alle quali opera.
Ecoballe, cancrovalorizzatori, polizia, esercito e perfino un Supercommissario preceduto dalla propria fama, gli elementi ci sono tutti per rendere il futuro, se possibile, ancora più grottesco del presente, ma fortunatamente l’ostinazione dei cittadini di Pianura lascia intuire come, smentendo una tristemente nota affermazione di Romano Prodi, gli italiani nutrano sempre più l’ambizione di essere migliori della classe politica che li governa con questi risultati.
Marco Cedolin
Servizio trasmesso dalla KSLA, una tv locale americana, nel novembre 2007.
"La strana sostanza trovata da un uomo del Southwest Arkansas può far parte di test governativi?"
Presentato alla venticinquesima edizione del Torino Film Festival nella categoria "Italian.doc", Biùtiful Cauntri è un film assolutamente da vedere.
Il promo:
La descrizione da www.torinofilmfest.org :
La violenza sotterranea ed invisibile delle ecomafie raccontata come in un reportage di guerra. Voci ed immagini da una terra violata, consumata dall'alleanza fra un nord ''operoso" e senza scrupoli e le nuove forme della criminalita' organizzata, raccontata con immagini inedite del traffico illecito dei rifiuti e per la prima volta sullo schermo intercettazione telefoniche che svelano l'arroganza, la violenza ed il cinismo degli ecocriminali.
2007, Italia
DVcam, 73', col.
regia/director Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio
soggetto, sceneggiatura/story, screenplay Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio Giuseppe Ruggiero
fotografia/director of photography Alessandro Abate
montaggio/film editor Esmeralda Calabria
musica/music Paranza Vibes (Valerio Camporini Faggioni, Guido Zen)
suono/sound Daniele Maraniello
produttore/producer Lionello Cerri
produzione/production Lumière & Co.
Alcuni allevatori vedono morire le loro pecore a causa della diossina, un educatore lotta contro i crimini ambientali e i contadini coltivano terre inquinate dalla vicinanza delle discariche: sono alcune delle storie che denunciano e testimoniano il massacro della Campania, una delle regioni italiane con il maggior numero di discariche abusive. Sullo sfondo, una camorra imprenditrice che usa camion e pale meccaniche al posto delle pistole. Un magistrato parla di camorra dai colletti bianchi, d’imprenditoria deviata e d’istituzioni colluse, svelando i meccanismi di un’attività violenta che, nel tempo, provoca più morti di qualsiasi altro fenomeno criminale.
«Ci siamo chiesti come sia possibile che, nel
La scheda completa: http://www.kinoweb.it/in_uscita/biutiful_cauntri/scheda.htm
Esperimenti di guerra biologica su area pubblica nel Regno Unito, 1949-1975
Anche se molti di voi possono essere a conoscenza del fatto che il centro di ricerca di guerra chimica e biologica di Porton Down ha ammesso negli ultimi anni lo svolgimento di alcuni esperimenti di guerra biologica (BW) in settori pubblici nel Regno Unito, la reale entità di questo tipo di ricerca può risultare sorprendente.
Per scoprire perchè Porton Down trasformi il Regno Unito in un gigantesco laboratorio per i loro esperimenti, dobbiamo tornare indietro al 1949, esaminando attentamente cosa stavano facendo gli scienziati nella zona di Meadow Road a Salisbury, la città più vicina al loro centro di ricerca.
Esperimenti a Salisbury, 1949-1953
Gli scopi degli esperimenti di Salisbury, variano a seconda della prospettiva pubblica. Le autorità cittadine hanno così informato i residenti:
"Le autorità comunali, con la conoscenza dell' Home Office, hanno dato il permesso per l'inizio dei test e la loro collaborazione, insieme a quella della Polizia e degli abitanti della zona, è stato data pienamente."
Questa "piena cooperazione" derivava dal fatto che Porton comunicò agli abitanti della zona che le prove consistevano nello studio dell'inquinamento dell'aria. I cittadini hanno collaborato, e, quando richiesto, hanno dato prontamente il permesso di sistemare attrezzature per il prelievo di campioni su proprietà privata, anche se, in generale, i punti di campionamento sono stati predisposti per essere posizionati nelle strade o nei vicoli che conducono agli ingressi secondari dei giardini privati.
"Lo studio dell'inquinamento atmosferico", ed "indagini atmosferiche meteorologiche", sono due delle principali coperture promosse da Porton Down ogni volta che hanno voluto condurre ricerche clandestine in aree pubbliche. Come ha dichiarato in seguito lo storico Ufficiale di Porton, G. B. Carter, quando discusse degli esperimenti in zone pubbliche:
“Come negli esperimenti FP, una storia di copertura di indagini atmosferiche e sull'inquinamento è stata prontamente prodotta per bloccare i curiosi. Naturalmente entrambi gli aspetti non sono errati.”

