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giovedì, 27 marzo 2008

Possedere il tempo

Documentario di Discovery Science sulla manipolazione climatica.


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categorie: video, cambiamento climatico, scie-nza
mercoledì, 19 dicembre 2007

I complottisti delle scie

16 dicembre 2007


dell’Ing. Aeronautico Luigi Fenu


Comitato Regionale Scie Sardegna

www.sciesardegna.it


Qualche giorno fa, giorno mentre mi trovavo in edicola per cercare una rivista specializzata di MTB, il mio sguardo è caduto sulla copertina del nuovo numero di FOCUS; su una fotografia “civetta” vi era la didascalia:

MISTERI/COMPLOTTI: chi fa queste scie? Sono pericolose?

Il tema dell’articolo sembrava interessante, anche se sono del parere che argomenti come questo delle scie d’aereo, che implicano SERIE competenze tecniche e scientifiche, rischiano troppo spesso di essere, anche volutamente, banalizzati. Trascinato da un’onda di ottimismo ho deciso di dare un po’ di fiducia al giornalista Paolo Toselli ed ho acquistato la rivista.

Durante la lettura dell’articolo m’imbatto subito su una suddivisione marcata tra due entità non meglio definite:

I COMPLOTTISTI vs GLI ESPERTI


Onde evitare equivoci cerco nel famigerato vocabolario Wikipedia per capire qualcosa di più sulle teorie dei cosiddetti complottisti o cospirazionisti:


La parola "cospirazione" deriva dal latino conspirare ("respirare assieme"), e nell'uso contemporaneo indica una situazione dove due o più persone si accordano per compiere un atto illegale o immorale. Le componenti essenziali sono il coinvolgimento di almeno due persone, la segretezza e l'intento malizioso.”

Subito mi rendo conto della pericolosità di questa categoria di persone e rimango in uno stato di allerta durante la lettura. Chi sono costoro, mi chiedo? Per avere un quadro completo delle due categorie analizzo anche la parola “esperto”:

Un esperto è una persona alla quale, per motivo di professione oppure per una comunque acquisita competenza ed esperienza su una data materia, viene richiesto di fornire pareri scientifici su argomenti di dettaglio. L'opposto di esperto è conosciuto come dilettante.

Continuo la lettura prestando maggiore attenzione alle parole rilasciate dagli esperti (mai nell’articolo si dice chi siano questi esperti)… e, seppure con qualche perplessità, arrivo alle righe conclusive dove sono esposte le dichiarazioni dell’esperto climatologo David Travis. Il quale, nel 2001, dimostrò che nei 3 giorni di sospensione dei voli sugli USA, dopo gli attentati dell’11 settembre, la temperatura media sul Nord Atlantico era aumentata di quasi 1°C, perché il cielo era più limpido.

Improvvisamente mi sovviene un ricordo: tale dichiarazione era stata riportata il 4 Febbraio 2007 da “Il Sole 24 Ore” dopo il vertice di Parigi sul clima; il quotidiano aveva riservato un’intera pagina all’argomento con il titolo: “L’inquinamento che ci aiuta: senza aerosol e scie degli aerei, il riscaldamento sarebbe peggiore”.

Non riuscendo assolutamente ad immedesimarmi nella mente di un climatologo, mi sono posto le seguenti domande:

1) Sono così bravi i climatologi da riuscire a prevedere la temperatura nei tre giorni successivi con una precisione di un grado centigrado?

2) Possono i climatologi fare un’analisi statistica ed estrapolare dei risultati prendendo come campione SOLO tre giorni?

Credo che queste poche righe siano sufficienti a far inorridire non tanto uno scienziato, ma un qualsiasi attento lettore che capisca un po’ di meteorologia, in quanto basterebbe fare un piccolo bilancio tra l’Anidride Carbonica emessa nell’atmosfera (già ad una certa quota) ed il pulviscolo immesso come residui di combustione, per capire che anche le normali scie sono ESTREMAMENTE dannose per l’effetto serra.

Inoltre, non tutti sanno che non è vero che i voli si interruppero l’11 settembre. Vi sono molte testimonianze documentate delle telefonate allarmate di cittadini statunitensi che, nonostante il blocco dei voli sul territorio nazionale, continuavano a vedere sorvolare i loro cieli da aerei non identificati. Pertanto, lo scienziato in questione dovrebbe rifare i suoi conti.

A parte queste dichiarazioni dello scienziato climatologo, il fatto inquietante, che mi lasciò davvero perplesso e dubbioso come studioso della materia, è come mai un redattore di un giornale così letto a livello nazionale, avesse voluto sparare a caratteri cubitali un titolo che attirava lo sguardo e aveva lo scopo evidente di tranquillizzare gli impauriti e gli scettici. La cosa è facilmente interpretabile nel seguente modo: “Tranquilli, il riscaldamento globale si può combattere: continuiamo a consumare e a inquinare senza preoccuparci”. Dopo aver scritto alla redazione del “Il Sole 24 Ore” per una rettifica immediata, e non aver ricevuto alcuna risposta in merito, ecco che mi ritrovo qui, a distanza di quasi un anno, che si ha ancora il coraggio di pubblicare simili notizie su una rivista scientifico-commerciale.


Dopo questo flash, che mi ha riportato alla realtà dei fatti, rileggo a ritroso con più attenzione l’intero articolo di FOCUS. Riporto l’intera frase:

Per fare chiarezza sull’argomento, l’USAF ha redatto un documento che risponde punto per punto alle insinuazioni: le scie più contorte sono quelle deformate dai venti; i disegni a griglia sono dovuti al sistema di navigazione USA (e non solo), formato est-ovest e nord-sud che s’intersecano a quote differenti”.

Da questa frase si comprende che gli Americani, e non solo, navigano spostandosi da EST verso OVEST e da NORD verso SUD. Sono proprio strani; se così fosse sarebbe un bel problema. Sarebbe come dire che per andare da Cagliari verso Roma il pilota deve prima dirigersi verso Lamezia (rotta Ovest - Est) e poi virare a Nord verso Roma.

Il signor Pitagora, nel 572 a.C., ci ha insegnato che in un triangolo rettangolo l’ipotenusa è più piccola della somma dei cateti. Esistono un’infinità di rotte, e quindi di aerovie che sfruttano tutta la scala degli angoli sessagesimali da 0° (rotta Nord) a 359°, e come se non bastasse si usano anche le sottomisure dei gradi: i primi e i secondi. In particolare, se un pilota ha deciso di andare a Roma partendo da Cagliari, gli consiglio, a seconda del Flight Level, di mantenere la Rotta M126 o la rotta UM159 aerovie all’incirca a 40°.


