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venerdì, 02 maggio 2008

Contro le iniezioni di solfati nella troposfera

Fonte: lescienze.espresso.repubblica.it (28 aprile 2008)

Uno studio del NCAR degli Stati Uniti

Sebbene il cambiamento climatico sia una minaccia enorme, occorre molta più ricerca prima che si possa tentare una soluzione geo-ingeneristica globale.


Un’idea molto discussa nella comunità scientifica per combattere il riscaldamento globale consiste nell’iniettare particelle di solfati nella stratosfera. Ora una ricerca diretta da Simone Tilmes del National Center for Atmospheric Research (NCAR) degli Stati Uniti, mette in guardia dai pericoli di una simile operazione, che potrebbe ritardare di decenni il recupero del buco dell’ozono sopra l’Antartico e determinare una significativa perdita di ozono sopra l’Artico.

"I dati che abbiamo raccolto indicano che il tentativo di raffreddare artificialmente il pianeta avrebbe pericolosi effetti collaterali”, ha spiegato Tilmes, che firma un articolo su “Science Express”. "Sebbene il cambiamento climatico sia una minaccia enorme, occorre molta più ricerca prima che si possa tentare una soluzione geoingeneristica globale."

Questo tipo di soluzione, che dovrebbe accompagnare la riduzione delle emissioni di gas serra, è stata avanzata recentemente dal Premio Nobel Paul Crutzen: le particelle di solfati dovrebbero in essere in grado di bloccare parte della radiazione solare nella stratosfera, così come si è verificato nel corso di gigantesche eruzioni vulcaniche nel passato della Terra che hanno determinato una riduzione significativa delle temperature della superficie.

Proprio perché le eruzioni vulcaniche possono temporaneamente assottigliare lo strato di ozono della stratosfera, Tilmes e colleghi hanno valutato il potenziale impatto dei piani di geo-ingegneria sui poli: i solfati prodotti dai vulcani forniscono una superficie sulla quale gli ioni del cloro nella fredda stratosfera inferiore polare possono attivarsi e determinare reazioni chimiche in grado di intensificare il processo di distruzione delle molecole di ozono. (fc)

***

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categorie: ambiente, nuove tecnologie, scie-nza
domenica, 30 marzo 2008

GEMS (Global Environmental Micro Sensors)


Gli sviluppi tecnologici nei sistemi micro-elettro-meccanici (MEMS) e nella nanotecnologia, hanno ispirato un rivoluzionario sistema di osservazione ambientale conosciuto come sensori Mems globali/ambientali (GEMS). GEMS sono micro sonde aeree in grado di monitorare tutte le aree della Terra con risoluzione spaziale e temporale senza precedenti.

Le sonde saranno destinate a rimanere sospese nell'atmosfera per ore e giorni, effettuando misurazioni di pressione, temperatura, umidità e velocità del vento, venendo trasportate dalle correnti atmosferiche. Con un insieme di sensori modulari, le sonde potrebbero essere utilizzate per misurare parametri acustici, chimici, biologici, nucleari o altri di interesse per Agenzie di Difesa per raccolta di intelligence, conoscenza della situazione sul campo di battaglia, e monitoraggio della guerriglia urbana.

In ultima analisi, una “rete” GEMS o un “velo di protezione”, potrebbe ricoprire il Globo con sonde di diverso design, massa e dimensioni adattate a misurare una varietà di parametri.



Basate su applicazioni specifiche, le sonde saranno di dimensioni di 50-100 micron, in uno o più dimensioni e leggerezza sufficienti a non causare praticamente nessun pericolo a contatto con persone o cose. Dimensioni, massa, proporzioni, geometria, controllo di galleggiabilità e il design aerodinamico, determineranno per quanto tempo le sonde rimarranno sospese.

A seconda delle dimensioni e della forma delle sonde, il design aerodinamico basato sulla biometrica, potrebbe anche ridurre la loro velocità terminale. Molti esempi di tale concezione esistono in natura, inclusi semplici “bastoni a dente di leone” e “matasse” di reti di palloni, o anche sofisticate forme evolute come “auto-rotating samaras” (samara è un “seme alato” che ruota su se stesso quando cade, riducendo in tal modo la velocità della dispersione e aumentando la distanza una volta trasportato dal vento, n.d.r.).

La Scienza dei materiali avrà un ruolo chiave per limitare la massa della sonda e renderla potenzialmente biodegradabile o bioinerte, minimizzando così i rischi per l'ambiente, quando la sonda ricadrà dall'atmosfera. La complessità riscontrata in natura, suggerisce che la nano-biotecnologia dovrebbe essere esplorata come possibile strumento da cui creare materiali adatti per le sonde. Le caratteristiche delle cellule organiche suggeriscono “macchine” e sistemi che possono guidare il design e la funzionalità dei dispositivi e componenti in micro e nano scala.

I recenti e futuri sviluppi della Scienza dei materiali e della nanotecnologia, potrebbero spianare la strada per la progettazione e lo sviluppo di sonde ibride mutanti che letteralmente fonderebbero le scienze della vita con dispositivi meccanici non viventi, creando così “sonde parzialmente viventi”.

Queste sonde ibride sarebbero artificialmente intelligenti, e potrebbero cambiare forma svolgendo diverse funzioni usando materiali e strutture intelligenti.

[1]


Cliccare sulle immagini per ingrandire


GEMS (Global Environmental Micro Sensors) Micro sensori ambientali


Motivazione

Produrre capacità di osservazione ambientale misurate con sviluppi in modelli atmosferici.


