OneSkyFriends: non solo scie-nza!

giovedì, 20 settembre 2007

Un quantitativo preoccupante di metalli pesanti è stato rinvenuto nel pescato prelevato dalle acque del mar Tirreno, lungo la fascia costiera che va da Campora San Giovanni a Cetraro.
L’indagine è stata condotta nei mesi scorsi dalle Capitanerie di Porto di Cetraro e Vibo Valentia, rispettivamente comandate dai capitani Sergio Mingrone e Giuseppe Chiarelli, e dal Dipartimento di prevenzione e servizio veterinario dell’As di Paola, di cui è responsabile Piero Borsani.

Nel caso specifico, lo studio - collegato all’affondamento di alcune navi nelle acque del Mediterraneo - è stato attivato su richiesta della Procura di Paola, nella persona del sostituto procuratore Franco Greco, ed ha interessato la fauna marina che alberga sui fondali (a circa 3-400 metri di profondità).

Dalle analisi effettuate su pesci, crostacei e molluschi, è stato rilevato l’aumento della presenza di metalli pesanti (cadmio, piombo ed in particolar modo mercurio) in alcune specie pelagiche di grossa mole.

I dati al momento non sono allarmanti, ma la Capitaneria di Porto, di concerto con il dipartimento di prevenzione, per i prossimi giorni ha già programmato una seconda campionatura del pescato.
Anche perché se ingeriti in quantità eccessive, determinati metalli pesanti possono nuocere alla salute e, nel caso del mercurio, influire negativamente sulla fertilità della donna.
«L’inquinamento del mare dovuto a sostanze chimiche persistenti – quali mercurio e altri metalli - e sostanze organiche è un fattore di rischio per la salute umana - spiegava a riguardo Roberto Bertollini, direttore del Programma Salute e Ambiente dell’Oms - I rischi maggiori avvengono soprattutto attraverso l’ingestione di cibi nei quali si accumulano le sostanze tossiche».
Secondo il rapporto su sostenibilità e ambiente, infatti, il 70-95% delle malattie riconducibili agli inquinanti tossici persistenti è attribuibile al consumo di prodotti ittici contaminati.

I metalli pesanti sono responsabili di danni al sistema nervoso, endocrino e riproduttivo; gli idrocarburi attaccano il sistema immunitario; gli organoclorurati si sospetta che provochino danni al sistema ormonale; i fenoli possono dar luogo a malattie tiroidee, cardiovascolari, tumori; il cadmio può colpire il rene e l’arsenico può essere all’origine di danni al sistema gastrointestinale.

Gli effetti del consumo dei prodotti del mare contaminati da sostanze chimiche sull’uomo sono essenzialmente a lungo termine.
In generale le persone che consumano cibo marino più di due-tre volte alla settimana corrono il rischio maggiore, anche se ciò varia con il tipo di prodotto, la concentrazione degli inquinanti e la sensibilità del consumatore ».

Ad ogni modo, in attesa di dati definitivi è il caso di non creare facili allarmismi.

Fonte: www.amantea.net

pubblicato da alex321 | link | commenti (1)
categorie: segnalazioni, ambiente, salute
mercoledì, 30 maggio 2007

I disastri di Saluggia.

Continua il silenzio su Saluggia. Anche questa notizia è passata inosservata.

ps: Video1 e Video2 di Striscia la Notizia.

Fonte: il Blog di Calore che stà seguendo la cosa.

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lunedì, 14 maggio 2007

Trieste e il rigassificatore.

900Nonostante i progetti di Endesa e Gas Natural siano approssimativi e rischiosi per l'uomo e l'ambiente, il governo si stà muovendo verso l'approvazione del rigassificatore a terra. Cittadini e ambientalisti si stanno muovendo invece per contrastare il progetto contro gli stessi partiti di centrosinistra (...quelli più al centro della sinistra) che hanno votato e che l'appoggiano. La battaglia è ancora aperta: agli ambientalisti cittadini e al comitato cittadino che si oppongono al progetto va tutta la mia solidarietà.

venerdì, 27 aprile 2007

Vaccinazione anti-HPV: necessità o interesse?

