"I dati che abbiamo raccolto indicano che il tentativo di raffreddare artificialmente il pianeta avrebbe pericolosi effetti collaterali”, ha spiegato Tilmes, che firma un articolo su “Science Express”. "Sebbene il cambiamento climatico sia una minaccia enorme, occorre molta più ricerca prima che si possa tentare una soluzione geoingeneristica globale."
Questo tipo di soluzione, che dovrebbe accompagnare la riduzione delle emissioni di gas serra, è stata avanzata recentemente dal Premio Nobel Paul Crutzen: le particelle di solfati dovrebbero in essere in grado di bloccare parte della radiazione solare nella stratosfera, così come si è verificato nel corso di gigantesche eruzioni vulcaniche nel passato della Terra che hanno determinato una riduzione significativa delle temperature della superficie.
Proprio perché le eruzioni vulcaniche possono temporaneamente assottigliare lo strato di ozono della stratosfera, Tilmes e colleghi hanno valutato il potenziale impatto dei piani di geo-ingegneria sui poli: i solfati prodotti dai vulcani forniscono una superficie sulla quale gli ioni del cloro nella fredda stratosfera inferiore polare possono attivarsi e determinare reazioni chimiche in grado di intensificare il processo di distruzione delle molecole di ozono. (fc)
***

Le sonde saranno destinate a rimanere sospese nell'atmosfera per ore e giorni, effettuando misurazioni di pressione, temperatura, umidità e velocità del vento, venendo trasportate dalle correnti atmosferiche. Con un insieme di sensori modulari, le sonde potrebbero essere utilizzate per misurare parametri acustici, chimici, biologici, nucleari o altri di interesse per Agenzie di Difesa per raccolta di intelligence, conoscenza della situazione sul campo di battaglia, e monitoraggio della guerriglia urbana.
In ultima analisi, una “rete” GEMS o un “velo di protezione”, potrebbe ricoprire il Globo con sonde di diverso design, massa e dimensioni adattate a misurare una varietà di parametri.

Basate su applicazioni specifiche, le sonde saranno di dimensioni di 50-100 micron, in uno o più dimensioni e leggerezza sufficienti a non causare praticamente nessun pericolo a contatto con persone o cose. Dimensioni, massa, proporzioni, geometria, controllo di galleggiabilità e il design aerodinamico, determineranno per quanto tempo le sonde rimarranno sospese.
A seconda delle dimensioni e della forma delle sonde, il design aerodinamico basato sulla biometrica, potrebbe anche ridurre la loro velocità terminale. Molti esempi di tale concezione esistono in natura, inclusi semplici “bastoni a dente di leone” e “matasse” di reti di palloni, o anche sofisticate forme evolute come “auto-rotating samaras” (samara è un “seme alato” che ruota su se stesso quando cade, riducendo in tal modo la velocità della dispersione e aumentando la distanza una volta trasportato dal vento, n.d.r.).
La Scienza dei materiali avrà un ruolo chiave per limitare la massa della sonda e renderla potenzialmente biodegradabile o bioinerte, minimizzando così i rischi per l'ambiente, quando la sonda ricadrà dall'atmosfera. La complessità riscontrata in natura, suggerisce che la nano-biotecnologia dovrebbe essere esplorata come possibile strumento da cui creare materiali adatti per le sonde. Le caratteristiche delle cellule organiche suggeriscono “macchine” e sistemi che possono guidare il design e la funzionalità dei dispositivi e componenti in micro e nano scala.
I recenti e futuri sviluppi della Scienza dei materiali e della nanotecnologia, potrebbero spianare la strada per la progettazione e lo sviluppo di sonde ibride mutanti che letteralmente fonderebbero le scienze della vita con dispositivi meccanici non viventi, creando così “sonde parzialmente viventi”.
Queste sonde ibride sarebbero artificialmente intelligenti, e potrebbero cambiare forma svolgendo diverse funzioni usando materiali e strutture intelligenti.
[1]
Cliccare sulle immagini per ingrandire
GEMS (Global Environmental Micro Sensors) Micro sensori ambientali
Motivazione
Produrre capacità di osservazione ambientale misurate con sviluppi in modelli atmosferici.