Migliorare le osservazioni in situ di densità e distribuzione

  • Attivare nuove indagini per espandere notevolmente la comprensione del sistema terrestre

  • Calibrare telerilevamento


Descrizione concettuale

  • Sistema integrato di sonde aeree

  • Produzione notevole a basso costo per unità

  • Usa e getta”

  • Sospese in atmosfera

  • Trasportate dalle correnti ventose

  • Micro Electro Mechanical System (MEMS) e/o sensori basati sulla nanotecnologia

  • Fonte di alimentazione interna per:

        Rilevamento, geolocation, comunicazione, informatizzazione limitata

 

Potenziali strategie di distribuzione

  • Palloni ad alta quota (stratosfera)

  • Global Atmosphere-Ocean IN-situ System (GAINS)

  • StratSats (Global Aerospace NIAC phase II project


  • Rawinsonde (weather) balloons (Sep 99, Jan/Jun/Dec 01)

  • Surface release w/ positive buoyancy

  • Unattended Aerial Vehicles (UAV)

  • Applicazioni militari


  • Applicazioni civili

  • Global Universal Profiling System (GUPS);

  • Velivoli commerciali

  • Campo esperimenti


Rete mobile wireless 3D intercomunicante

  • Sonde

  • Nodi intermedi

  • Raccolta dati

  • Piattaforme remote di ricezione

[2]




Studio di fattibilità pluriennale

Insieme di palloni in super pressione a densità costante (Lagrangian drifters)

Drastica riduzione di massa, dimensioni e costo integrando micro ed eventualmente nanotecnologie.


Componenti

Materiale del pallone (sonda): (12.5-mm MylarTM GL-AE)

Attuale: 70 grammi, 40 cm. (“pallone da spiaggia”)

Obiettivo: meno di un grammo, 10 cm. (“pompelmo”)


Autoalimentazione per:

Rilevamento

Sonde con micro-sensori di qualità

Temperatura, pressione, umidità relativa, velocità (micro GPS)

Comunicazione (satelliti Iridium class)

Segnale limitato di processo/calcolo


Motivazione

Migliorare le osservazioni di densità / distribuzione in situ specialmente sui dati delle regioni oceaniche

Migliorare notevolmente l'osservazione di campagne adattive o mirate

Ricerca e missioni operative

Sinottica capacità di osservazione che abbraccia una vasta gamma della
scala spazio/tempo

Ricognizione di cicloni tropicali per ottenere misurazioni in situ, ad alta
risoluzione su domini limitati


Studio dei dati preliminari

Modelli di simulazione dinamica

Scenari meteo virtuali - ARPS (Advanced Regional Prediction System)

Distribuzione e dispersione sonde - Lagrangian particle model

Assimilazione dei dati (DA) - NCAR/PSU MM5 (Mesoscale Model v5)

Uragano Floyd (settembre 1999)


Osservazioni simulate

Sonde GEMS rilasciate da aeromobili

1140 sonde ogni 12 ore

Una al minuto durante la tipica rotta di ricognizione

Frequenza d'osservazione ogni 5 minuti

Nessun errore di misurazione o guasto strumentale

[3]


 

[1] GEMS: microsystems, nanotechnology, and environmental monitoring in the 21st century Manobianco, J.; Case, J.L.; Evans, R.J.; Short, D.A.; Pister, K.S. Bio-, Micro-, and Nanosystems, 2003. ASM Conferences Volume , Issue , 7-10 July 2003 Page(s): 15 -  Digital Object Identifier   10.1109/BMN.2003.1220604

[2] Global Environmental MEMS Sensors (GEMS): A Revolutionary Observing System for the 21st Century. John Manobianco, Joseph Dreher, Mark Adams, Randolph J. Evans, Jonathan L. Case, David A. Short. ENSCO, Inc. James Bickford, Warner Harrison, Chris Yu, Marc Weinberg, Tim Barrows, Amy Duwel C. S. Draper Laboratories Donna Manobianco, Mano Nanotechnologies, Research, & Consulting
Dana Teasdale, Kristofer S.J. Pister Dust Networks, Inc. Mel Siegel, Carnegie Mellon University Jordin Kare, Kare Technical Consulting 19 October 2004 NIAC 6th Annual Meeting (Seattle, WA)

[3] Using Large Ensembles of Low-Cost Lagrangian Drifters for Tropical Cyclone Analysis & Forecasting  John Manobianco, Joseph G. Dreher, Mark L. Adams, and Jonathan L. Case ENSCO,Inc. 
21 March 2006 60th Interdepartmental Hurricane Conference
(Mobile, AL)

 


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giovedì, 27 marzo 2008

Possedere il tempo

Documentario di Discovery Science sulla manipolazione climatica.


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categorie: video, cambiamento climatico, scie-nza
lunedì, 10 marzo 2008

Tra complotto e leggenda metropolitana

Fonte: Radio Base


Le scie chimiche non esistono? lo afferma un chimico dell'Università di Pavia
07-03-08


Le scie chimiche non esistono. Lo dice ai microfoni di radio Base all'interno di Linea  diretta del 6 marzo 2008 il chimico dell'Università di Pavia Simone Angioni membro del Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul Paranormale.



a cura di:
Liliana Boranga
[articoli dello stesso autore]

***

Trascrizione dell'intervista, a cura di OneSkyFriends
.

Intervistatrice: Dottor Angioni buongiorno.

Simone Angioni: Buongiorno.

Intervistatrice: Lei è un chimico e lavora all’Università di Pavia ma soprattutto è coordinatore del gruppo CICAP della Lombardia.

Simone Angioni: Esattamente.

Intervistatrice: All’inizio vorrei che lei presentasse cos’è questo gruppo CICAP.

