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venerdì, 02 maggio 2008

Contro le iniezioni di solfati nella troposfera

Fonte: lescienze.espresso.repubblica.it (28 aprile 2008)

Uno studio del NCAR degli Stati Uniti

Sebbene il cambiamento climatico sia una minaccia enorme, occorre molta più ricerca prima che si possa tentare una soluzione geo-ingeneristica globale.


Un’idea molto discussa nella comunità scientifica per combattere il riscaldamento globale consiste nell’iniettare particelle di solfati nella stratosfera. Ora una ricerca diretta da Simone Tilmes del National Center for Atmospheric Research (NCAR) degli Stati Uniti, mette in guardia dai pericoli di una simile operazione, che potrebbe ritardare di decenni il recupero del buco dell’ozono sopra l’Antartico e determinare una significativa perdita di ozono sopra l’Artico.

"I dati che abbiamo raccolto indicano che il tentativo di raffreddare artificialmente il pianeta avrebbe pericolosi effetti collaterali”, ha spiegato Tilmes, che firma un articolo su “Science Express”. "Sebbene il cambiamento climatico sia una minaccia enorme, occorre molta più ricerca prima che si possa tentare una soluzione geoingeneristica globale."

Questo tipo di soluzione, che dovrebbe accompagnare la riduzione delle emissioni di gas serra, è stata avanzata recentemente dal Premio Nobel Paul Crutzen: le particelle di solfati dovrebbero in essere in grado di bloccare parte della radiazione solare nella stratosfera, così come si è verificato nel corso di gigantesche eruzioni vulcaniche nel passato della Terra che hanno determinato una riduzione significativa delle temperature della superficie.

Proprio perché le eruzioni vulcaniche possono temporaneamente assottigliare lo strato di ozono della stratosfera, Tilmes e colleghi hanno valutato il potenziale impatto dei piani di geo-ingegneria sui poli: i solfati prodotti dai vulcani forniscono una superficie sulla quale gli ioni del cloro nella fredda stratosfera inferiore polare possono attivarsi e determinare reazioni chimiche in grado di intensificare il processo di distruzione delle molecole di ozono. (fc)

***

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domenica, 30 marzo 2008

GEMS (Global Environmental Micro Sensors)


Gli sviluppi tecnologici nei sistemi micro-elettro-meccanici (MEMS) e nella nanotecnologia, hanno ispirato un rivoluzionario sistema di osservazione ambientale conosciuto come sensori Mems globali/ambientali (GEMS). GEMS sono micro sonde aeree in grado di monitorare tutte le aree della Terra con risoluzione spaziale e temporale senza precedenti.

Le sonde saranno destinate a rimanere sospese nell'atmosfera per ore e giorni, effettuando misurazioni di pressione, temperatura, umidità e velocità del vento, venendo trasportate dalle correnti atmosferiche. Con un insieme di sensori modulari, le sonde potrebbero essere utilizzate per misurare parametri acustici, chimici, biologici, nucleari o altri di interesse per Agenzie di Difesa per raccolta di intelligence, conoscenza della situazione sul campo di battaglia, e monitoraggio della guerriglia urbana.

In ultima analisi, una “rete” GEMS o un “velo di protezione”, potrebbe ricoprire il Globo con sonde di diverso design, massa e dimensioni adattate a misurare una varietà di parametri.



Basate su applicazioni specifiche, le sonde saranno di dimensioni di 50-100 micron, in uno o più dimensioni e leggerezza sufficienti a non causare praticamente nessun pericolo a contatto con persone o cose. Dimensioni, massa, proporzioni, geometria, controllo di galleggiabilità e il design aerodinamico, determineranno per quanto tempo le sonde rimarranno sospese.

A seconda delle dimensioni e della forma delle sonde, il design aerodinamico basato sulla biometrica, potrebbe anche ridurre la loro velocità terminale. Molti esempi di tale concezione esistono in natura, inclusi semplici “bastoni a dente di leone” e “matasse” di reti di palloni, o anche sofisticate forme evolute come “auto-rotating samaras” (samara è un “seme alato” che ruota su se stesso quando cade, riducendo in tal modo la velocità della dispersione e aumentando la distanza una volta trasportato dal vento, n.d.r.).