Da disinformazione.it

Ennesimo attacco alla salute dei bambini da parte dell'elite economico-finanziaria che controlla le corporation chimico-farmaceutiche!
La Merck & Co. (Barclays, Cirigroup, JP Morgan quindi gruppo Rockefeller), produttrice del vaccino Gardasil, sta facendo pressione per far diventare obbligatoria la vaccinazione contro il cancro all'utero nelle bambine da 9 a 12 anni. 
Dopo il ritiro dal commercio del Vioxx, (per qualche leggero effetto collaterale che avrebbe provocato almeno 100.000 complicanze cardiovascolari con decine di migliaia di morti nel mondo! La Merck nonostante sapesse dei danni lo ha commercializzato lo stesso per anni), sta cercando un nuovo mercato per rifarsi delle perdite economiche. Il Gardasil (3 iniezioni) il cui costo al pubblico è di 300 euro (100 euro a siringa), contiene tra le altre cose un adiuvante a base di Alluminio.


Vaccinazione anti-HPV - Il caso Gardasil

Il New York Times ha dedicato un articolo al caso Gardasil, il vaccino antipapillomavirus che dovrebbe essere somministrato alle adolescenti con l’obiettivo di prevenire le infezioni da virus HPV, alcune delle quali sarebbero associate a sviluppo di tumore della cervice uterina. 
La società produttrice di Gardasil, Merck & Co, sostiene la tesi che è necessario effettuare il più rapidamente possibile la vaccinazione per debellare la malattia.

Le associazioni dei consumatori sostengono che la vaccinazione non è necessaria, perché l’incidenza di carcinoma alla cervice è bassa. Negli USA, su una popolazione superiore ai 250 milioni di abitanti, i nuovi casi di tumore alla cervice sarebbero 9.710 e 3.700 le donne che muoiono, ogni anno (dati FDA).
In Italia, ogni anno, si contano 3.500 nuovi casi di carcinoma con circa 1.000 morti (dati ISS).

L’obiettivo che si prefigge Merck è quello di indurre i legislatori a rendere obbligatoria la vaccinazione, in modo da vendere quantità più elevate di vaccino.
La mancata obbligatorietà avrebbe come conseguenza un numero decisamente più basso di vaccinazioni e minori guadagni.
Per raggiungere il proprio scopo, Merck & Co sta esercitando una forte azione di lobby.
Merck ha finanziato in modo particolare l’associazione Women in Government, che raccoglie le donne legislatrici in modo bipartisan.

Negli ultimi 2 anni, Women Government ha tenuto cene e conferenze per tutti gli Stati Uniti promuovendo la lotta contro il tumore della cervice uterina.
Contro la vaccinazione anti-HPV, si sono schierati gli attivisti contrari all’impiego del vaccino, gruppi religiosi e associazioni dei consumatori.
Gli attivisti anti-vaccino sostengono che la sicurezza del vaccino nel lungo periodo non è stata dimostrata, così come non è noto per quanto tempo il vaccino conferisce immunità contro i tipi virali per i quali il vaccino è stato realizzato.

I gruppi religiosi temono che, essendo l’infezione da HPV una malattia sessualmente trasmessa, l’uso del vaccino possa favorire l’attività sessuale delle ragazze.
La protesta dell’associazione dei consumatori è rivolta soprattutto sull’obbligatorietà della vaccinazione.
Un altro argomento di discussione è il costo del vaccino Gardasil che negli Stati Uniti, costa 360 dollari per 3 iniezioni (300,00 euro in Italia)

Secondo gli analisti, il mercato dell’infezione da HPV potrebbe produrre ricavi per 5 miliardi di dollari/anno, e Merck è in pole position.
Gli enormi interessi economici che stanno alla base della vaccinazione anti-HPV potrebbero spiegare il pressing di Merck sui politici per l’obbligatorietà della vaccinazione.
Sulla propensione di alcuni politici a rendere obbligatoria la vaccinazione anti-HPV, alcune persone ritengono che la concessione dell’obbligatorietà sarebbe un modo per risarcire Merck dalla perdita del Vioxx, il farmaco antinfiammatorio ritirato nel 2004 perché causa di gravi eventi avversi cardiovascolari ( 88.000 a 140.000 persone. Si calcola da 30.000 a 50.000 morti!!!)