Simone Angioni: Il CICAP è  il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale. Questo comitato è stato fondato nel 1989 da Piero Angela e da un altro comitato di, tra virgolette, “saggi”, come Rita Levi Montalcini, Carlo Rubbia, eccetera. Si occupa appunto di studiare le affermazioni sul paranormale, ovvero tutte quelle affermazioni che si propongono come essere incredibili e andare contro le leggi della fisica oggi note, diciamo.

Intervistatrice: Diciamo su che cosa vi siete confrontati fino ad oggi.

Simone Angioni: Diciamo che, inizialmente ci siamo occupati del paranormale in senso stretto, cioè dello spiritismo, apparizione di fantasmi, della parapsicologia quindi il trasporto di oggetti con la forza del pensiero, la telepatia, queste cose così. Però, procedendo negli anni, il campo di indagine si è allargato anche ad argomenti che non sono più strettamente paranormali, come ad esempio l’ufologia. E ultimamente, vista l’ondata che c’è stata anche dopo l’11 settembre ci siamo occupati e ci stiamo occupando tuttora anche del complottismo, cioè di quelle teorie che sono volte a sostenere che esiste una lobby che controllerebbe determinati aspetti della nostra vita senza lasciare a noi il minimo controllo.

Intervistatrice: Voi su questo tipo di pensiero cosa pensate? Le situazioni tipo Echelon od altro, per voi..

Simone Angioni: I complotti esistono, nel senso che questo è evidente, nel senso che anche noi, come Italia, abbiamo avuto prove di diversi complotti che poi sono stati parzialmente svelati.

Intervistatrice: Sventati. Alcuni anche sventati.

Simone Angioni: Alcuni anche sventati, esatto. Quindi il problema non è negare un complotto a priori in quanto tale, ma il problema è capire se un complotto è possibile o se è un’invenzione. Nel senso che: non tutti i complotti sono per forza veri e chiaramente bisogna capire quali affermazioni sono vere e quali affermazioni invece sono impossibili.

Intervistatrice: Fino ad oggi, a livello di complotti e comportamenti, quali voi avete negato e quali avete accettato?

Simone Angioni: Allora, ad esempio di quelli accettati sono quelli sostanzialmente riconosciuti dalla storia e di cui, tra l’altro, non ci siamo nemmeno occupati che sono ad  esempio: Ustica è un avvenimento storico che è innegabile, anche le Brigate Rosse, il periodo della strategia della tensione, insomma sono questioni storiche di cui che noi non ci occupiamo.

Quelle, invece, che neghiamo o comunque studiamo sono ad esempio le cospirazioni attorno all’11 settembre e le cospirazioni sulle scie chimiche, in particolare. Di queste due cospirazioni, soprattutto sulla prima, è già stato detto molto anche perché dalle affermazioni iniziali poi si è passati a divagare su un sacco di teorie che comprendevano ad esempio anche molto gli UFO che avrebbero attaccato le Torri Gemelle. Insomma, quando si va sulla strada del complottismo è facile divagare.

Intervistatrice: Ecco io mi fermerei e non metterei per nulla vicino gli UFO e l’attacco alle Torri Gemelle con le scie chimiche. Credo che siano due cose completamente diverse.

Simone Angioni: Ovviamente.

Intervistatrice: Tornando invece al discorso del complotto, abbiamo visto Putin e alcuni avvelenamenti, abbiamo visto poi quelli che possono essere per esempio i grandi assassini di Jhon Fitzgerald e Robert Kennedy, il presunto tra poco omicidio di Barak Obama. Questo lo ha detto anche la Rai dopo che noi lo abbiamo detto due mesi fa perché non è naturalmente il personaggio che deve diventare naturalmente il presidente degli Stati Uniti oggi. Tutte queste cose, credo che da chi fa un mestiere anche di analisi (corsi e ricorsi, diceva qualcuno) si possono anche vedere. Il problema è capire quando uno ha un’intuizione, l’ambiente che c’è attorno che sia scettico è importante ma che non ci sia l’irrisione.

Simone Angioni: Certamente.

Intervistatrice: Quando quattordici-tredici anni fa, per esempio, questa emittente si occupò per la prima volta di uranio impoverito perché aveva capito determinate cose, le risposte furono: “Bisogna sapere fare informazione e chi non lo sa fare vada a casa a lavare i piatti.”. Oggi, a distanza di quattordici anni, ripeto a quella persona che mi fece quel discorso che probabilmente i piatti deve andarli a lavare lui, invece di fare il lavoro che faceva all’interno di una struttura militare.

Sul discorso “scie chimiche”, lei ha sentito delle interviste che abbiamo fatto. Il nostro lavoro è iniziato dieci anni fa osservando il cielo. L’osservazione non era data a livello, così come può darmi lei, chimico ma a livello di persone che guardano il cielo. Io ho notato che molte poche persone guardano in alto, perché poi quando gli dici: “Hai visto quella cosa?”, loro dicono: “Ma lo sai che io non guardo mai in alto?”. Quindi l’osservazione cos’era? Mentre quando tu sei bimbo, guardi gli aerei e vedi che buttano quel fumetto dietro e questo dura pochissimo. Io abito all’ultimo piano e questa è la mia fortuna, un giorno guardavo queste scie che uscivano da questi e dicevo “Guarda che bei disegni che ci sono”. Queste scie non andavano mai via e si ingrossavano sempre di più. Ecco, da questa osservazione, che può essere un’osservazione che può essere come un pendolo che oscilla o altro, io ho fatto due ragionamenti e mi sono chiesta: “Perché?”, “A chi giova questa cosa?”, “Perché improvvisamente?”.