La Scienza dei materiali avrà un ruolo chiave per limitare la massa della sonda e renderla potenzialmente biodegradabile o bioinerte, minimizzando così i rischi per l'ambiente, quando la sonda ricadrà dall'atmosfera. La complessità riscontrata in natura, suggerisce che la nano-biotecnologia dovrebbe essere esplorata come possibile strumento da cui creare materiali adatti per le sonde. Le caratteristiche delle cellule organiche suggeriscono “macchine” e sistemi che possono guidare il design e la funzionalità dei dispositivi e componenti in micro e nano scala.

I recenti e futuri sviluppi della Scienza dei materiali e della nanotecnologia, potrebbero spianare la strada per la progettazione e lo sviluppo di sonde ibride mutanti che letteralmente fonderebbero le scienze della vita con dispositivi meccanici non viventi, creando così “sonde parzialmente viventi”.

Queste sonde ibride sarebbero artificialmente intelligenti, e potrebbero cambiare forma svolgendo diverse funzioni usando materiali e strutture intelligenti.

[1]


Cliccare sulle immagini per ingrandire


GEMS (Global Environmental Micro Sensors) Micro sensori ambientali


Motivazione

Produrre capacità di osservazione ambientale misurate con sviluppi in modelli atmosferici.


Migliorare le osservazioni in situ di densità e distribuzione

  • Attivare nuove indagini per espandere notevolmente la comprensione del sistema terrestre

  • Calibrare telerilevamento


Descrizione concettuale

  • Sistema integrato di sonde aeree

  • Produzione notevole a basso costo per unità

  • Usa e getta”

  • Sospese in atmosfera

  • Trasportate dalle correnti ventose

  • Micro Electro Mechanical System (MEMS) e/o sensori basati sulla nanotecnologia

  • Fonte di alimentazione interna per:

        Rilevamento, geolocation, comunicazione, informatizzazione limitata

 

Potenziali strategie di distribuzione

  • Palloni ad alta quota (stratosfera)

  • Global Atmosphere-Ocean IN-situ System (GAINS)

  • StratSats (Global Aerospace NIAC phase II project


  • Rawinsonde (weather) balloons (Sep 99, Jan/Jun/Dec 01)

  • Surface release w/ positive buoyancy

  • Unattended Aerial Vehicles (UAV)

  • Applicazioni militari


  • Applicazioni civili

  • Global Universal Profiling System (GUPS);

  • Velivoli commerciali

  • Campo esperimenti


Rete mobile wireless 3D intercomunicante

  • Sonde

  • Nodi intermedi

  • Raccolta dati

  • Piattaforme remote di ricezione

[2]




Studio di fattibilità pluriennale

Insieme di palloni in super pressione a densità costante (Lagrangian drifters)

Drastica riduzione di massa, dimensioni e costo integrando micro ed eventualmente nanotecnologie.


Componenti

Materiale del pallone (sonda): (12.5-mm MylarTM GL-AE)

Attuale: 70 grammi, 40 cm. (“pallone da spiaggia”)

Obiettivo: meno di un grammo, 10 cm. (“pompelmo”)


Autoalimentazione per:

Rilevamento

Sonde con micro-sensori di qualità

Temperatura, pressione, umidità relativa, velocità (micro GPS)

Comunicazione (satelliti Iridium class)

Segnale limitato di processo/calcolo


Motivazione

Migliorare le osservazioni di densità / distribuzione in situ specialmente sui dati delle regioni oceaniche

Migliorare notevolmente l'osservazione di campagne adattive o mirate

Ricerca e missioni operative

Sinottica capacità di osservazione che abbraccia una vasta gamma della
scala spazio/tempo

Ricognizione di cicloni tropicali per ottenere misurazioni in situ, ad alta
risoluzione su domini limitati