Ecco un’altra frase di FOCUS:

Gli scienziati dicono in coro: che il fenomeno delle scie chimiche non esiste: esistono solo le scie normali, quelle che rilasciano tutti gli aerei in volo tra 8 e 12 Km di quota in determinate condizioni di temperatura (di solito -40°C) e umidità relativa (60-70%). Le scie non ci sono sempre. Si formano quando il vapore acqueo e’ “sovrassaturo”: in tal caso condensa, generando microgocce che diffondono la luce, spiega Antonio Zecca, docente di fisica all’Università di Trento. Semplificando, si vedono meglio quando il tempo sta passando dal bello al brutto. L’effetto può persistere per ore, spandendosi per migliaia di Km2 e creando nubi indistinguibili dai cirri naturali.

A questo punto la mia curiosità è irrefrenabile; dò un’occhiata ai siti ufficiali dei cospirazionisti: cito, per fare un esempio, il nostro www.sciesardegna.it, e leggo l’esposizione relativa al fenomeno della condensazione. Mi rendo subito conto che i cospirazionisti concordano pienamente con gli scienziati. In particolare, i primi mi precisano che nel caso in cui i gas combusti dei motori a getto siano immessi in un’atmosfera con elevati valori di umidità relativa superiori al 60-70% (non è affatto necessario avere un’atmosfera soprassatura come dicono gli scienziati), e se le temperature sono inferiori ai meno 40°C (tutto ciò per la particolare consistenza e tipo di nubi), è ammissibile la formazione di scie persistenti le quali sono costituite interamente da cristalli di ghiaccio (non da goccioline!!!!). Ciò significa che si assiste al fenomeno della sublimazione o brinamento, cioè alla trasformazione diretta del vapore in ghiaccio. Pertanto anche i cospirazionisti ammettono l’esistenza di scie persistenti e usano come riferimento il termine coniato dai meteorologi cirrus aviaticus in quanto queste scie persistenti sono simili ai cirri naturali (nubi della regione superiore interamente costituite da cristalli di ghiaccio).

Dalle mie nozioni di fisica mi viene in mente subito la relazione che esiste tra la Temperatura, Pressione e Densità dell’aria: mi chiedo subito come mai quando si parla di persistenza di scie si tralasci un parametro importante come la pressione. I cospirazionisti non si sono affatto dimenticati, e come hanno fatto gli americani dell’US AIR FORCE Global Weather Center, eseguono le loro analisi sul campo analizzando e confrontando i radiosondaggi, che forniscono i parametri reali dell’atmosfera (pressione, umidità, temperatura, etc.), con le osservazioni sul posto.

A questo punto riscontro una indubbia e maggiore professionalità nel riportare concetti fisici complessi e dati nei cospirazionisti che non negli esperti citati da FOCUS (ma chi sono?) o nei giornalisti scientifici, i quali non eseguono analisi ma si limitano a contestare senza controparte alcuni articoli presi qua e là sui vari siti internet!!!.

Ma sono ben altre le scie cui si riferiscono i cospirazionisti: sono scie rilasciate a bassa quota in un’atmosfera dove i limiti dei parametri di temperatura, di umidità e di pressione sopra citati (su cui, ripetiamo, sono d’accordo anche gli scienziati) non vengono soddisfatti.

Ci sarà mai qualcuno che oserà spiegare ai pericolosissimi cospirazionisti questa delicata discrepanza?

Forse ci ha provato, in un momento di smarrimento, il TG1 in data 10 maggio 2007 con un servizio in cui sottolinea che i Russi sono dei maestri nell’evitare la pioggia per salvare importanti manifestazioni internazionali (http://www.youtube.com/watch?v=5Ml8zP5-OSA&eurl).


Onde evitare di dare giudizi prematuri sull’articolo mi addentro nel paragrafo:

Il quartier generale di tutto questo sistema si troverebbe in Alaska: qui ci sono, infatti, la installazioni di Haarp (High Frequency Active Auroral Reserch Program), un programma di ricerca sulla ionosfera avviato nel 1990 dalla Difesa USA in collaborazione con molte università. In realtà si tratta di un centro che si occupa di comunicazioni militari e civili e di sistemi di navigazione marittima. Ma, secondo i cospirazionisti, il suo vero scopo è l’alterazione delle condizioni atmosferiche e il controllo mentale delle masse attraverso onde elettromagnetiche.

L’argomento a questo punto è davvero complesso. Ma entriamo nel merito:

Il progetto H.A.A.R.P., è stato avviato dal Ministero della Difesa USA in collaborazione con molte Università: spesso si tende a mitigare alcuni progetti criminosi militari con la simbiosi tra le forze militari e l’Università!!! Da esperienze personali posso garantire che in alcune di queste collaborazioni si studiano e si realizzano progetti criminosi, proprio perché sono quelli in cui i budget sono tutt’altro che limitati. Ma ecco subito un vecchio documento dell’Unione Europea, riportando alcune parti della delibera UE:


14 gennaio 1999                 A4-0005/99


RELAZIONE
sull’ambiente, la sicurezza e la politica estera


Commissione per gli affari esteri, la sicurezza e la politica di difesa


Relatrice: on. Maj Britt Theorin
Relatore per parere*
on. Olsson, commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela
dei consumatori

(*Procedura "Hughes")


DOC_IT\RR\370\370003              PE 227.710/def. 


Aspetti giuridici delle attività militari


26. esorta l'Unione europea ad adoperarsi affinché anche le nuove cosiddette tecnologie degli armamenti non letali e la messa a punto di nuove strategie degli armamenti siano contemplate e disciplinate dalle convenzioni internazionali;


27. reputa che il sistema HAARP (High Frequency Active Auroral Research Project) sia da considerarsi, a causa del notevole impatto sull'ambiente, una questione mondiale ed esige che le sue conseguenze giuridiche, ecologiche ed etiche vengano analizzate da un organismo internazionale indipendente prima di ogni nuova ricerca e di qualsiasi esperimento; lamenta il fatto che l'Amministrazione degli Stati Uniti abbia ripetutamente rifiutato di inviare un rappresentante per offrirr prove nel corso dell'audizioni pubblica o in occasione di una riunione successiva della sua commissione competente in merito ai rischi per l'ambiente e per la salute collegati al programma di ricerca sulle radiazioni ad alta frequenza (HAARP) attualmente finanziato in Alaska;



Sembrerebbe che il progetto criminale non interessi solo il Ministero della Difesa Americano e l’Università, ma il mondo intero!