Poi naturalmente ho pensato ai nostri vecchi contadini che sparavano i razzi nelle nuvole per far andare via il temporale o la grandine. Mia nonna faceva così. Poi ho pensato, sono andata ancora indietro, al Medioevo quando si buttavano i cadaveri nella città o che si era assediata o perché c’era la peste. Questo lo facevano soprattutto i turchi.

Poi ho fatto un po’ di ricerche. Ho trovato degli scienziati, in Canada per esempio, che mi hanno dato molte dritte. Ho visto HAARP, ho visto questo scienziato canadese, tra l’altro è salito anche su degli aerei, eccetera.

E ci sono state queste situazioni in cui si diceva: quando queste scie arrivano cambia il tempo, si copre un certo tipo di terreno, in molti posti si crea una eccessiva siccità e su altri un’eccessiva temporalità.

Ho letto dei documenti dalla Russia e dalla Cina. Sappiamo ad esempio che, per fare la festa di San Pietroburgo, Putin ha sparato in aria delle sostanze che hanno liberato completamente il cielo dalle nuvole.

Simone Angioni: lo hanno detto anche al TG1. Lo faranno anche in Cina per le olimpiadi.

Intervistatrice: Quindi non è che stiamo parliamo di cose che non si possono fare.

Simone Angioni: No. Si tratta di parlare di cosa è reale e di cosa, in realtà, è inventato. Perché ogni leggenda metropolitana ha un fondo di verità e poi di una serie di cose inventate che non esistono.

Intervistatrice: Quindi lei dice che le scie chimiche sono leggende metropolitane?

Simone Angioni: Le scie chimiche si, sono leggende metropolitane. Nel senso che: il controllo, non climatico come viene spesso detto, ma il controllo del tempo meteorologico è una cosa possibile (sono anni che si studiano tecniche per controllare il tempo) e non è una cosa particolarmente stupefacente, oggi come oggi, e non è nemmeno segreta. Nel senso che l’hanno detto al TG1 che Putin ha spazzato le nuvole sopra Mosca; lo dicono tranquillamente al telegiornale, mi ricordo Raidue che l’ha detto, durante le olimpiadi la Cina utilizzerà questi razzi per evitare che piova..

Intervistatrice: Poi c'era anche il fatto che c'era questa ipotesi che chi aveva questi grandi centri di controllo meteorologici, sta valutando molto seriamente, lo sta già facendo a livello di sperimentazione, di creare una specie di protezione-cappa sopra il Pianeta per il discorso del buco dell'ozono, di cui non si parla più da quando si è cominciato a capire che quello era poi un falso obiettivo insomma, questo diciamolo anche a chi ci sta ascoltando, poi magari di questo parleremo un'altra volta sul famoso buco d'ozono, però appunto il fatto che io possa creare una calotta attorno, presuppone il fatto che ci siano gli strumenti.

Simone Angioni: Questo sicuramente, il problema è che anche su questo ho dei forti dubbi, nel senso che, come le dicevo prima, il controllo del tempo è possibile in piccola scala e con scarsi effetti, nel senso che, andando leggermente sul tecnico, il controllo del tempo si fa sostanzialmente così: si prende un aereo o dei razzi e si butta dell'azoto liquido o del ghiaccio secco che sono sostanze molto fredde, l'azoto liquido è a –196 °C sottozero, congelano le goccioline che sono in sospensione sulle nuvole e queste precipitano. Questo viene fatto con l'aiuto di ioduro d'argento, una piccola quantità di ioduro d'argento, questo è noto, lo ioduro d'argento non è tossico, non crea problemi, viene buttato in quantità piccolissime e soprattutto si riesce ad ottenere una pulizia dalle nuvole su piccolissima scala e con scarsi effetti, non si riesce ad eliminare totalmente un temporale, sostanzialmente quello che si riesce a fare è dissipare una nuvola prima che si trasformi in temporale.

Intervistatrice: E questo da quanto tempo lo stanno facendo?

Simone Angioni: I primi esperimenti sono dopo gli anni '50, viene utilizzato quotidianamente no però...

Intervistatrice: E come viene utilizzata questa cosa, come fanno questa situazione, prendono degli aerei li caricano di queste sostanze poi fanno l'aerosol?

Simone Angioni: Si, tra virgolette si, buttano queste sostanze che, ripeto, l'azoto liquido non è tossico…

Intervistatrice: A che altezze vanno questi aerei?

Simone Angioni: Appena sopra le nuvole temporalesche

Intervistatrice: Questi aerei sono disegnati nelle mappe dei voli?

Simone Angioni: Beh, sono aerei militari.

Intervistatrice: Quindi non sono disegnati sui voli normali?

Simone Angioni: Non sono disegnati sulle mappe dei voli di linea ovviamente.

Intervistatrice: Quindi noi non possiamo chiedere questi controlli?

Simone Angioni: Beh si, credo che si possano chiedere.

Intervistatrice: No, se sono militari no.

Simone Angioni: Beh dipende, Putin l'ha detto, nel senso, se uno lo chiede...

Intervistatrice: No, se io volessi chiederlo come italiana...

Simone Angioni: Che io sappia in Italia non è mai stata fatta una cosa del genere, a meno che non ci si riduca appunto ai razzi anti-grandine usati dai coltivatori, in questo senso...

Intervistatrice: Però sono operazioni che vengono fatte?