Studio dei dati preliminari

Modelli di simulazione dinamica

Scenari meteo virtuali - ARPS (Advanced Regional Prediction System)

Distribuzione e dispersione sonde - Lagrangian particle model

Assimilazione dei dati (DA) - NCAR/PSU MM5 (Mesoscale Model v5)

Uragano Floyd (settembre 1999)


Osservazioni simulate

Sonde GEMS rilasciate da aeromobili

1140 sonde ogni 12 ore

Una al minuto durante la tipica rotta di ricognizione

Frequenza d'osservazione ogni 5 minuti

Nessun errore di misurazione o guasto strumentale

[3]


 

[1] GEMS: microsystems, nanotechnology, and environmental monitoring in the 21st century Manobianco, J.; Case, J.L.; Evans, R.J.; Short, D.A.; Pister, K.S. Bio-, Micro-, and Nanosystems, 2003. ASM Conferences Volume , Issue , 7-10 July 2003 Page(s): 15 -  Digital Object Identifier   10.1109/BMN.2003.1220604

[2] Global Environmental MEMS Sensors (GEMS): A Revolutionary Observing System for the 21st Century. John Manobianco, Joseph Dreher, Mark Adams, Randolph J. Evans, Jonathan L. Case, David A. Short. ENSCO, Inc. James Bickford, Warner Harrison, Chris Yu, Marc Weinberg, Tim Barrows, Amy Duwel C. S. Draper Laboratories Donna Manobianco, Mano Nanotechnologies, Research, & Consulting
Dana Teasdale, Kristofer S.J. Pister Dust Networks, Inc. Mel Siegel, Carnegie Mellon University Jordin Kare, Kare Technical Consulting 19 October 2004 NIAC 6th Annual Meeting (Seattle, WA)

[3] Using Large Ensembles of Low-Cost Lagrangian Drifters for Tropical Cyclone Analysis & Forecasting  John Manobianco, Joseph G. Dreher, Mark L. Adams, and Jonathan L. Case ENSCO,Inc. 
21 March 2006 60th Interdepartmental Hurricane Conference
(Mobile, AL)

 


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martedì, 26 febbraio 2008

UE, pronti a regolamentare gli RFID



Roma - A due anni di distanza dall'inizio della consultazione pubblica, seguita da un lungo dibattito in cui sono stati coinvolti esperti del settore, aziende e rappresentanti dei consumatori, la Commissione Europea ha diffuso la prima bozza per la creazione di una direttiva comunitaria in materia di RFID e invitato nuovamente i cittadini del Vecchio Continente a offrire la propria opinione sull'argomento. Nel documento prevale l'aspetto cautelativo riguardo la tecnologia dei tag a radiofrequenza, volto ad armonizzare questa regolamentazione con quella preesistente sulla privacy.

Secondo quanto si legge nell'articolo 7 della proposta, la Commissione intenderebbe suggerire la disattivazione di tutti gli RFID all'atto dell'acquisto, qualora la loro presenza possa essere collegabile all'identità dell'acquirente. Solo in presenza di esplicita richiesta del cliente sarebbe possibile mantenere attivo il transponder, secondo una politica di opt-in.

Si tratterebbe dunque di una norma che consente all'individuo di tutelare la propria privacy: un prodotto, come i presidi medici, se ricondotto all'identità dell'acquirente potrebbe attentarne la riservatezza, ed occorrerebbe dunque prevedere la disattivazione di ogni strumento di tracciabilità. Un punto, questo, contestato dalle associazioni dei produttori di tecnologia RFID.

"Si tratta di una norma che genera confusione, poiché non chiarisce alcuni casi specifici" ha
sentenziato Elizabeth Board, rappresentante di EPCglobal: "Cosa accadrebbe nel caso in cui si paghi con la carta di credito? Il tag (RFID, ndr) potrebbe non contenere informazioni personali, ma il venditore potrebbe associare il numero del pagamento con l'oggetto". Cosa fare in questi casi? "È uno dei temi che chiederemo alla Commissione di chiarire" ha concluso Board.