Come mai i giornalisti e gli scienziati non si chiedono il perché sia stata scelta come sede dell’impianto l’Alaska? Se non erro il progetto base deriva dal brevetto (United States Patent 4,686,605) dell’11 Agosto 1987 dello scienziato Eastlund, acquistato dal Governo degli Stati Uniti d'America, dal titolo “Method and apparatus for altering a region in the earth’s atmosphere, ionosphere, and/or magnetosphere”.

Un’attenta analisi del brevetto, disponibile su internet (almeno guardatelo giornalisti di FOCUS!!), evidenzia che il centro in Alaska si occupa di tutt’altro che di comunicazioni militari e civili e di sistemi di navigazione marittima; basti pensare che per alimentare le antenne è stato necessario costruire una centrale termoelettrica a gas metano che sfrutta i giacimenti presenti nel sottosuolo.


A questo punto è davvero importante rinfrescare la definizione di “cospirazione”:

Le componenti essenziali sono il coinvolgimento di almeno due persone, la segretezza e l'intento malizioso.”

Interessandomi per mestiere al problema delle scie d’aereo, ed entrando in contatto con i cosiddetti cospirazionisti, posso dire di aver incontrato SOLO persone molto inquiete e preoccupate, che hanno esposto le loro conoscenze e le loro indagini con tante analisi e prove lasciandosi talvolta scappare, (consisterebbe in questo l’illegalità?), qualche ipotesi riguardo al perché di queste operazioni. La componente essenziale della segretezza penso che in questo caso non sia soddisfatta, visto che loro esibiscono, purtroppo solo sul web, le loro prove; dico purtroppo in quanto i vari articoli presentati alla stampa locale e, soprattutto, nazionale, spesso non vengono accolti magari perché ritenuti scomodi. Maliziosi, nel senso di intesi a fare del male? E per quale motivo! Per seminare terrore fra la gente? E a che scopo? Non certo a scopo di lucro, visto che loro si autofinanziano e spendono molto del loro tempo a studiare e ad aggiornarsi.

Al contrario, in questo articolo di FOCUS, il problema diventa più serio: come mai la rivista si è occupato per la terza volta in poco tempo dell’argomento, affermando ogni volta che si tratta di pure invenzioni? Se così fosse, che motivo ci sarebbe di continuare ad insistere? La teoria cospirazionista cadrebbe da sola… E invece no, perché quegli aerei continuano a passare…

Infine chiedo: chi sono questi ESPERTI citati dal giornalista, che dovrebbero essere i nemici dei cospirazionisti? Sono forse quelli dell’USAF, di cui FOCUS mette addirittura il link a fine articolo, per informarsi meglio?

Carissimi giornalisti di FOCUS, nella vostra redazione ci sono persone che svolgono il proprio lavoro con scarsa professionalità, e anziché eseguire un serio lavoro di ricerca e di studio si limitano a leggere in maniera superficiale i contenuti di alcune pagine web. E il risultato dell’indagine non può che essere oltre che banale, fuorviante per un lettore poco attento o ignorante in materia.

O forse tutto questo può essere riassunto con un’altra bella parola che vi piace tanto: DISINFORMAZIONE, perché questo è quello che state facendo, con le vostre scarse competenze tecniche. VOLUTAMENTE date notizie sbagliate, facendo passare per illegale e immorale il semplice diritto di domandarsi ed esigere risposte certe da chi dovrebbe occuparsi seriamente della sicurezza e incolumità dei cittadini.

Se foste seri professionisti e persone che ragionano con la propria testa, tirereste voi le somme per affermare con coraggio chi è dilettante, e soprattutto chi è davvero che cospira con le sue azioni immorali e maliziose.


Ing. Aeronautico Luigi Fenu


Comitato Regionale Scie Sardegna

www.sciesardegna.it



venerdì, 14 settembre 2007

Caldo: qual è la verità?

TG2 ore 13, 13-09-07

"Questo allarme nasce dal fatto che ci sono alcune lobbies che sono interessate alla diffusione delle tecnologie di produzione di energia elettrica, fotovoltaica ed eolica, che sono un fallimento, che non avrebbero nessuna ragione per poter essere sviluppate, e che hanno trovato questa ragione in questa finzione che è il riscaldamento globale".

Franco Battaglia, docente chimica ambientale Università di Modena
Articoli


domenica, 19 agosto 2007

Esafluoruro di zolfo (SF6)

Nell’ottobre 2000 il governo federale statunitense condusse alcuni esperimenti chimici nell’ambito di ricerche per la prevenzione di attacchi bio-terroristici durante le Olimpiadi invernali del 2002. 
Nei cieli di Salt Lake City fu rilasciato esafluoruro di zolfo (SF6) con il supporto del DTRA
(Defense Threat Reduction Agency): la ricerca si estese all’interno del VTMX “Vertical Transport and Mixing Program”, per lo studio del comportamento dei venti, del calore e del vapore acqueo negli strati bassi dell’atmosfera, nell’ordine delle centinaia di metri di quota.

VTMXlogo

L’esafluoruro di zolfo è un gas che possiede caratteristiche dielettriche notevoli, perciò è largamente impiegato nei sistemi radar militari (es. AWACs) come medium per la propagazione delle onde.

Attualmente gli standard militari usano esafluoruro di zolfo puro, e nessuna alternativa viene proposta. L'esafluoruro di zolfo cattura efficacemente la radiazione infrarossa, e vista la sua relativa inerzia chimica, non viene rimosso velocemente dall'atmosfera terrestre. Queste proprietà lo rendono un potente gas serra.

Diversi esperimenti fanno largo uso di SF6 come gas tracciante per lo studio delle peculiarità chimico-fisiche delle nubi. Uno di questi è “Studio dell'elemento tracciante nello scambio verticale dei cumulonembi”:

Un elemento tracciante inerte, gas di esafluoruro di zolfo (SF6) è stato scelto per rintracciare la traiettoria della quantità d'aria dentro e fuori le nubi. Questo elemento tracciante è stato scelto perché non è tossico, facile da misurare in concentrazioni in parti per trilione e relativamente economico da usare...