Migliorare le osservazioni in situ di densità e distribuzione
Attivare nuove indagini per espandere notevolmente la comprensione del sistema terrestre
Calibrare telerilevamento
Descrizione concettuale
Sistema integrato di sonde aeree
Produzione notevole a basso costo per unità
“Usa e getta”
Sospese in atmosfera
Trasportate dalle correnti ventose
Micro Electro Mechanical System (MEMS) e/o sensori basati sulla nanotecnologia
Fonte di alimentazione interna per:
Rilevamento, geolocation, comunicazione, informatizzazione limitata
Potenziali strategie di distribuzione
Palloni ad alta quota (stratosfera)
Global Atmosphere-Ocean IN-situ System (GAINS)
StratSats (Global Aerospace NIAC phase II project
Rawinsonde (weather) balloons (Sep 99, Jan/Jun/Dec 01)
Surface release w/ positive buoyancy
Unattended Aerial Vehicles (UAV)
Applicazioni militari
Applicazioni civili
Global Universal Profiling System (GUPS);
Velivoli commerciali
Campo esperimenti
Rete mobile wireless 3D intercomunicante
Sonde
Nodi intermedi
Raccolta dati
Piattaforme remote di ricezione
[2]
Studio di fattibilità pluriennale
Insieme di palloni in super pressione a densità costante (Lagrangian drifters)
Drastica riduzione di massa, dimensioni e costo integrando micro ed eventualmente nanotecnologie.
Componenti
Materiale del pallone (sonda): (12.5-mm MylarTM GL-AE)
Attuale: 70 grammi, 40 cm. (“pallone da spiaggia”)
Obiettivo: meno di un grammo, 10 cm. (“pompelmo”)
Autoalimentazione per:
Rilevamento
Sonde con micro-sensori di qualità
Temperatura, pressione, umidità relativa, velocità (micro GPS)
Comunicazione (satelliti Iridium class)
Segnale limitato di processo/calcolo
Motivazione
Migliorare le osservazioni di densità / distribuzione in situ specialmente sui dati delle regioni oceaniche
Migliorare notevolmente l'osservazione di campagne adattive o mirate
Ricerca e missioni operative
Sinottica capacità di osservazione che abbraccia una vasta gamma della
scala spazio/tempo
Ricognizione di cicloni tropicali per ottenere misurazioni in situ, ad alta
risoluzione su domini limitati
Studio dei dati preliminari
Modelli di simulazione dinamica
Scenari meteo virtuali - ARPS (Advanced Regional Prediction System)
Distribuzione e dispersione sonde - Lagrangian particle model
Assimilazione dei dati (DA) - NCAR/PSU MM5 (Mesoscale Model v5)
Uragano Floyd (settembre 1999)
Osservazioni simulate
Sonde GEMS rilasciate da aeromobili
1140 sonde ogni 12 ore
Una al minuto durante la tipica rotta di ricognizione
Frequenza d'osservazione ogni 5 minuti
Nessun errore di misurazione o guasto strumentale
[3]
[1] GEMS: microsystems, nanotechnology, and environmental monitoring in the 21st century Manobianco, J.; Case, J.L.; Evans, R.J.; Short, D.A.; Pister, K.S. Bio-, Micro-, and Nanosystems, 2003. ASM Conferences Volume , Issue , 7-10 July 2003 Page(s): 15 - Digital Object Identifier 10.1109/BMN.2003.1220604
[2] Global Environmental MEMS Sensors (GEMS): A Revolutionary Observing System for the 21st Century. John Manobianco, Joseph Dreher, Mark Adams, Randolph J. Evans, Jonathan L. Case, David A. Short. ENSCO, Inc. James Bickford, Warner Harrison, Chris Yu, Marc Weinberg, Tim Barrows, Amy Duwel C. S. Draper Laboratories Donna Manobianco, Mano Nanotechnologies, Research, & Consulting
Dana Teasdale, Kristofer S.J. Pister Dust Networks, Inc. Mel Siegel, Carnegie Mellon University Jordin Kare, Kare Technical Consulting 19 October 2004 NIAC 6th Annual Meeting (Seattle, WA)
[3] Using Large Ensembles of Low-Cost Lagrangian Drifters for Tropical Cyclone Analysis & Forecasting John Manobianco, Joseph G. Dreher, Mark L. Adams, and Jonathan L. Case ENSCO,Inc.