Secondo i produttori, inoltre, nel documento attuale mancherebbero importanti distinzioni tra RFID permanenti e temporanei: nella seconda categoria ricadono tutti quelli che sono presenti solo sulla confezione del prodotto, e che vengono dunque rimossi all'atto dell'apertura e consumazione del bene. Ma tutti gli altri, quelli integrati nei prodotti stessi, potrebbero essere utili al loro corretto utilizzo e al miglioramento dell'assistenza post-vendita.

In sostanza, i produttori sostengono che sarebbe più opportuna l'adozione di un criterio di opt-out, vale a dire che la disattivazione degli RFID dovrebbe essere esplicitamente richiesta dal consumatore. Ma Gérald Santucci, membro del comitato che ha stilato la bozza, ha spiegato che la scelta tra le due modalità di disattivazione è stata ampiamente dibattuta: "Ci sono diversi punti di vista in materia: alcuni hanno interessi economici da salvaguardare, altri adducono argomentazioni di tipo sociale, e ci vuole del tempo per risolvere la questione".

Oggi, spiega Santucci, l'utilizzo di RFID nei prodotti in vendita al dettaglio è comunque tutto sommato limitato nell'area dei 27 paesi che formano la UE. La Commissione, che si augura di riuscire a far entrare in vigore questa norma prima dell'estate, ha comunque messo nero su bianco l'intenzione di rivedere i termini del regolamento a tre anni dalla sua entrata in vigore.

Per allora, le aziende finanziate dalla stessa UE avranno senz'altro realizzato una nuova generazione di RFID disattivabili e riattivabili a piacere, modificando sensibilmente il quadro tecnologico a contorno. Ma la privacy, ora come nel 2011, quella no: non si tocca.

Luca Annunziata
   punto-informatico.it

domenica, 17 febbraio 2008

H.A.A.R.P. in uscita

Nel 2006, durante alcune interviste in tv e in radio (ad esempio, nel dicembre 2006 in Italia: al TG di La7, su MTV e su Radio DJ) il cantante dei Muse, Matt Bellamy, ha menzionato H.A.A.R.P., la modifica della ionosfera, il condizionamento mentale, gli scopi militari e la manipolazione climatica.

Durante il tour del 2007, i Muse si sono esibiti su un palco con una scenografia spettacolare ispirata ad H.A.A.R.P. Dalle registrazioni audio e video dei concerti del 16 e del 17 giugno 2007 allo stadio Wembley di Londra, a cui hanno assistito circa 150 000 spettatori, è stato tratto un CD+DVD che uscirà il 14 marzo. Il titolo? "H.A.A.R.P." !

A quando una band che uscirà con un disco intitolato "CHEMTRAILS" ?

Da un articolo pubblicato su New Musical Express l'8 novembre 2006:

<<Matt Bellamy ha illustrato la coreografia in cui si svolge il nuovo tour (che vedremo presto anche in Italia) dei Muse.

Il cantante e chitarrista del gruppo britannico ha riferito che lo "stage show" trae ispirazione dalla sua convinzione che il governo USA ci stia facendo il lavaggio del cervello.

Bellamy, dopo la data di Aberdeen, ha spiegato all'NME d'aver modellato il set su una base segreta che le autorità utilizzano per influenzare il comportamento della popolazione mondiale.

"Sulla seconda pagina dell'artwork dell'album", ha detto, "c'è una foto di questa installazione HAARP che significa High-Frequency Active Auroral Research Programme. E' una strana cosa per il lavaggio del cervello che il governo USA ha installato in Alaska e che spara fuori delle microonde nell’atmosfera che ci fanno stare tutti docili".

Bellamy ha affermato poi che, per ricreare l'installazione, sono stati messi due grandi piloni sul palco. Avrebbe voluto installarne uno, ancora più grande, in mezzo al pubblico; poi non se ne è fatto più nulla perché alla band sarebbe costato l’equivalente di 730.000 euro.>>

Articolo in lingua originale: http://www.nme.com/news/muse/25021

Per maggiori informazioni: sito ufficiale dei Muse.