...Un aereo è stato utilizzato per diffondere SF6, mentre un secondo ha campionato la traccia. Durante il rilascio di SF6, il velivolo di campione è stato disposto parecchi chilometri sottovento e ad una quota diversa dal velivolo di rilascio...L'elemento tracciante è stato rilasciato ad una quota di circa 1250 m. (in altre sessioni la quota è stata innalzata a 2500- 2670 metri, n.d.r.) seguendo una linea perpendicolare al vento di 16 chilometri. Il secondo velivolo ha cominciato il rilevamento circa 45 rain (?) dopo l'inizio del rilascio per una durata di 30 min. Due quote di volo sono state selezionate per il campione, la prima proprio sopra all' “entrainment”, la zona trattata nella parte superiore della nube a 2000 m.,e l'altra all'interno dello strato attivo della nube a 2300 m”.

***

La sostanza viene anche usata nei programmi ufficiali di “cloud seeding”, anche in questo caso impiegata come agente tracciante per l'individuazione dei composti irrorarati per mezzo di radar, sensori al suolo e nell’aria, come descritto in “Inchiesta sugli effetti d’irrorazioni di ioduro d’argento in una tempesta invernale”, 1994:

Il trasporto e la dispersione di una nube di aerosol su Wasatch Plateau (Utah) da una singola fonte seminante al suolo è descritto. L'esperimento è consistito nel rilascio simultaneo di ioduro d'argento e di un gas tracciante, l’esafluoruro di zolfo. Un furgone equipaggiato ha lavorato sulle strade del luogo, ed un velivolo di ricerca del NOAA ha operato a 300-600 m. di quota. Il furgone ed il velivolo sono stati forniti dii sensori per rilevare sia i nuclei di ghiaccio (AgI) che l'esafluoruro di zolfo(SF6).

L'irrorazione è avvenuta dalle ore 08.00 fino alle ore 10.20 PST (Pacific Standard Time). Anche se sia i nuclei di ghiaccio che di esafluoruro sono stati rilevati, la figura mostra soltanto le intercettazioni delle tracce di esafluoruro. La parte superiore della traccia seminante è determinata a partire da tutti i passaggi del velivolo attraverso la traccia stessa, è indicata dalla linea verde tratteggiata”.

plateau

Altri impieghi in campo aeronautico-missilistico:

L'iniezione di esafluoruro di zolfo gassoso negli strati circostanti di missili ed aerei può attenuare la radiazione di 10.6 micron tipica dei fasci laser di anidride carbonica (CO2). Questo assorbimento di radiazione del laser diminuisce con l'aumento della temperatura. Il fattore di iniezione negli strati di contorno è stato modificato nello sforzo di prevedere l'assorbimento del laser di CO2 da parte dell'esafluoruro negli strati di contorno planari e turbolenti. L'energia assorbita aumenta notevolmente con la velocità, l'entalpia e la temperatura, e varia in base alla composizione dei profili attorno allo strato perimetrale; l'assorbimento di energia aumenta il tasso di diffusione di esafluoruro nello strato di contorno”.

http://adsabs.harvard.edu

***

Nel “Climate Action Report: Greenhouse Gas Inventory” del Dipartimento di Stato statunitense, le caratteristiche della sostanza vengono così descritte:

L'esafluoruro di zolfo (SF6) è il gas serra più potente che IPCC abbia mai valutato. Circa l’80 % dell'uso mondiale di SF6 deriva da isolanti per sistemi elettrici di distribuzione e trasmissione. Inoltre è usato come protettivo atmosferico nelle colate di fusione del magnesio”.

Le conclusioni dello studio delle emissioni di gas serra in un periodo di 5 anni (1990-1995), portano il Dipartimento di Stato a queste riflessioni:

Nella maggior parte dei casi, le emissioni di metano, N2O, HFCs, PFCs, esafluoruro di zolfo sono rimaste relativamente costanti o sono leggermente aumentate. Ad esempio, le emissioni di metano sono aumentate solo di 4 punti percentuali. Nonostante sia solo una piccola parte del totale, l’incremento delle emissioni di HFC, PFC, e SF6 è significativo a causa del loro enorme potenziale sul riscaldamento globale, e nei casi di PFCs e SF6, per la lunga persistenza atmosferica”.

***

sf6


***

L' esafluoruro di zolfo è 6 volte più pesante dell'aria. Esso solitamente è impiegato nelle industrie chimiche e manifatturiere, tuttavia, come nel caso del filmato, può essere utilizzato in progetti antigravità. Alcuni gas, tra cui l’esafluoruro di zolfo, hanno la molecola molto più attiva dell'anidride carbonica nel determinare l’effetto serra, fortunatamente sono presenti in concentrazioni assai limitate (sic). ilprofessorechos.blogosfere.it


Vanno fatte alcune precisazioni; il gas, secondo le specifiche ufficiali non è tossico, anche il video sopra lo dimostrerebbe, ma le caratteristiche cambiano decisamente in base alla concentrazione e temperatura della sostanza, come ben descritto in queste righe a proposito delle irrorazioni di Salt Lake City:
http://www.citizensedproject.org/gas.html

“Le agenzie hanno dichiarato pubblicamente che il gas è inerte ed inoffensivo. Ma è soltanto una parte della verità, secondo “Citizens Education Project”. “Alcuni studi chiedono se SF6 sia realmente inerte ed inoffensivo, ma non lo è completamente se viene riscaldato”, ha detto Steve Erickson, portavoce “watchdog” per la giustizia sociale e responsabilità governativa. “Quando esposto a calore, si decompone in altri residui, uno di questi è S2F10 (decafluoruro di dizolfo), che è mortale in concentrazioni abbastanza elevate. Il Gas SF6 pirolizza o cambia chimicamente a 440° F (226° C) trasformandosi in molti nuovi gas, o polveri finissime, compreso il decafluoruro di dizolfo. Riscaldato o “scintillato” l'esafluoruro di zolfo, particolarmente negli strati umidi dell'aria, produce un forte odore di uovo marcio. L'inalazione di S2F10 può causare nausea, danni polmonari o morte”.

“Questo è una sperimentazione umana su larga scala, rievocativa del dosaggio della baia di San Francisco e dei sottopassaggi di New York durante i test di batteri per uso bellico”, ha detto Preston J Truman, direttore di Downwinders, “tutto eseguito senza la nostra conoscenza o consenso. Pare che DOE e DOD abbiano l'abitudine di trattare i cittadini dello Utah come cavie. I gruppi hanno detto che la mancanza di consenso informato degli sconosciuti volontari di Salt Lake City, è una violazione del codice di Norimberga”.


domenica, 12 agosto 2007

Misurazione del riscaldamento globale

Da queste centraline l'IPCC rileva i cambiamenti climatici e ne pubblica i risultati.