Simone Angioni: Si, il controllo del tempo locale viene fatto, ma d'altra parte io ho ascoltato anche l'intervista fatta da lei al Generale Mini, si parlava di possedere il tempo entro il 2025, anche in quel caso, il testo sostanzialmente basta leggerlo, e dice chiaramente che entro il 2025 si auspica, perchè la visione è comunque di fantasia, viene detto nell'introduzione che la visione presentata in questo testo è totalmente fantastica, e si propone semplicemente di dare uno dei possibili scenari futuri, in realtà lì ne inventano addirittura sei, con sei tipi di mondi paralleli, quindi insomma, è un po' un esercizio di fantasia, però comunque si dice che loro contano di poter avere il controllo del tempo meteorologico su piccola scala, cioè attorno ai 200 km^2., parliamoci chiaro, è sostanzialmente la distanza fra Venezia e Mestre, è questo il discorso, cioè se io voglio evitare un acquazzone su una città posso provarci, da qui a dire posso cambiare il clima di modo da provocare una siccità in un intere Paese e mettere in ginocchio l'economia di un Paese, non se ne parla, è questa la differenza..

Intervistatrice: Questa è una sua ipotesi, una sua certezza o una sua speranza?

Simone Angioni: No, questa è una certezza...

Intervistatrice: Mi dia la certezza perché uno non può farlo.

Simone Angioni: Allora, non è possibile farlo perché le quantità di sostanze dovrebbero essere enormi, oltre al fatto che l'atmosfera è qualcosa di immenso, quindi se uno volesse veramente togliere da una zona, da una superficie grossa come la Pianura Padana per intenderci, tutta quella quantità di acqua, dovrebbe usare veramente una quantità infinita di aerei, nel senso, ci vorrebbero migliaia di aerei che volano continuamente attorno tutto un Paese per giorni, poi comunque la modificazione non sarebbe mai permanente, sarebbe comunque temporanea, quindi io potrei ottener di ritardare o anticipare leggermente un temporale, ma non potrei spazzare via le nuvole, cioè, nel processo di inseminazione delle nuvole che è quella per far piovere, o comunque nel processo di cui le parlavo prima, quello per dissipare le nubi, non è che non piove, in realtà piove ma meno di quanto pioverebbe se ci fosse un temporale, sostanzialmente.

Intervistatrice: Si, lei sta dicendo, inseminare le nuvole e togliere le nuvole, però quello che noi a volte vediamo...voglio parlare proprio da persona che non vuole dare impressione di sapere molte cose, l'impressione che invece noi abbiamo è che molte volte queste scie si sviluppano, diventano sempre più forti, più grosse, e tolgono per esempio la visione dei raggi del sole. Io sto raccontando questa cosa perché molte volte parlando con la Coldiretti, agricoltori eccetera, i sospetti li hanno avuti anche loro, quindi io vado sul sicuro quando dice “io non riesco più a fare la produzione, perché è successo questo? Che non mi raccontino che sta cambiando il clima per motivi chissà cosa”. Anche questo, la copertura del cielo, che i raggi del sole non filtrino, che poi dicono per non far filtrare i raggi cattivi eccetera, c'è sempre una motivazione. Al di là che lei mi stia dicendo questo o quell'altro, io vorrei capire allora, che cosa esce da questi aerei quando io vedo che si formano queste grandi, cioè non la piccola scia che va via dopo 40 secondi, un minuto, ma che rimane lì per 4 ore, che cos'è?

Simone Angioni: Allora, per questo dobbiamo tornare un attimino indietro nel tempo. Allora, quando sono nati gli aerei, gli aerei erano prettamente militari, il volo civile è nato solamente in un secondo tempo, chiaramente uno dei primi problemi con cui si sono trovati a scontrarsi i militari che iniziavano a volare con questi aerei per azioni di guerra, quale era, era quello di sfuggire alla contraerea, per sfuggire alla contraerea bisognava alzarsi di quota di modo da poter evitare che fossero avvistati.

Il problema è che più questi si alzavano di quota, più dietro di loro compariva una scia visibilissima anche a chilometri di distanza, soprattutto da terra; questo avvisava i nemici che gli aerei stavano arrivando, stavano attaccando e quindi ci si poteva preparare con largo anticipo. Quindi lo studio di queste scie bianche è partito sostanzialmente dagli anni '20, ed è dagli anni '20 che si sa che gli aerei di qualunque tipo, compresi i primi caccia a pistoni della seconda Guerra Mondiale producono questa scia bianca, questa scia bianca è composta principalmente da acqua sostanzialmente, che è il prodotto di scarto della combustione dei combustibili fossili.

Intervistatrice: Ecco, perché alcuni si, alcuni no?

Simone Angioni: Allora, questo è il discorso principale, cosa succede all'acqua quando esce da un motore? Quando l'acqua esce da un motore ed è molto calda e si trova in un ambiente molto freddo, si raffredda molto velocemente, se la temperatura è sotto lo zero, l'acqua oltre a  condensare congela in piccoli aghetti di ghiaccio; questi aghetti rimangono in sospensione nell'atmosfera e a seconda delle condizioni possono essere persistenti o non persistenti, le scie di condensa non sono solamente quelle che durano poco, la persistenza non è indice della genuinità o meno della scia di condensa, la scia di condensa può durare tanto, può durare poco a seconda delle condizioni che ci sono in quota, se c'è un forte vento possono assumere forme molto particolari, infatti si vedono delle scie di condensa circolari.

Intervistatrice: Ecco, c'è un'altra cosa che volevo chiedere, lei giustamente mi dice ci sono queste situazioni, però mi spiega perché, secondo lei naturalmente, c'è un aereo che parte, fa una scia lunga poi si gira, torna indietro, poi si rigira, torna indietro, fa un giro, cioè, non ha nient'altro da fare quel pilota?

Simone Angioni: Beh, io fino ad oggi non ho mai visto un video che mi mostrasse un aereo che fa il suo percorso poi a un certo punto fa un giro ad  U, torna indietro come se stesse in realtà passando sopra a una città, io non ho mai visto una cosa del genere, io le scie chimiche, le scie chimiche, le scie di condensa...

