Witkin, americano, nei suoi grotteschi ritratti (dell’anima, più che umani) esplora perversioni e segreti che si nutrono di un conflittuale rapporto con la religione e il peccato. Scopo della sua fotografia è quello di suscitare disagio nello spettatore, e ci riesce. La mostra percorre, in 40 immagini, la sua carriera: dai freaks di Coney Island (gli stessi di Diane Arbus) ai cadaveri, con cui entra in contatto durante un reportage in Vietnam.
Saudek, ceco autodidatta, oltre che regista, truccatore e scenografo, è presente al Pac con un’antologica. La produzione di Saudek è caratterizzata da ritratti fotografici colorati a mano, abitati da personaggi nudi o seminudi circondati da pareti desolate. Le sue immagini esprimono relazioni spesso perverse, desideri ed emozioni forti.




Luigi Cervone Persino me, nei versi nostri e persi, particolare, olio su tavola, tela, 171x123 - 2005


L'anamorfismo è una tecnica particolare che consiste nel disegnare una figura appositamente distorta in modo da risultare riconoscibile soltanto se guardata da una determinata angolazione.
Tra gli artisti che adottano questa tecnica, Julian Beever è sicuramente il più conosciuto. Con i suoi gessetti colorati ha girato il mondo (Inghilterra, Belgio, Francia, Norvegia, Germania, Stati Uniti e Australia) riempiendo strade e marciapiedi con i suoi dipinti.
L'effetto illusorio di tridimensionalità delle sue opere amorfiche è davvero soprendente. Guardare per credere.