Il vaccino, per esercitare la propria attività protettiva, deve essere somministrato a ragazze che non hanno avuto rapporti sessuali.
L’infezione da HPV è molto frequente nella popolazione con una stima di oltre il 75% delle donne sessualmente attive infettate dal virus HPV nel corso della vita.
La storia naturale dell’infezione è condizionata dall’equilibrio che si instaura tra ospite e virus HPV con tre possibili evoluzioni: regressione, persistenza e progressione.
La maggior parte delle infezioni da papillomavirus (70-90%) è transitoria.
La persistenza dell’infezione virale è una condizione per l’evoluzione verso il tumore.

L’insorgenza del tumore è anche favorita dal particolare tipo di virus HPV (i tipi 16 e 18 sono oncogenici), dall’alto numero di partner sessuali, dal fumo di sigaretta e dalla coinfezione con altre malattie infettive sessualmente trasmesse.
Di norma, il tempo che intercorre tra l’infezione da HPV e lo sviluppo di lesioni precancerose è di 5 anni, mentre lo sviluppo del tumore può richiedere decenni.
Il Pap-test è in grado di individuare le lesioni e di prevenire il tumore.
(Xagena2007)

Fonte:
1) The New York Times, 2007
2) EpiCentro ISS, 2007

PS: OGNI FIALA CONTIENE UN ADIUVANTE A BASE DI ALLUMINIO (235 microgrammi)


pubblicato da roxse | link | commenti (4)
categorie: news, salute, attualità
lunedì, 02 aprile 2007

La centrale perde acqua radioattiva.

Queste notizie passano inosservate ma la faccenda è pericolosa.

Ringrazio l'amico Calore per averla segnalata.

giovedì, 29 marzo 2007

Prozac ai bambini di 8 anni anche in Italia: è definitivo.


Su segnalazione di Samuele.


Bruxelles ha dato il via libera alla somministrazione di Prozac ai bambini a partire dagli 8 anni di età.

Riporto il comunicato stampa del  Comitato GiùleManidaiBambini
con l'invito di far circolare l'informazione.


Per approfondimenti:
Pagina Bambini e ADHD
Pagina Bambini e psicofarmaci




COMUNICATO STAMPA DEL 28 MARZO 2007

L’AIFA ha recepito la delibera Europea ed ha autorizzato il potente antidepressivo per usi sull’infanzia: “Scandaloso, gli organismi di controllo sanitario sono ormai totalmente succubi degli interessi dei produttori, l’Europa non fa eccezione, dal momento che l’Agenzia Europea del Farmaco dipende dalla Direzione Industria e non dalla Direzione Sanità”.
Cancrini: “La diffusione acritica degli antidepressivi sui bambini è un grande rischio per la salute mentale delle nuove generazioni

Con una delibera pubblicata ieri in Gazzetta Ufficiale l’Agenzia Italiana del Farmaco ha autorizzato la somministrazione del Prozac® per uso pediatrico, a seguito di un’analoga delibera dell’EMEA (Agenzia Europea del Farmaco) datata novembre 2006.

“E’ davvero scandaloso – afferma Luca Poma, portavoce nazionale di “Giù le Mani dai Bambini”®, prima campagna italiana di farmacovigilanza per l’età pediatrica in Italia – che si possa presumere di risolvere il disagio profondo di un minore medicalizzandolo con una pastiglia di Prozac®.
Una volta di più, si conferma la contiguità dell’industria farmaceutica con le istituzioni sanitarie: l’Agenzia Europea del Farmaco dipende infatti non già dalla Direzione Generale Sanità, come sarebbe auspicabile, bensì dalla Direzione Generale Industria.
Inoltre questa presunta ‘restrizione’, secondo la quale sarà possibile somministrare lo psicofarmaco “solo dopo 4/6 sedute di psicoterapia non andate a buon fine” è una vergognosa presa in giro: neppure Freud e Yung, seduti allo stesso tavolo, sarebbero mai riusciti a risolvere il disagio profondo di un bambino o adolescente in un paio di settimane di terapia.
Sconcerta anche l’assoluta sudditanza delle istituzioni sanitarie italiane: il giorno che da Bruxelles disporranno per la somministrazione di veleno ai nostri bambini dovremo chinare la testa e dire di si?”

