Witkin, americano, nei suoi grotteschi ritratti (dell’anima, più che umani) esplora perversioni e segreti che si nutrono di un conflittuale rapporto con la religione e il peccato. Scopo della sua fotografia è quello di suscitare disagio nello spettatore, e ci riesce. La mostra percorre, in 40 immagini, la sua carriera: dai freaks di Coney Island (gli stessi di Diane Arbus) ai cadaveri, con cui entra in contatto durante un reportage in Vietnam.
Saudek, ceco autodidatta, oltre che regista, truccatore e scenografo, è presente al Pac con un’antologica. La produzione di Saudek è caratterizzata da ritratti fotografici colorati a mano, abitati da personaggi nudi o seminudi circondati da pareti desolate. Le sue immagini esprimono relazioni spesso perverse, desideri ed emozioni forti.