 
Il trailer del DVD H.A.A.R.P.:


Altri video in cui si vede la scenografia ispirata al sistema di antenne H.A.A.R.P.: http://youtube.com/watch?v=B5nY2lL8o24
http://youtube.com/watch?v=2TqvCMpGPDs


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categorie: musica, news, nuove tecnologie, attualità
sabato, 16 febbraio 2008

Parole nel cervello

Fonte:noncontromaper


Da un post di Luca Annunziata su Punto Informatico, dal titolo "Spot sparati direttamente nel cervello" leggo una notizia piuttosto inquietante:

"Roma - Passeggiare per Manhattan come tutti i giorni, e all'improvviso sentire una voce nella testa [...] Si tratta della trovata, invero piuttosto originale, di un creativo statunitense [...] Per funzionare, sfrutta la tecnologia audiospotlight sviluppata dalla statunitense Holosonic, in grado di indirizzare un fascio sonoro verso un punto specifico di una stanza o di una strada. Una tecnologia ideata negli anni settanta, e che ricorda molto quella che sta sviluppando Microsoft per i PC. Grazie all'impiego degli ultrasuoni, è possibile realizzare veri e propri coni di impulsi: di per sé, le onde sonore di lunghezza d'onda molto ridotta risultano inaudibili dagli esseri umani, ma attraversando l'aria vengono distorte, in modo matematicamente prevedibile, e possono dunque essere controllate con precisione per renderle avvertibili e focalizzate in punti specifici. L'invenzione nasce per i musei e più in generale per le attrazioni turistiche. La sua utilità in una galleria d'arte è evidente: il visitatore passa davanti al quadro e ascolta una spiegazione dettagliata di quanto sta guardando, senza che il sovrapporsi dei messaggi di ciascun quadro crei un fastidioso effetto cacofonico."

Dai commenti al post, è interessante notare come in più d'uno si sia posto il problema se questa tecnologia non sia stata utilizzata come arma, contro vittime inconsapevoli. Del resto, viene fatto notare, "la privazione del sonno è una delle forme di tortura più utilizzate perché non lascia segni evidenti". Immaginiamo anche cosa possa voler dire ricevere nella testa continui insulti o rumori molesti...

Gli amici di Aisjca lasciano un commento interessante, di cui ne riporto una parte:

"Non guasta procurasi il libro "La tortura nel Bel Paese" e dare un'occhiata al sito dell'AVAe-m o ai siti internazionali con descrizioni e lunghi elenchi - molto intercontinentali - delle vittime prese di mira non occasionalmente e delle loro sofferenze; ad esempio scrivete a<tijohnfinch@gmail.com>per maggiori informazioni."

Sul sito di Aisjca potrete trovare ulteriori informazioni qui.

Qui sotto è invece possibile vedere un video della BBC che tratta di questi Audio Spotlight.



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categorie: video, nuove tecnologie, attualità
domenica, 02 dicembre 2007

Rangers con pistole laser per controllare i cani

Fonte: "Il Messaggero" di Roma del 01-12-07 (pag 54)

Lotta al randagismo, il Comune di Tivoli restituirà ai proprietari dei cani le spese sostenute per l'iscrizione obbligatoria all'anagrafe canina con l'inserimento del microchip.

E' la nuova iniziativa avviata dall'assessore all'Ambiente, e già approvata in Giunta, per contrastare l'abbandono dei cani ed allo stesso tempo tagliare i costi sostenuti dal Comune per il ricovero dei randagi.