Emilia Costa, titolare della 1° Cattedra di Psichiatria dell’Università di Roma “La Sapienza”, ha dichiarato: “Il successo delle psicoterapie non farmacologiche è noto in letteratura scientifica, ma spesso ignorato in terapia.
Vengono utilizzati con leggerezza psicofarmaci e si crede che le terapie non farmacologiche non funzionino altrettanto: il problema invece è che sono state “snobbate” per lungo tempo a favore di soluzioni dagli effetti più immediati.
E’ ora che i terapeuti professionisti ammettano ciò che è noto: la psicoterapia modifica in modo misurabile la struttura cerebrale, ed influisce concretamente e positivamente sul comportamento.
Non comprendo quindi come si possano continuare ad ignorare questi fatti, prediligendo sempre l’approccio biologico, organicista e farmacologico e declassando superficialmente tutto il resto a “quattro chiacchere” tra terapeuta e paziente”.

Ha commentato Luigi Cancrini, psichiatra, della Commissione Parlamentare Infanzia: "La depressione non è una malattia, la depressione è un sintomo! Qui si cerca di “diagnosticarla” senza interrogare se stessi e il bambino a proposito delle cause che hanno determinato il disagio: un po’ come porsi di fronte a chi piange la morte di una persona cara tentando di curare il suo dolore con un collirio che blocca l’attività delle ghiandole lacrimali! Una diffusione acritica degli antidepressivi sui bambini è un grande rischio per la salute mentale delle nuove generazioni: così non si fa altro che cronicizzare questo genere di problemi”.

Per Media relation: 337/415305 – portavoce@giulemanidaibambini.org

domenica, 25 marzo 2007

Owning the Weather


Via: VideoSift

Discovery Channel tratta la storia della modificazione del clima e del relativo uso da parte dei militari. Fra gli argomenti trattati: cloud seeding, HAARP ed esperimenti declassificati.

Time 10:22, (A proposito di nanotecnologie e MEMS, Micro Electro-Mechanical Systems):
 "l'idea è di rilasciare giornalmente migliaia di sonde sotto forma di polvere da aereoplani, piattaforme stratosferiche o da satelliti".

Time 15:22, controllo uragani, Dyn-o-Mat
Peter Cordani produce una speciale plastica, un polimero usato nei pannolini e pannoloni per la sua prodigiosa capacità di assorbire liquidi. Un grammo del suo insaziabile prodotto assorbe 1.500 volte il proprio volume in acqua. Perché dunque, ha ragionato il signor Cordani, non bombardare i cicloni con quintali, tonnellate delle sue palline di plastica e così prosciugarli? A spese sue, noleggiò aerei nel 2001, e li mandò a cospargere nuvoloni temporaleschi che si stavano addensando attorno a Miami e i rilevamenti radar confermarono che l'acqua contenuta in quei cumuli era stata prosciugata e il temporale dissolto...Fonte
United States Patent 6315213 Method_of_modifying_weather.pdf by Peter Cordani

Time 30:50, HAARP

mercoledì, 14 marzo 2007

Ancora troppo mercurio

“Vanno chiusi gli impianti più obsoleti e non più ristrutturabili: è il caso di alcuni impianti cloro-soda con celle a mercurio”. Già nel 1991 Legambiente esprimeva preoccupazione per l'utilizzo nell'industria chimica italiana di uno dei metalli pesanti più inquinanti e nocivi per la salute umana. Nel 2007 in Italia il problema non si è ancora risolto. Lo dimostrano i dati inediti - presentati a Roma in occasione del convegno “Un futuro verde per la chimica italiana” - del monitoraggio sull’inquinamento atmosferico da mercurio nei pressi dei principali impianti per la produzione di cloro e soda italiani.

L'unico stabilimento che non utilizza mercurio è quello di Assemini, in provincia di Cagliari. Gli altri sei (di cui cinque ancora funzionanti), invece, non hanno mai eseguito opere di ammodernamento. I tecnici di Legambiente hanno misurato le concentrazioni di mercurio all'esterno a Porto Marghera (Ve), Pieve Vergonte (Vco), Torviscosa (Ud), Rosignano Marittimo (Li), Bussi sul Tirino (Pe) e Priolo Gargallo (Sr) (chiuso nel 2005 e coinvolto due anni prima nell'indagine sullo scarico di reflui al mercurio in mare). A Pieve Vergonte, Porto Marghera e Priolo il monitoraggio è stato effettuato anche all’interno degli stabilimenti.