Il vero scopo di questi studi si può trovare nella prima pagina della relazione scientifica di Porton, che descrive nei dettagli i risultati degli esperimenti:
"La scoperta di agenti di efficacia considerevolmente maggiore, ha messo in evidenza ancora una volta l'esigenza di comprendere la propagazione dei gas in un centro abitato.
Vi è stato un cambiamento di punto di vista, non siamo più interessati alla concentrazione di gas nelle immediate vicinanze dello scoppio della bomba, ma siamo interessati alla copertura generale della zona con particolari dosaggi in base alla carica della bomba. Tali dati sarebbero di uso diretto nella stima delle spese d'armamento in casi di attacco con gas su una città."
Quindi, gli scienziati di Porton Down hanno effettuato test a Salisbury al fine di indagare che quantità dei nuovi gas nervini scoperti sarebbe necessaria per coprire una città o un intero paese.
Invece di attacchi di gas concentrati su obiettivi militari, gli scienziati stanno ora esaminando la possibilità di “gassare” intere città. Ciò è rafforzato dagli elementi di prova presentati alla National Academy of Science a metà degli anni 1990 da US Army, come background storico del programma di guerra biologica degli Stati Uniti. Essi mostrano che gli esperimenti di Salisbury sono stati il primo di tre metodi utilizzati per stimare l'impiego di munizioni BW (Biological Warfare) per un attacco contro una città.
"Erano disponibili tre approcci al problema della stima di munizioni per l'uso strategico di agenti BW contro bersagli cittadini.
Il primo, che è stato esaminato dai britannici, usa gli studi nella galleria del vento su modelli di città e di un piccolo numero di test all'interno della città stessa (Aanensen 1951). Importanti risultati sono stati ottenuti... "
Questi studi si svolsero dal dicembre 1949 al 1953, nei quali gli scienziati di Porton esaminarono molti aspetti di un attacco ad una città con agenti chimico-biologici. Con l'assistenza dei pompieri della contea di Wiltshire, sono state misurate le differenze di temperatura a 100 ft. montando attrezzature di controllo sulla loro scala estensibile.
La procedura è stata relativamente semplice, gli scienziati hanno utilizzato generatori di fumo (detonatori chimici) come singola fonte (utilizzati per simulare agenti nervini); tale fumo è stato trasportato dal vento in tutta la zona di Gas Lane, Meadow Road. Dispositivi di controllo dell'aria sono stati posizionati sottovento alla sorgente, che ha campionato un periodo di tempo. I risultati di questo campionamento sono stati analizzati e sono state prodotte tabelle sinottiche (vedi sotto), che hanno mostrato le varie concentrazioni di fumo in tutta l'area interessata. L'agente nervino simulante utilizzato in questi studi era salicyladazine, un fumo fluorescente. Gli scienziati di Porton hanno considerato che tale sostanza aveva un odore simile a quello del curry, mentre i residenti pensarono all'aroma del sugo!

La figura sopra mostra la tabella sinottica prodotta dai risultati del campionamento della prima prova, che si è svolta il 19 dicembre 1949. Il confronto con la fotografia aerea mostra la posizione dei generatori di fumo (contrassegnati in giallo nella foto aerea).
È interessante notare che nel corso di alcune delle prime serie di test di Salisbury, il campionamento è stato condotto all'altezza delle camere da letto, 20 ft., altezza giustificata dal fatto che le misurazioni erano necessarie per stimare la dose ricevuta da un qualsiasi residente nella città durante il sonno, evidenza di pianificazione per un attacco di sorpresa notte-tempo.
Durante dicembre 1949 - aprile 1950, sono stati condotti 10 studi. Le prove sono proseguite durante il 1952-1953, quando sono stati eseguiti altri 12 studi, alcuni eseguiti di notte.
Secondo lo storico di Porton, Carter G.B., lo scienziato incaricato di questi studi, C.J.M. Aanensen, scrisse nel 1952 un memorandum top-secret dal titolo "Nota sulla possibilità di propagazione di agenti chimico-biologici in tutto il Regno Unito". Sembra che i risultati della sperimentazione di Salisbury abbiano indicato che è possibile un nuovo metodo di conduzione di guerra chimica e biologica. Questo nuovo metodo consiterebbe nel produrre bombe chimiche e biologiche, e l'impiego di molteplici aeromobili necessari per sganciarle, ridondante.
Era l'alba di una nuova era di sperimentazione su area pubblica.