Intervistatrice: Credo che neanche abbia mai visto Dio, ma magari ci crede.

Simone Angioni: No, non ho mai visto Dio ed infatti non ci credo, ma questa è un'altra cosa.

Intervistatrice: Ci crede però magari, c'è anche chi ci crede.

Simone Angioni: C'è anche chi ci crede, ma io sono uno scienziato e mi devo attenere a quello che vedo, a quello che posso dimostrare insomma.

Intervistatrice: Un agnostico insomma.

Simone Angioni: Esatto, nel momento in cui mi si mostrerà una scia di condensa o scia chimica a seconda di chi la interpreta, una scia diciamo, che sopra una città va in una direzione poi l'aereo fa una virata a U, ripassa, poi fa un'altra virata a U ripassa eccetera, allora potrò iniziare ad interrogarmi su cosa sia in quel caso, ma fino ad adesso nemmeno, per dire, i fratelli Marcianò che sono tra virgolette “i guru delle scie chimiche in Italia”... 

Intervistatrice: Non solo, non solo, ci sono molti scienziati in tutto il mondo, molto saggi che si sono posti molte domande davanti a queste cose e hanno cercato di dare una risposta. In ogni modo io vorrei, tra l'altro, che i nostri ascoltatori che ci sentiranno, perché questa la mando in onda così come la stiamo facendo, non è nostra abitudine fare censure, vorrei che a questo punto ci dessero delle risposte, quindi lancio a chi vede queste cose magari di risponderci, quindi di creare anche un momento di analisi di quello che sta succedendo, perché ripeto, magari c'è un'intuizione di qualcuno che se supportata come dice lei da una critica giusta, un'approvazione, un'analisi, possiamo dire che in tanti riusciamo anche a capire chi sbaglia e chi dice le cose giuste, quindi io credo che nulla debba essere a priori messo in disparte. Sul problema delle scie chimiche io credo che ci siano molte situazioni che debbano essere prese in considerazione, perché anche Fermi ha inventato l'energia nucleare poi c'è chi ci ha fatto la bomba insomma, quindi diciamo che se si è partiti da una prima situazione positiva poi si arriva sempre che si trova il pazzo che sgancia su Nagasaki e Hiroshima, e tutto il resto.

Simone Angioni: Si, sul discorso generale sono d'accordo, il problema è che scientificamente bisogna analizzare ogni singola affermazione, non è che si può dire siccome Fermi ha inventato l'energia nucleare, cioè ha scoperto l'energia nucleare e poi qualcuno ci ha fatto la bomba atomica allora sicuramente anche  le scie chimiche esistono, c'è un passaggio logico che non è immediato.

Intervistatrice: No, nel senso che c'è sempre nel discorso del potere, nella ricerca del potere c'è sempre il lato positivo come ci sono anche i lati negativi, nel senso che sappiamo benissimo che il male vuole sempre vincere sul bene, quindi se io utilizzo una cosa a fin di bene posso utilizzarla anche a fin di male.


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mercoledì, 19 dicembre 2007

I complottisti delle scie

16 dicembre 2007


dell’Ing. Aeronautico Luigi Fenu


Comitato Regionale Scie Sardegna

www.sciesardegna.it


Qualche giorno fa, giorno mentre mi trovavo in edicola per cercare una rivista specializzata di MTB, il mio sguardo è caduto sulla copertina del nuovo numero di FOCUS; su una fotografia “civetta” vi era la didascalia:

MISTERI/COMPLOTTI: chi fa queste scie? Sono pericolose?

Il tema dell’articolo sembrava interessante, anche se sono del parere che argomenti come questo delle scie d’aereo, che implicano SERIE competenze tecniche e scientifiche, rischiano troppo spesso di essere, anche volutamente, banalizzati. Trascinato da un’onda di ottimismo ho deciso di dare un po’ di fiducia al giornalista Paolo Toselli ed ho acquistato la rivista.

Durante la lettura dell’articolo m’imbatto subito su una suddivisione marcata tra due entità non meglio definite:

I COMPLOTTISTI vs GLI ESPERTI


Onde evitare equivoci cerco nel famigerato vocabolario Wikipedia per capire qualcosa di più sulle teorie dei cosiddetti complottisti o cospirazionisti:


La parola "cospirazione" deriva dal latino conspirare ("respirare assieme"), e nell'uso contemporaneo indica una situazione dove due o più persone si accordano per compiere un atto illegale o immorale. Le componenti essenziali sono il coinvolgimento di almeno due persone, la segretezza e l'intento malizioso.”

Subito mi rendo conto della pericolosità di questa categoria di persone e rimango in uno stato di allerta durante la lettura. Chi sono costoro, mi chiedo? Per avere un quadro completo delle due categorie analizzo anche la parola “esperto”:

Un esperto è una persona alla quale, per motivo di professione oppure per una comunque acquisita competenza ed esperienza su una data materia, viene richiesto di fornire pareri scientifici su argomenti di dettaglio. L'opposto di esperto è conosciuto come dilettante.

Continuo la lettura prestando maggiore attenzione alle parole rilasciate dagli esperti (mai nell’articolo si dice chi siano questi esperti)… e, seppure con qualche perplessità, arrivo alle righe conclusive dove sono esposte le dichiarazioni dell’esperto climatologo David Travis. Il quale, nel 2001, dimostrò che nei 3 giorni di sospensione dei voli sugli USA, dopo gli attentati dell’11 settembre, la temperatura media sul Nord Atlantico era aumentata di quasi 1°C, perché il cielo era più limpido.