I dati delle stazioni meteo nascosti al pubblico: scienziati dichiarano cover-up governativo

Michael Asher, 7 agosto 2007  Daily Tech

 


La teoria del riscaldamento globale comincia a spiegarsi con una serie di semplici fatti, le stazioni di monitoraggio delle temperature superficiali hanno indicato un aumento di un grado rispetto al secolo passato. Ma da dove arrivano queste letture delle temperature? La maggior parte sono segnalati da stazioni volontarie, solitamente nient'altro che un termometro all'interno di una piccola capanna di legno o sotto una sporgenza del tetto. Negli Stati Uniti esistono 1.221 di tali centraline, interamente amministrate dal National Climatic Data Center, un ramo del NOAA.

Due mesi fa segnalai una iniziativa per convalidare questa rete. Un gruppo volontario diretto dal meteorologo Anthony Watts ha riscontrato seri problemi. Non solo le postazioni non rispettano le richieste NCDC, ma lo sviluppo invasivo ha posizionato le stazioni in luoghi inadatti e ridicoli, sul nero e caldo asfalto, vicino a barili per incenerire rifiuti, a lato di sfiati di scarichi di calore e persino fissati a camini caldi e sopra le griglie esterne.



Da allora in poi una radio di Seattle ha intervistato il direttore NCDC, il Dott. Thomas Peterson, informandolo della questione e chiedendo lumi su questi problemi. Tre giorni dopo NCDC ha rimosso tutti gli accessi web alle ubicazioni delle stazioni, citando “preoccupazioni di segretezza”. Senza questi dati (che erano stati pubblici per anni), lo sforzo di convalida è stato bloccato. Non è più stato possibile individuare nessuna stazione.

Gli scienziati furono rapidi nel rispondere. Il climatologo Roger Pielke dell'Università del Colorado, ha descritto l’atto come un cover-up per impedire un accurato esame pubblico. Più incredibilmente, ha rivelato che i ricercatori erano stati per anni pressati dal governo per convalidare essi stessi la rete, e che NCDC aveva iniziato e poi annullato il progetto, rifiutando di rendere pubblici i dati presumibilmente per evitare scandali di questo tipo. Insieme a Watts ed altri, Pielke ha invitato il governo a smentire.



Tutto ciò ha costretto NCDC a rendere nuovamente pubbliche le ubicazioni, ma finora non riescono a centrare la radice del problema; le posizioni interamente insoddisfacenti di molte centraline di registrazione rendono i dati risultanti non fidati e compromettono un database su cui è basata molta dell’energia e della politica ambientale degli Stati Uniti.



Blogger trova “millenium bug” nei dati climatici della NASA

Michael Asher Daily Tech

Sabato 11 agosto 2007

Correzione dei dati statistici: il 1988 non è stato l’anno più caldo.



Il precedente articolo ha dettagliato il lavoro di una squadra volontaria per valutare i problemi con i dati delle temperature degli Stati Uniti usati per i modelli climatici. Uno di questi volontari è Steve McIntyre, che dirige climateaudit.org. Mentre controllava i grafici storici delle temperature, ha notato una discontinuità sconosciuta, o “un salto” in diverse località, interamente avvenuti intorno al periodo del gennaio 2000.

Questi grafici sono stati generati da Reto Ruedy della NASA e da James Hansen (che ha sparato a zero quando accusò la gestione di tentare di censurare i suoi punti di vista sul cambiamento del clima). Hansen ha rifiutato di fornire a McKintyre la procedura usata per generare i dati del grafico, ma McKintyre l’ha ricostruita. Il risultato è sembrato essere un bug nella manipolazione dei dati grezzi.

McKintyre ha notificato un paio di bug; Ruedy ha risposto e riconosciuto il problema come “svista" che sarebbe stata riparata negli aggiornamenti dei dati seguenti.

La NASA ha silenziosamente corretto i dati  ed i cambiamenti sono sbalorditivi. L'anno più caldo decritto è ora il 1934. Il 1998 (lungamente strombazzato dai media come record) scende al secondo posto. Il 1921 diventa terzo. Infatti, 5 dei 10 anni più caldi nelle registrazioni, ora si presentano tutti prima della seconda guerra mondiale. Anthony Watts ha inserito i nuovi dati sotto forma di tabella, con un sommario più dettagliato degli eventi.

L'effetto della correzione sulle temperature globali è secondario (circa 1-2% in meno dei dati precedenti), ma l'effetto sulla macchina propagandistica del riscaldamento globale degli Stati Uniti potrebbe essere enorme.

Sospetto fortemente che questa storia riceverà poca o nessuna attenzione dai media ufficiali.

 


martedì, 31 luglio 2007

Gli ingegneri del clima



"È virtualmente impossible immaginare che le potenze mondiali resisterebbero alla tentazione di esplorare gli usi militari di qualunque potenziale tecnologia di alterazione climatica"




Sulla diffusione del riscaldamento globale, un’idea sta prendendo piede. “Dimenticate tagli nelle emissioni di gas serra”, dicono alcuni scienziati. Cercate un rimedio tecnologico. Riflettere la luce solare nello spazio iniettando nano-particelle riflettenti nell’atmosfera, lanciare specchi in orbita attorno alla Terra. Generare un “termostato planetario”. Che sembri fantascienza è ormai una vecchia storia. Per oltre un secolo, scienziati, soldati e ciarlatani hanno covato progetti per manipolare il tempo ed il clima. Come loro, gli aspiranti ingegneri climatici odierni esagerano pesantemente ciò che è possibile attuare, e a malapena considerano le implicazioni politiche, militari ed etiche nel tentare di gestire il clima mondiale, con potenziali conseguenze ben più grandi di quelle che uno qualunque dei loro predecessori aveva mai dovuto affrontare.

Oltre il chekpoint di sicurezza del National Aeronautics and Space Administration’s Ames Research Center, all’estremo sud di San Francisco bay, un piccolo gruppo si è riunito in novembre per un congresso sull’innocuo argomento di “gestire la radiazione solare”. Il soggetto reale era molto più grande: come salvare il Pianeta dagli effetti del riscaldamento globale. E’ avvenuto un piccolo colloquio fra due dozzine di scienziati ed altri esperti sui costi del carbone, fonti di energia alternativa e qualunque altro metodo usuale. Molti scienziati erano impazienti di discutere tali metodi. Alcuni erano semplicemente sprezzanti riguardo le richieste di cooperazione internazionale, politiche e cambiamenti di stili di vita necessari per frenare le emissioni di gas serra; altri avevano concluso che ai politici e burocrati del mondo non spetta il ruolo di acconsentire o meno su tali riforme, o quanto rapidamente il riscaldamento globale si svilupperà con conseguenze più catastrofiche di quelle previste da numerosi modelli.