I valori medi più alti sono stati registrati dentro l’impianto di Pieve Vergonte (oltre 1.500 ng/m3 con picchi di 35mila ng/m3), di Priolo e di Porto Marghera. All’esterno i risultati più significativi sono stati quelli di Torviscosa e Bussi sul Tirino. Visto che in Italia e in Europa manca ancora una normativa che fissi i limiti per la concentrazione di mercurio in atmosfera, si può considerare la soglia prevista negli Stati Uniti, 300 ng/m3, o il valore medio annuo raccomandato dall’Oms nelle Linee guida per la qualità dell’aria, pari a 1.000 ng/m3. I valori massimi registrati negli stabilimenti italiani oltrepassano ampiamente questi limiti.

In Europa le cose non vanno meglio: nel rapporto dell'associazione ambientalista si legge che solo nel 2004 le emissioni di mercurio sono state oltre 32 tonnellate in aria e 5 tonnellate in acqua. La responsabilità maggiore è della Germania, che da sola produce oltre il 25 per cento del totale europeo, seguita da Francia, Regno Unito, e Italia (pari al 7 per cento). Il nostro paese è invece primo nella graduatoria dell’inquinamento da mercurio delle acque con 1,4 tonnellate, pari al 27 per cento del totale.

Legambiente chiede a gran voce l'urgenza di eliminare il mercurio dall’industria italiana e di riconvertire gli impianti con l'impiego nuove tecnologie disponibili già da tempo, come la tecnologia a membrana. (da.c.) 
Fonte: www.galileonet.it/news/7989/fuori-il-mercurio

Tossicità del mercurio

Tutti noi assumiamo un po’ di mercurio dal cibo e dall’aria. Viene utilizzato in grandi quantitativi nelle ditte di pitture latex. L’avvelenamento da Mercurio colpisce il cervello, causa una forte condizione di imbarazzo. Il mercurio è altamente tossico, sia in forma di vapore sia come sale solubile. L'avvelenamento cronico da mercurio, che insorge quando piccole quantità dei suoi sali liposolubili, in particolare il metilmercurio, vengono ingerite per lunghi periodi, causa danni irreversibili al cervello, al fegato e ai reni. Attualmente è posta molta attenzione allo scarico non controllato del metallo nell'ambiente poiché, a causa dell'aumento dell'inquinamento delle acque, sono state ritrovate quantità significative di mercurio in alcune specie di pesci.

Sul fatto che sia un inquinante ambientale con effetti tossici sull’uomo (per sistema nervoso e reni in particolare) ormai non ci sono più dubbi, dubbi che permangono, invece, su quali siano gli effetti a lungo termine di bassi livelli di esposizione. Se ne è occupato il New England Journal of Medicine, in riferimento alla sua presenza nel pesce, con risultati contrastanti. La controversa storia del mercurio è venuta alla luce per la prima volta in Giappone dopo una serie di episodi di avvelenamento e le manifestazioni conseguenti: annebbiamento della vista, perdita di sensibilità, sordità, fino a episodi più gravi con addirittura morti per intossicazione, si verificò un gravissimo inquinamento da mercurio, scaricato da una fabbrica nell'acqua. I pesci, particolarmente resistenti a questo metallo, non morirono, ma gli abitanti del luogo, che si cibavano di rilevanti quantità di pesce inquinato, furono colpiti da diverse patologie (malformazioni e aborti, gravi alterazioni nervose e così via). In questa occasione i gatti, che sono particolarmente sensibili al mercurio, furono colpiti dalla cosiddetta "sindrome danzante", sintomo di una encefalite tossica, che sia pure tardivamente indirizzò verso la scoperta della natura e dell'origine dell'intossicazione... CONTINUA>>
Fonte:
Tossicità dei metalli non ferrosi, Federico Angiuoni, Università  degli studi di Trento, facoltà di Ingegneria.


pubblicato da xdoom | link | commenti
categorie: ambiente, salute, medicina, attualità

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