Per ricevere il contributo di 30 €, a totale copertura dell'importo, i possessori dei cani dovranno presentarsi dal 10 Dicembre nella sede dei Vigili Urbani. Poi, per tutti coloro che non si adegueranno alle norme, scatteranno le multe. L'amministrazione ha infatti stipulato un'apposita convenzione con i Rangers d'Italia, incaricata di controllare il rispetto della legge e dei comportamenti dei possessori di cani, anche per quello che riguarda la corretta conduzione con guinzaglio e museruola negli spazi pubblici, l'obbligo della raccolta delle deiezioni ed appunto della registrazione all'anagrafe canina ed il pagamento delle tasse. Chi ignorerà le disposizioni, inserimento di microchip compreso, rischia una sanzione compresa tra 77 e 155 euro, mentre l'ammneda, in caso di abbandono, può arrivare fino a 10.000€. Nei controlli a tappeto impegnati una decina di volontari che verranno dotati di una "macchinetta" in grado di "leggere" i dati inseriti sotto la pelle degli animali.
"L'iscrizione all'anagrafe è l'unico sistema per prevenire l'abbandono dei cani e il conseguente randagismo - spiega l'Assessore G.Di Tomassi - con il contributo a carico del Comune viene a cadere qualsiasi alibi economico per dare piena attuazione alla legge.L'obiettivo più importante è il benessere degli animali, ma c'è anche l'aspetto della spesa a carico del Comune per il ricovero dei cani randagi. Attualmente sono circa 300".

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categorie: nuove tecnologie
domenica, 04 novembre 2007

ZEITGEIST

...ovvero "tendenza culturale predominante di un'epoca".

Film sconvolgente, finalmente sottotitolato in italiano.



<<Sono un essere umano, porca puttana: la mia vita ha un valore!>>

Per guardare il film in modalità estesa cliccare qui.

martedì, 31 luglio 2007

Gli ingegneri del clima



"È virtualmente impossible immaginare che le potenze mondiali resisterebbero alla tentazione di esplorare gli usi militari di qualunque potenziale tecnologia di alterazione climatica"




Sulla diffusione del riscaldamento globale, un’idea sta prendendo piede. “Dimenticate tagli nelle emissioni di gas serra”, dicono alcuni scienziati. Cercate un rimedio tecnologico. Riflettere la luce solare nello spazio iniettando nano-particelle riflettenti nell’atmosfera, lanciare specchi in orbita attorno alla Terra. Generare un “termostato planetario”. Che sembri fantascienza è ormai una vecchia storia. Per oltre un secolo, scienziati, soldati e ciarlatani hanno covato progetti per manipolare il tempo ed il clima. Come loro, gli aspiranti ingegneri climatici odierni esagerano pesantemente ciò che è possibile attuare, e a malapena considerano le implicazioni politiche, militari ed etiche nel tentare di gestire il clima mondiale, con potenziali conseguenze ben più grandi di quelle che uno qualunque dei loro predecessori aveva mai dovuto affrontare.

Oltre il chekpoint di sicurezza del National Aeronautics and Space Administration’s Ames Research Center, all’estremo sud di San Francisco bay, un piccolo gruppo si è riunito in novembre per un congresso sull’innocuo argomento di “gestire la radiazione solare”. Il soggetto reale era molto più grande: come salvare il Pianeta dagli effetti del riscaldamento globale. E’ avvenuto un piccolo colloquio fra due dozzine di scienziati ed altri esperti sui costi del carbone, fonti di energia alternativa e qualunque altro metodo usuale. Molti scienziati erano impazienti di discutere tali metodi. Alcuni erano semplicemente sprezzanti riguardo le richieste di cooperazione internazionale, politiche e cambiamenti di stili di vita necessari per frenare le emissioni di gas serra; altri avevano concluso che ai politici e burocrati del mondo non spetta il ruolo di acconsentire o meno su tali riforme, o quanto rapidamente il riscaldamento globale si svilupperà con conseguenze più catastrofiche di quelle previste da numerosi modelli.

Ora  pensano che è tempo di considerare i punti chiave per possedere il controllo del clima, con una rapida soluzione tecnologica per il riscaldamento globale.