Nel 1952, la Sezione Meteorologica di Porton, rilasciò un documento top-secret in cui asseriva che esistevano condizioni possibilmente verificabili nel Regno Unito, "in cui un nemico rilasciando sostanze tossiche in quantità moderata lungo un fonte estesa, potrebbe coprire aree nell'ordine di migliaia di miglia quadrate con dosaggi efficaci". Questa relazione si riferisce ai test effettuati negli Stati Uniti sotto il nome in codice "Stanford Project". In altre parole, il progetto di Stanford ha condotto con successo attacchi simulati su vaste zone degli Stati Uniti utilizzando un "simulante" di un agente tossico.
Nel 1952, nessun agente chimico di sufficiente natura tossica era disponibile per essere utilizzato in un attacco. Nel 1953, l'attenzione di Porton si era allontanata dall'idea di un attacco con agenti chimici; l'attenzione venne rivolta all'applicazione dellla nuova tecnica nel campo della guerra biologica. Attacchi biologici vennero pianificati con il rilascio da parte di massiccie flotte di aeromobili di bombe a grappolo ( bomba RED ADMIRAL) contro la città. La nuova tecnica offriva la contaminazione di grandi quantità di territori nemici con quantità minime di aeromobili e nessuna necessità di costosi sviluppi d'armamento, di produzione e di programmi di stoccaggio. Aerei cisterna modificati potevano essere muniti di serbatoi in acciaio inossidabile e di semplici dispositivi d'irrorazione di aerosol.
Ciò che era necessario erano informazioni sulla circolazione dei “pacchi” d'aria vicino al suolo. Per fare questo il CDEE (Chemical Defence Experimental Establishment) di Porton Down ha avviato la più grande serie di esperimenti su spazio pubblico mai condotta nel Regno Unito.
Al fine di svolgere questi nuovi e più diffusi esperimenti, il CDEE di Porton aveva bisogno di un tracciante in grado di monitorare le quantità d'aria. Fu deciso di utilizzare lo stesso composto chimico utilizzato negli esperimenti biologici americani, solfuro di zinco-cadmio.
Il solfuro di zinco-cadmio è un composto finissimo (le particelle misurano all'incirca 1-5 micron, la stessa dimensione degli agenti biologici), di caratteristico colore giallo e fluorescente quando illuminato da luce ultravioletta. Queste procedure seguirono un modello simile, una fonte irrora grandi quantità di solfuro di zinco-cadmio che viene trasportato dal vento sul territorio. Varie stazioni di campionamento vennero istituite sottovento alla sorgente, nel tentativo di raccogliere le particelle presenti nell'aria. Questi campioni sono stati esaminati sotto luce ultravioletta ed è stato contata la quantità di particelle. Il conteggio è stato un lavoro molto intenso e una procedura soggettiva è stata aperta per errore.
Dal 1957 CDEE utilizzò regolarmente tale solfuro, e l'attenzione si rivolse nel testare la teoria delle grandi aree di copertura. Questa teoria ha proposto che un'unica fonte di diffusione di un agente biologico lungo la costa del Regno Unito, potrebbe contaminare un'area di 10.000 miglia quadrate. Nei seguenti 4 anni questa teoria venne testata da irrorazioni da aerei e navi lungo la costa del Regno Unito.
Click the image for a large version
Come si può vedere nelle mappe dei test qui sopra, non tutti gli esperimenti andarono come previsto. Nell'agosto 1959 un velivolo volò lungo una traccia al largo della costa del Regno Unito, da Cromer a Swanage irrorando solfuro di zinco-cadmio. Per qualche ragione il sud Dorset ricevette un'enorme dosaggio del simulante. Al centro della contea, Dorchester, un team di campionamento d'aria di Porton raccolse 4315 particelle di ZnCds, la vera cifra potrebbe essere stata superiore di quella registrata nella relazione scientifica poichè il campionamento d'aria a Dorchester venne interrotto prima del totale passaggio della nube.
Dagli inizi del 1960 i dati del LAC (Large Area Coverage) vennero analizzati, ed i risultati inorridirono i capi militari del Regno Unito. Gli esperimenti dimostrarono che il Regno Unito poteva essere contaminato con agenti biologici da uno o due aeromobili in volo al largo della costa. Se un agente biologico venisse irrorato, gli scienziati del governo stimarono che circa 38.000.000 persone avrebbero potuto essere infettate in un unico attacco.