Ora  pensano che è tempo di considerare i punti chiave per possedere il controllo del clima, con una rapida soluzione tecnologica per il riscaldamento globale.

…Il fisico Lowell Wood, star del meeting, ha trascorso quarant’anni al Lawrence Livermore National Laboratory, Università della California; ha avanzato parecchie idee per “riparare” il clima terrestre, compreso lo sviluppo del ghiaccio del Mar Artico da utilizzare come un condizionatore d’aria planetario per “succhiare il calore dal bagno di calore delle medie latitudini”. Un modo “sorprendentemente pratico” per realizzare tutto ciò, disse, sarebbe di usare grandi impianti d’artiglieria per sparare nella stratosfera artica milioni di tonnellate di aerosol di solfato altamente riflettente o di nano-particelle appositamente preparate, per deviare i raggi del sole. Rilasciare fino ad un milione di tonnellate di materiale tramite artiglieria richiederebbe un costante bombardamento, fondamentalmente una “guerra nella stratosfera”. In alternativa, una flotta di B-747 "crop-dusters" potrebbe rilasciare particelle volando continuamente intorno al Circolo Polare Artico. Oppure "un tubo flessibile" lungo 25 miglia potrebbe essere legato ad un aerostato militare per pompare le particelle riflettenti nell'atmosfera.

… Che cosa fare per impedire ad altre nazioni d’intraprendere la modifica unilaterale del clima? Gli Stati Uniti non hanno il monopolio su tali sogni. Nel novembre 2005, per esempio, Yuri Izrael, dirigente dell’“Institute of Global Climate and Ecology Studies” di Mosca, scrive al presidente russo Vladimir Putin per dimostrare la fondatezza di rilasciare immediatamente quantità voluminose di zolfo nella stratosfera per abbassare la temperatura della Terra di un grado o due, una correzione maggiore del riscaldamento totale dai periodi pre-industriali.

...In aggiunta ai metodi convenzionali d'irrorazione delle nubi, i visionari dell'aeronautica hanno proposto tecniche di "computer hacking" per disturbare monitoraggi e modelli climatici nemici, e l'uso di nano-tecnologie per generare nubi di particelle che potrebbero bloccare i sensori ottici nemici. Gli uragani erano inoltre una buona occasione d'armamento. L'Aeronautica ha precisato che la modifica del tempo, diversamente da altri metodi, "fa  cose che, contrariamente ai risultati ottenuti da azioni intenzionali, sembrano essere conseguenze naturali di fenomeni climatici".

… In gran parte inconsapevoli della lunga e comprovata storia del controllo del clima e del tempo e delle sfide politiche ed etiche proposte, i nuovi Titani si vedono come pionieri eroici, la prima generazione capace di alleviare o di evitare disastri naturali. Hanno dimenticato la storia dei ciarlatani, dei sinceri ma delusi scienziati ed ingegneri che li hanno preceduti. Se non riusciamo a fare attenzione alle lezioni di quella storia e non riusciamo a spostare l’opinione sulla politica pubblica, rischiamo di ripetere gli errori del passato, in un gioco con scommesse molto più elevate.


Tratto da: The Climate Engineers, James R. Fleming, Spring 2007, Wilson Quarterly


venerdì, 06 luglio 2007

Cambiamenti climatici

Uno dei problemi principali della società odierna è il cambiamento climatico. L’attività industriale, l’inquinamento, gli aerosol, producono gas serra che comportano un costante riscaldamento del Pianeta, con gravi conseguenze per l’uomo è ciò che lo circonda.
Questo breve video descrive efficacemente la situazione corrente.




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categorie: humor, video, cambiamento climatico
venerdì, 22 giugno 2007

Diamoci i pizzicotti

di Carlo Bertani, pubblicato su disinformazione.it

Ho appena terminato di vedere l’ultima puntata di “Annozero": veramente, aveva acceso la TV per guardare un DVD ma, quando ho sentito che si trattava di clima e d’ambiente, ho ritenuto che fosse giusto ascoltare. Mi sono perso un film.
A dire il vero, la trasmissione sembrava ben incamminata: servizio giornalistico sullo stato del Po, carenza d’acqua, centrali a carbone, energie rinnovabili…oh: vuoi vedere che ne parlano seriamente? Mai fidarsi dei Santi, soprattutto di Sant’Oro.
Premetto che chi si è perso la trasmissione non s’è proprio perso nulla: già ho chiarito che sono stato io a perdermi un film.

Il primo round di scelleratezze se lo giocano Rutelli e Sgarbi: il primo afferma che il consumo pro-capite d’acqua è di 250 litri al giorno, il secondo che è di 25. Nessuno chiarisce se sono consumi civili o se comprendono anche quelli agricoli ed industriali: l’unico dato che ha una parvenza di realtà sono i 25 litri di Sgarbi, che corrispondono però ad una doccia, non al consumo pro capite civile. Rutelli ci avrà aggiunto uno zero, oppure chissà cosa voleva dire, poi ho capito: è giorno di maturità! I due avranno letto male dal Bignami che tenevano ben nascosto! Andiamo avanti.

La palla passa a Dario Fo che, dall’alto della sua veneranda età, ricorda com’era bello l’Olona prima che diventasse una fogna. Ha ragione, ma che c’azzecca con tutto il resto? Con un passaggio che taglia la metà campo, Fo passa a Fo. Da Dario a Jacopo, il quale – in tenuta da pasdaran dell’ambientalismo – racconta che tutto si può risolvere facilmente, installando pannelli solari fotovoltaici.
Peccato che, la legge emanata sia dal governo Berlusconi che dal governo Prodi, è per gli aspetti energetici irrilevante. Si tratta di un esperimento o poco più: con le quote d’incentivi concesse, s’andrà ad incidere per lo 0,00 qualcosa del fabbisogno nazionale. Di più: l’ENEL – approfittando a tempo di record della legge emanata nell’agosto 2005 – si riservò il 75% degli impianti. Insomma, una partita di giro, che a fine anno Tremonti riscosse con un prelievo sul bilancio della società, la “riedizione” della “tassa sul tubo”.