Improvvisamente mi sovviene un ricordo: tale dichiarazione era stata riportata il 4 Febbraio 2007 da “Il Sole 24 Ore” dopo il vertice di Parigi sul clima; il quotidiano aveva riservato un’intera pagina all’argomento con il titolo: “L’inquinamento che ci aiuta: senza aerosol e scie degli aerei, il riscaldamento sarebbe peggiore”.

Non riuscendo assolutamente ad immedesimarmi nella mente di un climatologo, mi sono posto le seguenti domande:

1) Sono così bravi i climatologi da riuscire a prevedere la temperatura nei tre giorni successivi con una precisione di un grado centigrado?

2) Possono i climatologi fare un’analisi statistica ed estrapolare dei risultati prendendo come campione SOLO tre giorni?

Credo che queste poche righe siano sufficienti a far inorridire non tanto uno scienziato, ma un qualsiasi attento lettore che capisca un po’ di meteorologia, in quanto basterebbe fare un piccolo bilancio tra l’Anidride Carbonica emessa nell’atmosfera (già ad una certa quota) ed il pulviscolo immesso come residui di combustione, per capire che anche le normali scie sono ESTREMAMENTE dannose per l’effetto serra.

Inoltre, non tutti sanno che non è vero che i voli si interruppero l’11 settembre. Vi sono molte testimonianze documentate delle telefonate allarmate di cittadini statunitensi che, nonostante il blocco dei voli sul territorio nazionale, continuavano a vedere sorvolare i loro cieli da aerei non identificati. Pertanto, lo scienziato in questione dovrebbe rifare i suoi conti.

A parte queste dichiarazioni dello scienziato climatologo, il fatto inquietante, che mi lasciò davvero perplesso e dubbioso come studioso della materia, è come mai un redattore di un giornale così letto a livello nazionale, avesse voluto sparare a caratteri cubitali un titolo che attirava lo sguardo e aveva lo scopo evidente di tranquillizzare gli impauriti e gli scettici. La cosa è facilmente interpretabile nel seguente modo: “Tranquilli, il riscaldamento globale si può combattere: continuiamo a consumare e a inquinare senza preoccuparci”. Dopo aver scritto alla redazione del “Il Sole 24 Ore” per una rettifica immediata, e non aver ricevuto alcuna risposta in merito, ecco che mi ritrovo qui, a distanza di quasi un anno, che si ha ancora il coraggio di pubblicare simili notizie su una rivista scientifico-commerciale.


Dopo questo flash, che mi ha riportato alla realtà dei fatti, rileggo a ritroso con più attenzione l’intero articolo di FOCUS. Riporto l’intera frase:

Per fare chiarezza sull’argomento, l’USAF ha redatto un documento che risponde punto per punto alle insinuazioni: le scie più contorte sono quelle deformate dai venti; i disegni a griglia sono dovuti al sistema di navigazione USA (e non solo), formato est-ovest e nord-sud che s’intersecano a quote differenti”.

Da questa frase si comprende che gli Americani, e non solo, navigano spostandosi da EST verso OVEST e da NORD verso SUD. Sono proprio strani; se così fosse sarebbe un bel problema. Sarebbe come dire che per andare da Cagliari verso Roma il pilota deve prima dirigersi verso Lamezia (rotta Ovest - Est) e poi virare a Nord verso Roma.

Il signor Pitagora, nel 572 a.C., ci ha insegnato che in un triangolo rettangolo l’ipotenusa è più piccola della somma dei cateti. Esistono un’infinità di rotte, e quindi di aerovie che sfruttano tutta la scala degli angoli sessagesimali da 0° (rotta Nord) a 359°, e come se non bastasse si usano anche le sottomisure dei gradi: i primi e i secondi. In particolare, se un pilota ha deciso di andare a Roma partendo da Cagliari, gli consiglio, a seconda del Flight Level, di mantenere la Rotta M126 o la rotta UM159 aerovie all’incirca a 40°.


Ecco un’altra frase di FOCUS:

Gli scienziati dicono in coro: che il fenomeno delle scie chimiche non esiste: esistono solo le scie normali, quelle che rilasciano tutti gli aerei in volo tra 8 e 12 Km di quota in determinate condizioni di temperatura (di solito -40°C) e umidità relativa (60-70%). Le scie non ci sono sempre. Si formano quando il vapore acqueo e’ “sovrassaturo”: in tal caso condensa, generando microgocce che diffondono la luce, spiega Antonio Zecca, docente di fisica all’Università di Trento. Semplificando, si vedono meglio quando il tempo sta passando dal bello al brutto. L’effetto può persistere per ore, spandendosi per migliaia di Km2 e creando nubi indistinguibili dai cirri naturali.

A questo punto la mia curiosità è irrefrenabile; dò un’occhiata ai siti ufficiali dei cospirazionisti: cito, per fare un esempio, il nostro www.sciesardegna.it, e leggo l’esposizione relativa al fenomeno della condensazione. Mi rendo subito conto che i cospirazionisti concordano pienamente con gli scienziati. In particolare, i primi mi precisano che nel caso in cui i gas combusti dei motori a getto siano immessi in un’atmosfera con elevati valori di umidità relativa superiori al 60-70% (non è affatto necessario avere un’atmosfera soprassatura come dicono gli scienziati), e se le temperature sono inferiori ai meno 40°C (tutto ciò per la particolare consistenza e tipo di nubi), è ammissibile la formazione di scie persistenti le quali sono costituite interamente da cristalli di ghiaccio (non da goccioline!!!!). Ciò significa che si assiste al fenomeno della sublimazione o brinamento, cioè alla trasformazione diretta del vapore in ghiaccio. Pertanto anche i cospirazionisti ammettono l’esistenza di scie persistenti e usano come riferimento il termine coniato dai meteorologi cirrus aviaticus in quanto queste scie persistenti sono simili ai cirri naturali (nubi della regione superiore interamente costituite da cristalli di ghiaccio).