…Il fisico Lowell Wood, star del meeting, ha trascorso quarant’anni al Lawrence Livermore National Laboratory, Università della California; ha avanzato parecchie idee per “riparare” il clima terrestre, compreso lo sviluppo del ghiaccio del Mar Artico da utilizzare come un condizionatore d’aria planetario per “succhiare il calore dal bagno di calore delle medie latitudini”. Un modo “sorprendentemente pratico” per realizzare tutto ciò, disse, sarebbe di usare grandi impianti d’artiglieria per sparare nella stratosfera artica milioni di tonnellate di aerosol di solfato altamente riflettente o di nano-particelle appositamente preparate, per deviare i raggi del sole. Rilasciare fino ad un milione di tonnellate di materiale tramite artiglieria richiederebbe un costante bombardamento, fondamentalmente una “guerra nella stratosfera”. In alternativa, una flotta di B-747 "crop-dusters" potrebbe rilasciare particelle volando continuamente intorno al Circolo Polare Artico. Oppure "un tubo flessibile" lungo 25 miglia potrebbe essere legato ad un aerostato militare per pompare le particelle riflettenti nell'atmosfera.

… Che cosa fare per impedire ad altre nazioni d’intraprendere la modifica unilaterale del clima? Gli Stati Uniti non hanno il monopolio su tali sogni. Nel novembre 2005, per esempio, Yuri Izrael, dirigente dell’“Institute of Global Climate and Ecology Studies” di Mosca, scrive al presidente russo Vladimir Putin per dimostrare la fondatezza di rilasciare immediatamente quantità voluminose di zolfo nella stratosfera per abbassare la temperatura della Terra di un grado o due, una correzione maggiore del riscaldamento totale dai periodi pre-industriali.

...In aggiunta ai metodi convenzionali d'irrorazione delle nubi, i visionari dell'aeronautica hanno proposto tecniche di "computer hacking" per disturbare monitoraggi e modelli climatici nemici, e l'uso di nano-tecnologie per generare nubi di particelle che potrebbero bloccare i sensori ottici nemici. Gli uragani erano inoltre una buona occasione d'armamento. L'Aeronautica ha precisato che la modifica del tempo, diversamente da altri metodi, "fa  cose che, contrariamente ai risultati ottenuti da azioni intenzionali, sembrano essere conseguenze naturali di fenomeni climatici".

… In gran parte inconsapevoli della lunga e comprovata storia del controllo del clima e del tempo e delle sfide politiche ed etiche proposte, i nuovi Titani si vedono come pionieri eroici, la prima generazione capace di alleviare o di evitare disastri naturali. Hanno dimenticato la storia dei ciarlatani, dei sinceri ma delusi scienziati ed ingegneri che li hanno preceduti. Se non riusciamo a fare attenzione alle lezioni di quella storia e non riusciamo a spostare l’opinione sulla politica pubblica, rischiamo di ripetere gli errori del passato, in un gioco con scommesse molto più elevate.


Tratto da: The Climate Engineers, James R. Fleming, Spring 2007, Wilson Quarterly


venerdì, 30 marzo 2007

USA, raggi X e patenti RFID

Lo Stato di Washington e lo U.S. Department of Homeland Security (DHS) hanno firmato un accordo che permetterà ai residenti di muoversi attraverso i confini terrestri e marini nazionali esibendo un nuovo tipo di patente automobilistica con tecnologia RFID.

Una card, insomma, che integrerà un chip con le informazioni e i dati sensibili del possessore, leggibile in modalità wireless da reader specifici.

Il programma pilota partirà nel 2008 ed è stato fortemente sostenuto dal Governatore dello stato Chris Gregoire che spiega: "Le patenti elettroniche saranno fornite a volontari selezionati, e costeranno circa 40 dollari, contro i classici 97 dollari dei passaporti", diventando quindi da questo punto di vista allettanti.

Intanto all'aeroporto di Phoenix, in Arizona, da un mese lo stesso U.S. Department of Homeland Security sta testando un sistema di controllo a raggi x, che guarda attraverso i vestiti delle persone.

In seguito alle proteste si sta studiando un nuovo sistema che funzionerebbe con il calore emesso dal corpo umano e renderebbe le parti intime "meno riconoscibili", come Panu Helistö, capo ricercatore al VTT Technical Research Centre in Finlandia, ha spiegato al National Geographic.

Fonte: Marco M.

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