A questo punto si va avanti con l’attacco di Sgarbi agli aerogeneratori: basta con questi mulini cazzuti che ingombrano le colline! Mi guardo intorno e non ne vedo: in compenso, noto uno sterminio di tralicci per le telecomunicazioni, ma Sgarbi non le considera. Non scempiano.
Peccato che, soltanto pochi giorni or sono[1], l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) abbia messo in guardia proprio dalla proliferazione di tali antenne e tralicci, che causerebbero l’elettrosmog. Ho usato il condizionale perché la scienza non ha ancora chiarito se l’inquinamento elettromagnetico esiste ed è pericoloso: Tullio Regge s’affannò a dire che non esisteva, l’OMS, sulla base di recenti studi, la pensa diversamente. Di certo, Sgarbi non sapeva nulla di tutto ciò.

L’attacco di Sgarbi agli aerogeneratori è violento e diretto: non si devono installare! Mai! E cita l’installazione (bloccata) d’alcuni mulini su amene colline a lui care. Con perfetto stile bipartisan, Rutelli lo conforta: “tranquillo, ho fatto bloccare tutto”. Comincio a darmi il primo pizzicotto: ma che sta succedendo?
Consci della bravura di Piero Angela, e dei suoi esperimenti scientifici in studio, si va alla dimostrazione dell’auto ad idrogeno: un tizio mette a terra una macchinina che non ha nemmeno l’ardire di percorrere un metro. Fallimento: la prossima volta chiameremo qualcuno dello staff di Angela. Secondo pizzicotto.
Alla fine del primo tempo, la situazione è questa: i mulini a vento se li facciano in Germania, mettete dei pannelli fotovoltaici (che producono sì energia, ma ancora troppo cara) mentre l’automobilina elettrica – dietro le quinte – viene distrutta a pestoni dal povero disgraziato che doveva farla funzionare. Secondo tempo.

Aspettiamo Travaglio: magari racconterà lo scandalo della cacciata di Rubbia dall’ENEA, il ritardo nella partenza del solare termodinamico, almeno risponderà per le rime a Sgarbi – che a Varese Ligure, con gli aerogeneratori, il comune ha il bilancio in attivo – e invece ci si perde in una filippica fra Berlusconi e Prodi che lascia il tempo che trova. Anche l’antipolitica sta iniziando a stufare.
A questo punto, ci si perde nelle nebbie delle inchieste giudiziarie, quando giunge un’ANSA dove Montezemolo affermerebbe che “ i sindacati sono i rappresentanti dei fannulloni”. Altro quarto d’ora per capire se Berlusconi avrà un successore, maschio o femmina, interista o milanista.

Infine, una povera vedova dell’amianto racconta la tragedia di Monfalcone (centinaia di morti ai cantieri navali) e Rutelli, candidamente, risponde che non ne sa nulla. D’accordo che Monfalcone è distante da Roma, ma in quei cantieri nacquero corazzate e portaerei, sommergibili ed incrociatori: si chiamavano CRDA (Cantieri Riuniti Dell’Adriatico), oggi Fincantieri. Il vice- premier non sa proprio nulla? Sa dov’è Monfalcone?
Se il livello rimarrà tale, la prossima volta ci saranno Fassino, Bondi, e i Maldini (padre e figlio). Questo è il livello dell’informazione sull’energia, il clima e l’inquinamento. Perché?
Perché la verità non la possono raccontare.

Prima delle ultime elezioni politiche, il responsabile per l’ambiente dell’Italia dei Valori – Giuseppe Vatinno, persona sincera e competente – m’inviò l’anteprima del programma dell’Unione: rimasi stupito dal confinamento della questione del carbone (centrale di Civitavecchia) in appendice.
Non c’è stato nulla da fare, rispose: i DS hanno preteso la presidenza della commissione che doveva redigere il documento, e su tutto aleggia il sentore di un accordo bipartisan per far passare il cosiddetto “carbone pulito”. Oggi, quelle parole trovano conferma nei fatti.

Perché tanto livore contro gli aerogeneratori? Perché quelli funzionano, producono parecchia energia e non inquinano: quel che serve. Proprio per questo, allora, bisogna trovare qualcosa che non va: deturpano il paesaggio!
Il bello è che qualcuno ci casca! Guardiamoci attorno: ovunque ci rechiamo, è difficile non incocciare in una linea elettrica, in un traliccio, in un’antenna per le telecomunicazioni. Sono belle? No, fanno schifo, eppure nessuno si sogna di fare una campagna contro i tralicci dell’ENEL e le antenne di Sua Emittenza! Sono forse belli gli svincoli autostradali?
La trasmissione, in realtà, doveva lanciare alcune parole d’ordine ben precise: munitevi di pannelli fotovoltaici (tanto, per quel poco che incidono…) non installate aerogeneratori (quelli sì che possono darci fastidio…) e lavatevi i piedi con poca acqua per risparmiare.

Il convitato di pietra, ovviamente, non c’era: e lo crediamo bene!
La bestemmia che non deve essere menzionata – e nessuno dei solerti “esperti” lo ha citato – è la nuova tecnologia energetica – tutta italiana! – chiamata “solare termodinamico”.
Il nuovo metodo, tracciato da Rubbia e sviluppato dall’ENEA, parte da un concetto molto semplice: un metro quadrato di specchi costa molto di meno rispetto a qualsiasi tipo di pannello. La fase successiva è quella di concentrare la radiazione, scaldare un fluido, far ruotare una turbina e produrre energia elettrica.

Ecco cosa dichiarò Rubbia sull’argomento nel 2004[2] (e fu subito cacciato dall’ENEA):
D. Quanto costa oggi un metro quadrato di specchi?
R. “Oggi, cioè in fase preindustriale, il costo complessivo dell'impianto oscilla tra i 100 e i 150 euro a metro quadrato. E da un metro quadrato si ricava ogni anno un'energia equivalente a quella di un barile di petrolio. Il che vuol dire che utilizzando un'area desertica o semidesertica di dieci chilometri quadrati si ottengono mille megawatt: la stessa energia che si ricava da un impianto nucleare o a combustibili fossili, ma con costi inferiori e con una lunga serie di problemi in meno”.