21 March 2006 60th Interdepartmental Hurricane Conference (Mobile, AL)
Nel 2006, durante alcune interviste in tv e in radio (ad esempio, nel dicembre
Durante il tour del 2007, i Muse si sono esibiti su un palco con una scenografia spettacolare ispirata ad H.A.A.R.P. Dalle registrazioni audio e video dei concerti del 16 e del 17 giugno 2007 allo stadio Wembley di Londra, a cui hanno assistito circa 150 000 spettatori, è stato tratto un CD+DVD che uscirà il 14 marzo. Il titolo? "H.A.A.R.P." !
A quando una band che uscirà con un disco intitolato "CHEMTRAILS" ?
Da un articolo pubblicato su New Musical Express l'8 novembre 2006:
<<Matt Bellamy ha illustrato la coreografia in cui si svolge il nuovo tour (che vedremo presto anche in Italia) dei Muse.
Il cantante e chitarrista del gruppo britannico ha riferito che lo "stage show" trae ispirazione dalla sua convinzione che il governo USA ci stia facendo il lavaggio del cervello.
Bellamy, dopo la data di Aberdeen, ha spiegato all'NME d'aver modellato il set su una base segreta che le autorità utilizzano per influenzare il comportamento della popolazione mondiale.
"Sulla seconda pagina dell'artwork dell'album", ha detto, "c'è una foto di questa installazione HAARP che significa High-Frequency Active Auroral Research Programme. E' una strana cosa per il lavaggio del cervello che il governo USA ha installato in Alaska e che spara fuori delle microonde nell’atmosfera che ci fanno stare tutti docili".
Bellamy ha affermato poi che, per ricreare l'installazione, sono stati messi due grandi piloni sul palco. Avrebbe voluto installarne uno, ancora più grande, in mezzo al pubblico; poi non se ne è fatto più nulla perché alla band sarebbe costato l’equivalente di 730.000 euro.>>
Articolo in lingua originale: http://www.nme.com/news/muse/25021
Il trailer del DVD H.A.A.R.P.:
Altri video in cui si vede la scenografia ispirata al sistema di antenne H.A.A.R.P.: http://youtube.com/watch?v=B5nY2lL8o24
http://youtube.com/watch?v=2TqvCMpGPDs
Fonte:noncontromaper
Da un post di Luca Annunziata su Punto Informatico, dal titolo "Spot sparati direttamente nel cervello" leggo una notizia piuttosto inquietante:
"Roma - Passeggiare per Manhattan come tutti i giorni, e all'improvviso sentire una voce nella testa [...] Si tratta della trovata, invero piuttosto originale, di un creativo statunitense [...] Per funzionare, sfrutta la tecnologia audiospotlight sviluppata dalla statunitense Holosonic, in grado di indirizzare un fascio sonoro verso un punto specifico di una stanza o di una strada. Una tecnologia ideata negli anni settanta, e che ricorda molto quella che sta sviluppando Microsoft per i PC. Grazie all'impiego degli ultrasuoni, è possibile realizzare veri e propri coni di impulsi: di per sé, le onde sonore di lunghezza d'onda molto ridotta risultano inaudibili dagli esseri umani, ma attraversando l'aria vengono distorte, in modo matematicamente prevedibile, e possono dunque essere controllate con precisione per renderle avvertibili e focalizzate in punti specifici. L'invenzione nasce per i musei e più in generale per le attrazioni turistiche. La sua utilità in una galleria d'arte è evidente: il visitatore passa davanti al quadro e ascolta una spiegazione dettagliata di quanto sta guardando, senza che il sovrapporsi dei messaggi di ciascun quadro crei un fastidioso effetto cacofonico."
Dai commenti al post, è interessante notare come in più d'uno si sia posto il problema se questa tecnologia non sia stata utilizzata come arma, contro vittime inconsapevoli. Del resto, viene fatto notare, "la privazione del sonno è una delle forme di tortura più utilizzate perché non lascia segni evidenti". Immaginiamo anche cosa possa voler dire ricevere nella testa continui insulti o rumori molesti...
Gli amici di Aisjca lasciano un commento interessante, di cui ne riporto una parte:
"Non guasta procurasi il libro "La tortura nel Bel Paese" e dare un'occhiata al sito dell'AVAe-m o ai siti internazionali con descrizioni e lunghi elenchi - molto intercontinentali - delle vittime prese di mira non occasionalmente e delle loro sofferenze; ad esempio scrivete a<tijohnfinch@gmail.com>per maggiori informazioni."
Sul sito di Aisjca potrete trovare ulteriori informazioni qui.
Qui sotto è invece possibile vedere un video della BBC che tratta di questi Audio Spotlight.
