L'animalismo, i conflitti di interessi e l'informazione globale. 25-05-2006

Lei è Joy-quando aveva tre mesi le hanno dato fuoco e le hanno spezzato una zampina. Ha subito 3 operazioni molto pesanti, adesso ha 5 anni e sta bene, anche se ha una zampina un po' più corta.
Ammesso che le parole "animalismo" ed "animalista" significhino qualcosa, visto che non sono mai state rigorosamente definite, non si può restare a difendere gli animali nel ghetto animalista. Da troppi anni, i frammenti che compongono il cosiddetto movimento animalista, seguendo sempre le stesse stereotipate strategie, vanno avanti alla rinfusa mentre la situazione peggiora, sempre di più. Inoltre, il movimento animalista rischia di scivolare sempre di più verso conflitti di interessi che ad un certo punto, non potranno essere più sanati. Animali ed ambiente ormai sono diventati solo oggetto di propaganda politica.
Piccole leggi che non salvano nessuno, vengono propagandate come la soluzione del secolo da uomini di potere ai quali non interessa un bel niente dell'ambiente e della sua salute. Come si può dire questo? Chi è interessato all'ambiente ha una sua coerenza di comportamento, non emette mezze leggine per gli animali e contemporaneamente leggi che minacciano pesantemente l'ambiente e che, più o meno indirettamente, influenzano la salute degli animali, umani e non umani. Forse qualcuno ha letto l'ultimo decreto ambientale che tante polemiche ha suscitato. E' stato definito "ecomostro" da tutta l'Italia interessata al problema. Ma non mi è sembrato di sentire voci animaliste contro un tale scempio. A che serve illudersi di salvare pochi animali per distruggere tutto l'ambiente in un sol colpo? Appoggiare politicamente persone incoerenti che pur dichiarandosi animaliste, non esprimono valori globali, non è un'idea che si possa definire esattamente "vincente".
L'animalismo, da sempre, manca di una struttura teorica e razionale; ognuno pensa di poter dialogare con altri animalisti partendo da un'opinione del tutto personale. Questo, inevitabilmente, porta i "dialoganti" a due posizioni diverse.
Alla fine, dopo aver perso una grande quantità di tempo prezioso in sterili discussioni, si arriva al solito risultato, peraltro prevedibile, che ognuno gira sui suoi tacchi e se ne torna sulla sua strada. Naturalmente, questo atteggiamento non porta in nessun posto; occorrono definizioni convenzionalmente condivise, come in campo matematico, per poter almeno iniziare un dialogo tra le varie "anime belle".
Considerando che qualunque cosa accada è strettamente collegata alle altre, coinvolgendo tutti e tutto, mi chiedo se sia possibile continuare a difendere "solo" gli animali, ignorando il resto del mondo.
Non basta protestare o manifestare "solo" contro i maltrattamenti direttamente rivolti agli animali; ci sono troppe cose che influenzano animali, uomini, ambiente, allo stesso modo e nello stesso momento.
Questo non vuol dire che per difendere gli animali si debba prima salvare il mondo ma che la difesa e l'informazione devono essere globali, o si rischia di combinare guai seri, proprio a quegli animali che diciamo di amare tanto.
Cosa fa male agli animali? Gli affari sporchi, le bugie, le religioni che impediscono una crescita libera e responsabile, i condizionamenti, la cattiva politica, la corruzione, la mancanza di soluzioni per carestie, epidemie, inquinamento, disorganizzazione sociale,sovrapopolamento, le ingiustizie che rendono gli uomini sempre più indifferenti anche nei confronti dei loro stessi simili, le guerre, le scie chimiche ed il controllo del clima, i metodi di coltivazioni nocive, l'ignoranza della storia e conseguenti pregiudizi, i finanziamenti, statali e non, a pioggia, un giro di miliardi che non si sa mai a cosa debbano servire e senza garanzia di risultati, tutti fondi sottratti agli animali, agli uomini, ai bambini più sfortunati del pianeta, insomma ciò che nuoce agli animali è la natura umana che ha reso tutti schiavi, anche quelli che credono di essere liberi, animalisti compresi.
Siamo nati liberi e ci siamo ridotti ad agire come marionette, inconsapevolmente a servizio di interessi egoistici. Se gli animalisti non fanno sapere alla gente di essere interessati anche alla loro liberazione ed alla loro salute e se lo sguardo degli animalisti non riuscirà a spaziare a 360°, sarà sempre più difficile ottenere dei risultati rilevanti.
Ma per fare questo, occorre essere realisti, razionali e mentalmente onesti.
Qualcuno pensa che si possa superare lo specismo umano ma temo che si dovrà ancora attendere molto, poichè l'evoluzione umana non è ancora compiuta. Sappiamo tutti che agli uomini basta un piccola diversità per considerare altri uomini come una sorta di sottospecie umana. Spesso è proprio l'ignoranza sul comportamento e sulla natura umana che nuoce agli animali, crea divisioni. Ognuno pensa che avendo compilato diligentemente il manuale del bravo animalista, possa considerarsi migliore degli altri ma non è così; l'uomo mente anche a se stesso, per natura, ha motivazioni nascoste e, in questa fase, pochi riescono a conoscere e superare la propria natura, a diventare padroni di se stessi. L'uomo è "apparso" di recente nella storia della terra e, contrariamente a quello che sembra, adopera poco e male la sua ragione. Prima si riesce a capire questo e prima ci sarà una possibilità di dialogo, altrimenti sarà tutto inutile.
Per il momento, la ragione è servita all'uomo solo per sviluppare delle possibilità più ampie per conquistare quello che voleva e che non è certo il bene di tutto il mondo. Se così non fosse, avremmo un mondo migliore. Parlano di amore, gli animalisti, ma non sanno che non siamo biologicamente programmati per amare tutto e tutti. Solo coltivare la mente, secondo scienza e non opinioni, puo aiutare gli uomini a migliorarsi ed a migliorare l'ambiente in cui vivono. Fino a quando vegetariani, vegani, carnivori, animalisti, ambientalisti, continueranno a litigare e non guarderanno gli altri con uno sguardo di consapevole saggezza, non ci sarà speranza per nessuno. L'unica cosa che ci accomuna è l'appartenenza alla stessa specie biologica, per il resto siamo tutti diversi e questa è umanita, non altro.
Tanti problemi sono iniziati proprio quando qualcuno ha voluto dividere i buoni dai cattivi, con le religioni che hanno promesso a questo ed a quello, ad ognuno secondo i propri "meriti". Peccato che "buono" e "cattivo" non abbiano alcun significato assoluto e che siano concetti soggettivi, dipendenti da quello che noi desideriamo. Non sempre c'è cattiveria nelle "cattive azioni" o bontà nelle "buone azioni" e non sempre attaccare una persona, anzi quasi mai, la fa diventare più sensibile. Quasi tutti, istintivamente, alzano le loro difese razionali, di fronte alle parole forti perchè "l'uomo si comporta così" e continuerà a farlo fino a quando non avrà acquistato consapevolezza e conoscenza di se stesso.
L'umanità o almeno quella parte che crede di avere una certa sensibilità nei confronti degli altri esseri viventi e dell'ecosistema, deve camminare insieme, aiutandosi a superare gli egoismi, per diventare migliori, tutti insieme e nessuno escluso. Chiunque sia interessato a mantenere le divisioni e quindi il caos, probabilmente è anche interessato a non risolvere il problema, per potersi alleare con chi vuole e come vuole, senza riflettere su conflitti di interessi o altro. Si spera almeno che non sia intenzionale.
Anna M. Palombino
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Fonte:
www.natiliberi.org/