L’ENEA[3] ha già pubblicato i risultati della fase di ricerca: 65 euro per 1 MW/h (1.000 KW/h) nelle aree meridionali italiane e 45 euro se, invece, fosse possibile installare gli impianti in Africa. Per avere un raffronto, pensiamo che lo stesso MW/h costa 65 euro con il nucleare, 70 con petrolio e gas, 80 con l’idroelettrico e circa 140 con il fotovoltaico. Il carbone costa poco, circa 45 euro per MW/h, ma a questa cifra bisogna aggiungere la “carbon tax” ed i costi di ristrutturazione delle centrali. Per poi crepare asfissiati.
Domanda. Perché nessuno ne ha parlato nella trasmissione?
Perché gli argomenti per affossare il solare termodinamico sono pochi e difficili da scovare: probabilmente, Sgarbi e Ripa di Meana staranno meditando qualcosa, ma per adesso nel Bignami non hanno ancora trovato nulla. Spesso mi chiedo chi foraggia questa gente per sostenere – di fatto – il settore termoelettrico, e non trovo risposte: ci saranno?

Altro capitolo riguarda lo stato dell’industria energetica italiana: se escludiamo il settore petrolifero ed elettrico, siamo praticamente a zero.
Il signor Montezemolo – che s’affanna a definire i lavoratori “dei fannulloni” – dovrebbe ricordare che la FIAT aveva (non so oggi) un centro ricerche ben avviato a Cambiano (TO).
Da quel centro, nel 1979, partirono i solerti ingegneri che installarono in quel di Stella (SV), in località San Martino, il primo (per quel che allora si sapeva) prototipo d’aerogeneratore di costruzione italiana, il Libellula. Il mulino, un piccolo impianto sperimentale, affidava ad un complesso sistema di molle e contrappesi la sua difesa contro le raffiche troppo violente. Puntualmente, ad ogni temporale, molle e contrappesi andavano in pezzi.

Tornavano gli ingegneri che cambiavano i meccanismi, ed il vento tornava a frantumare tutto: io ero presente a quella impari lotta e, a ripensarci, ancora mi scappa da ridere. Inutile ricordare come finì la storia. Dopo l’ennesimo temporale, gli ingegneri non tornarono più: il vento provvide a cancellare ogni traccia.
I tedeschi, invece, affidarono alla scienza dei materiali la torsione delle pale (tecnologia aeronautica) e la loro industria energetica, oggi, occupa circa 250.000 persone.
Come si potrà costatare da questo piccolo esempio (che vissi personalmente), non sono solo i lavoratori ad essere “fannulloni”. Signor Montezemolo: come dicono a Napoli, ‘o pesce fete da ‘a capa.

Per l’acqua, poi, siamo al ridicolo: non si riesce a coordinare il sistema idrico del Po perché ci sono 22 diversi enti, afferma Rutelli. Sa, il vice premier, cos’è un “Testo Unico”?
E’ una legge che regola un comparto, la quale abroga tutte le vecchie disposizioni in materia ed alla quale tutti devono attenersi. Bisogna però scriverla e, da gente che non sa nemmeno quanta acqua si consuma ogni giorno, cosa ci si può aspettare? Che vadano in parlamento a depositarla? E chi?
Ho suggerito più volte che, con tre misere chiuse all’uscita dei tre grandi laghi prealpini, s’otterrebbe un raddoppio della portata del Po per 40 giorni circa, immagazzinando l’acqua al livello di massimo invaso sui laghi Maggiore, di Como e di Garda. Non sarebbe la soluzione di tutti i problemi, ma una prima “pezza” sì: a volte sono stufo di ripetermi, ma gli olandesi lo avrebbero già fatto da un secolo.

Se volete una personale opinione su come andrà a finire la faccenda, sono pessimista: con questa gente non si va da nessuna parte. Almeno, facessero il santo piacere di andare da Vespa a parlare di Cogne e delle Veline: si vede che – dall’Insetto – sono più a loro agio. Io, da parte mia, recrimino solo per il film che mi sono perso.


Carlo Bertani articoli@carlobertani.it www.carlobertani.it

 http://www.macrolibrarsi.it/libri/__mutamenti_climatici.php?id_wish=10678



[1] Fonte: ANSA, 18/06/2007.
[2] Fonte: www.larepubblica.it, 28 maggio 2004.
[3] E’ possibile scaricare dal sito dell’ENEA tutta la documentazione relativa al progetto.


giovedì, 17 maggio 2007

No Rain With Airplanes

Si può modificare e controllare il clima?
Si può evitare la pioggia?
Si. E' sufficiente utilizzare degli aerei che irrorano sostanze chimiche nel cielo.
Fantasie? Affatto! E' stato il TG1 a dirlo, il 10 maggio 2007.

Video "No Rain With Airplanes" disponibile con sottotitoli in inglese by OneSkyFriends.

 

 



giovedì, 19 aprile 2007

Scienziato dice che la cremazione dovrebbe misurarsi con una morte più opportuna

Dopo averci detto che il riscaldamento globale è  causato dall'attività umana, ci comunicano che è indotto anche da attività post-mortem; dopo l'effetto serra, l'effetto salma.

Corro a correggere il testamento.


Un scienziato australiano consultato mercoledì riguardo la vecchia tradizione della cremazione, dice che la pratica contribuisce al riscaldamento globale.

Il Professor Roger Short dice che la gente aiuterebbe l'ambiente dopo la morte decidendo di essere seppelliti in una scatola di cartone sotto un albero. 
"I corpi in decomposizione fornirebbero all'albero le sostanze nutrienti e l'albero convertirebbe l'anidride carbonica in ossigeno vitale per decenni". 
"Cosa importante, é vergognoso essere cremato quando vi trasformerete in una  grossa bolla di anidride carbonica", dice brevemente AFP (Agence France-Presse). 
"Perché sprecare tutta quell'anidride carbonica dopo la vostra morte? ". 
 
La cremazione del maschio medio in Australia, durante cui il corpo è riscaldato a 850 gradi centigradi (1.562 gradi di Fahrenheit) per 90 minuti, ha prodotto più di 50 chilogrammi (110 libbre) di anidride carbonica.
E questo non include il costo del carbone come combustibile, o il costo delle emissioni rilasciate durante la produzione e la bruciatura della bara. 
Un biologo riproduttivo dell'Università di Melbourne, dice che il contributo della cremazione ai gas serra nocivi è modesto, e non desidera impedire alla gente di scegliere come il loro corpo sarà trattato in base alla loro religione. 
Ma per seppellire l'ascia di guerra con gli ambientalisti, suggerisce che non sarebbe una cattiva idea trasformare il proprio corpo come cibo per una foresta. 
“Potete realmente fare, dopo la vostra morte, una quantità enorme di bene per il pianeta", “più foreste piantate, meglio è".

Fonte: terradaily.com

pubblicato da xdoom | link | commenti (3)
categorie: ambiente, news, cambiamento climatico

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