Sulla diffusione del riscaldamento globale, un’idea sta prendendo piede. “Dimenticate tagli nelle emissioni di gas serra”, dicono alcuni scienziati. Cercate un rimedio tecnologico. Riflettere la luce solare nello spazio iniettando nano-particelle riflettenti nell’atmosfera, lanciare specchi in orbita attorno alla Terra. Generare un “termostato planetario”. Che sembri fantascienza è ormai una vecchia storia. Per oltre un secolo, scienziati, soldati e ciarlatani hanno covato progetti per manipolare il tempo ed il clima. Come loro, gli aspiranti ingegneri climatici odierni esagerano pesantemente ciò che è possibile attuare, e a malapena considerano le implicazioni politiche, militari ed etiche nel tentare di gestire il clima mondiale, con potenziali conseguenze ben più grandi di quelle che uno qualunque dei loro predecessori aveva mai dovuto affrontare.
Oltre il chekpoint di sicurezza del National Aeronautics and Space Administration’s Ames
Ora pensano che è tempo di considerare i punti chiave per possedere il controllo del clima, con una rapida soluzione tecnologica per il riscaldamento globale.
…Il fisico Lowell Wood, star del meeting, ha trascorso quarant’anni al Lawrence Livermore National Laboratory, Università della California; ha avanzato parecchie idee per “riparare” il clima terrestre, compreso lo sviluppo del ghiaccio del Mar Artico da utilizzare come un condizionatore d’aria planetario per “succhiare il calore dal bagno di calore delle medie latitudini”. Un modo “sorprendentemente pratico” per realizzare tutto ciò, disse, sarebbe di usare grandi impianti d’artiglieria per sparare nella stratosfera artica milioni di tonnellate di aerosol di solfato altamente riflettente o di nano-particelle appositamente preparate, per deviare i raggi del sole. Rilasciare fino ad un milione di tonnellate di materiale tramite artiglieria richiederebbe un costante bombardamento, fondamentalmente una “guerra nella stratosfera”. In alternativa, una flotta di B-747 "crop-dusters" potrebbe rilasciare particelle volando continuamente intorno al Circolo Polare Artico. Oppure "un tubo flessibile" lungo 25 miglia potrebbe essere legato ad un aerostato militare per pompare le particelle riflettenti nell'atmosfera.
… Che cosa fare per impedire ad altre nazioni d’intraprendere la modifica unilaterale del clima? Gli Stati Uniti non hanno il monopolio su tali sogni. Nel novembre 2005, per esempio, Yuri Izrael, dirigente dell’“Institute of Global Climate and Ecology Studies” di Mosca, scrive al presidente russo Vladimir Putin per dimostrare la fondatezza di rilasciare immediatamente quantità voluminose di zolfo nella stratosfera per abbassare la temperatura della Terra di un grado o due, una correzione maggiore del riscaldamento totale dai periodi pre-industriali.
...In aggiunta ai metodi convenzionali d'irrorazione delle nubi, i visionari dell'aeronautica hanno proposto tecniche di "computer hacking" per disturbare monitoraggi e modelli climatici nemici, e l'uso di nano-tecnologie per generare nubi di particelle che potrebbero bloccare i sensori ottici nemici. Gli uragani erano inoltre una buona occasione d'armamento. L'Aeronautica ha precisato che la modifica del tempo, diversamente da altri metodi, "fa cose che, contrariamente ai risultati ottenuti da azioni intenzionali, sembrano essere conseguenze naturali di fenomeni climatici".
… In gran parte inconsapevoli della lunga e comprovata storia del controllo del clima e del tempo e delle sfide politiche ed etiche proposte, i nuovi Titani si vedono come pionieri eroici, la prima generazione capace di alleviare o di evitare disastri naturali. Hanno dimenticato la storia dei ciarlatani, dei sinceri ma delusi scienziati ed ingegneri che li hanno preceduti. Se non riusciamo a fare attenzione alle lezioni di quella storia e non riusciamo a spostare l’opinione sulla politica pubblica, rischiamo di ripetere gli errori del passato, in un gioco con scommesse molto più elevate.
Tratto da: The Climate Engineers, James R. Fleming, Spring 2007, Wilson Quarterly
Lo Stato di Washington e lo U.S. Department of Homeland Security (DHS) hanno firmato un accordo che permetterà ai residenti di muoversi attraverso i confini terrestri e marini nazionali esibendo un nuovo tipo di patente automobilistica con tecnologia RFID.