Al fine di approfondire ulteriormente attacchi su una città, venne deciso di condurre esperimenti con solfuro di zinco-cadmio su una città inglese. Almeno due di questi "attacchi" vennero effettuati durante il mese di agosto 1960 sulla città di Salisbury, nel Wiltshire. Un aereo volò in un arco di 100 miglia, 40 miglia controvento su Salisbury, irrorando solfuro di zinco-cadmio ad un tasso di 1 libbra per miglio. Una rete di stazioni di campionamento in città e zone rurali vennero approntate dal personale CDEE di Porton al fine di raccogliere un campione rappresentativo di particelle presenti nell'aria.
Secondo le descrizioni del “Porton Trials Programme”:
"Le emissioni possono essere effettuate in tarda serata o nelle prime ore del mattino a seconda delle condizioni meteorologiche; su questo aspetto (propagazione notturna o fumigazione mattutina), c'è un grande interesse".
I risultati di questi studi non giunsero a conclusione, così nel 1963 Porton decise di condurre una nuova serie di prove in una città diversa, Norwich. Il primo esperimento venne effettuato nel 1963, come riportato nel “Porton Field Trial Report N. 610”. Porton deve ancora pubblicare i risultati degli studi degli altri esperimenti a Norwich nel 1963. Questo può essere un esempio della normale procedura di Porton di non riportare i fallimenti delle prove. È noto che altri esperimenti vennero programmati per il 1964, “Porton Programme 2/64” mostra in dettaglio come questi studi vennero condotti. E' anche dimostrato che la Polizia di Norwich si impegnò molto nel sostegno del CDEE di Porton nello svolgimento delle prove. Funzionari di Polizia agirono come operatori di campionamento d'aria, indicando luoghi di campionamento e offrendo l'uso della loro sede come principale punto di controllo.
Come nei precedenti test di Salisbury, i risultati di Norwich furono inconcludenti. A quanto si sa, le irrorazioni del 1964 a Norwich furono le ultime della serie su spazio pubblico. Si è ritenuto che l'uso di solfuro di zinco-cadmio nel settore pubblico avesse seguito il suo corso.
Porton si concentrò nell'utilizzo di batteri viventi in esperimenti nel settore pubblico, per i seguenti 12 anni il sud dell'Inghilterra, Dorset in particolare, sarebbe diventato il nuovo laboratorio all'aperto.
Penetrazione di Aerosol in zone edificate di notte – Esperimenti di guerra biologica su Norwich
Test del Ministero della Difesa effettuati sulla città di Norwich il 13 gennaio, 10 febbraio, 16 marzo e 14 aprile 1964.
Questi sono documenti in formato PDF, che pare siano stati declassificati nel 2000, descrivono un esperimento da parte del Ministero della Difesa in cui la città di Norwich venne irrorata da aerei con una sostanza nota come "Silicon treated FP", descritto come "innocuo nella concentrazione che ci si aspetta verificarsi al suolo".
Questi documenti illustrano la natura di questo esperimento ed il coinvolgimento della Polizia locale.
Nel maggio 1963, il Comandante scientifico del War Office, inviò una nota al Segretario di Stato per spiegare il tipo di esperimenti su spazio pubblico che furono condotti nel Regno Unito da Porton Down. Come si può vedere nella lettera, gli esperimenti sono stati condotti in un elevato livello di segretezza, perché "la conoscenza di essi da parte di persone non autorizzate potrebbe essere politicamente imbarazzante”.
PDF Download:
Porton Note No 188 18 August 1959 - Click here
Porton Field Report No 515 13 Nov 1957 - Click here
Porton Note No 74 Extract 13 November 1957 - Click here
DOC Porton Field Trial Report No 610 The Penetration Of Built Up areas at night - 1963 experiment - Click here
CDEE Porton Programme Report 2 64 The Penetration of Built Up Areas By Aerosols At Night PDF file - Click here
MOD Internal Review re Zinc Cadmium Sulphide FP public area experiments - click here
DOC Porton Note No 188 The Long Distance Travel of Particulate C - Click here
DOC Secretary of State Briefing Memo Public Area CW BW Experiments May 1963 - Click here
Fonte: http://www.nr23.net/uk_trials.htm
Un tempo - erano gli anni della guerra fredda - si annunciava il possibile arrivo a Roma degli odiati cosacchi sovietici pronti ad abbeverarsi all’acqua delle fontane di piazza San Pietro. Ora invece - sotto la minaccia di una reale crisi idrica - dovrebbe essere il mondo occidentale a bere l’acqua della Russia. Le previsioni, infatti, sono per noi pessime. Si dice che siamo agli sgoccioli, mentre Mosca fa sapere, con orgoglio, che le sue risorse idriche sono eccezionali perchè l’immenso territorio che va dal Baltico al Pacifico rappresenta uno dei polmoni verdi della terra, con una vastissima estensione di foreste boreali e altrettanti giganteschi bacini di fiumi di portata continentale.