Dalle mie nozioni di fisica mi viene in mente subito la relazione che esiste tra la Temperatura, Pressione e Densità dell’aria: mi chiedo subito come mai quando si parla di persistenza di scie si tralasci un parametro importante come la pressione. I cospirazionisti non si sono affatto dimenticati, e come hanno fatto gli americani dell’US AIR FORCE Global Weather Center, eseguono le loro analisi sul campo analizzando e confrontando i radiosondaggi, che forniscono i parametri reali dell’atmosfera (pressione, umidità, temperatura, etc.), con le osservazioni sul posto.

A questo punto riscontro una indubbia e maggiore professionalità nel riportare concetti fisici complessi e dati nei cospirazionisti che non negli esperti citati da FOCUS (ma chi sono?) o nei giornalisti scientifici, i quali non eseguono analisi ma si limitano a contestare senza controparte alcuni articoli presi qua e là sui vari siti internet!!!.

Ma sono ben altre le scie cui si riferiscono i cospirazionisti: sono scie rilasciate a bassa quota in un’atmosfera dove i limiti dei parametri di temperatura, di umidità e di pressione sopra citati (su cui, ripetiamo, sono d’accordo anche gli scienziati) non vengono soddisfatti.

Ci sarà mai qualcuno che oserà spiegare ai pericolosissimi cospirazionisti questa delicata discrepanza?

Forse ci ha provato, in un momento di smarrimento, il TG1 in data 10 maggio 2007 con un servizio in cui sottolinea che i Russi sono dei maestri nell’evitare la pioggia per salvare importanti manifestazioni internazionali (http://www.youtube.com/watch?v=5Ml8zP5-OSA&eurl).


Onde evitare di dare giudizi prematuri sull’articolo mi addentro nel paragrafo:

Il quartier generale di tutto questo sistema si troverebbe in Alaska: qui ci sono, infatti, la installazioni di Haarp (High Frequency Active Auroral Reserch Program), un programma di ricerca sulla ionosfera avviato nel 1990 dalla Difesa USA in collaborazione con molte università. In realtà si tratta di un centro che si occupa di comunicazioni militari e civili e di sistemi di navigazione marittima. Ma, secondo i cospirazionisti, il suo vero scopo è l’alterazione delle condizioni atmosferiche e il controllo mentale delle masse attraverso onde elettromagnetiche.

L’argomento a questo punto è davvero complesso. Ma entriamo nel merito:

Il progetto H.A.A.R.P., è stato avviato dal Ministero della Difesa USA in collaborazione con molte Università: spesso si tende a mitigare alcuni progetti criminosi militari con la simbiosi tra le forze militari e l’Università!!! Da esperienze personali posso garantire che in alcune di queste collaborazioni si studiano e si realizzano progetti criminosi, proprio perché sono quelli in cui i budget sono tutt’altro che limitati. Ma ecco subito un vecchio documento dell’Unione Europea, riportando alcune parti della delibera UE:


14 gennaio 1999                 A4-0005/99


RELAZIONE
sull’ambiente, la sicurezza e la politica estera


Commissione per gli affari esteri, la sicurezza e la politica di difesa


Relatrice: on. Maj Britt Theorin
Relatore per parere*
on. Olsson, commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela
dei consumatori

(*Procedura "Hughes")


DOC_IT\RR\370\370003              PE 227.710/def. 


Aspetti giuridici delle attività militari


26. esorta l'Unione europea ad adoperarsi affinché anche le nuove cosiddette tecnologie degli armamenti non letali e la messa a punto di nuove strategie degli armamenti siano contemplate e disciplinate dalle convenzioni internazionali;


27. reputa che il sistema HAARP (High Frequency Active Auroral Research Project) sia da considerarsi, a causa del notevole impatto sull'ambiente, una questione mondiale ed esige che le sue conseguenze giuridiche, ecologiche ed etiche vengano analizzate da un organismo internazionale indipendente prima di ogni nuova ricerca e di qualsiasi esperimento; lamenta il fatto che l'Amministrazione degli Stati Uniti abbia ripetutamente rifiutato di inviare un rappresentante per offrirr prove nel corso dell'audizioni pubblica o in occasione di una riunione successiva della sua commissione competente in merito ai rischi per l'ambiente e per la salute collegati al programma di ricerca sulle radiazioni ad alta frequenza (HAARP) attualmente finanziato in Alaska;



Sembrerebbe che il progetto criminale non interessi solo il Ministero della Difesa Americano e l’Università, ma il mondo intero!

Come mai i giornalisti e gli scienziati non si chiedono il perché sia stata scelta come sede dell’impianto l’Alaska? Se non erro il progetto base deriva dal brevetto (United States Patent 4,686,605) dell’11 Agosto 1987 dello scienziato Eastlund, acquistato dal Governo degli Stati Uniti d'America, dal titolo “Method and apparatus for altering a region in the earth’s atmosphere, ionosphere, and/or magnetosphere”.

Un’attenta analisi del brevetto, disponibile su internet (almeno guardatelo giornalisti di FOCUS!!), evidenzia che il centro in Alaska si occupa di tutt’altro che di comunicazioni militari e civili e di sistemi di navigazione marittima; basti pensare che per alimentare le antenne è stato necessario costruire una centrale termoelettrica a gas metano che sfrutta i giacimenti presenti nel sottosuolo.


A questo punto è davvero importante rinfrescare la definizione di “cospirazione”:

Le componenti essenziali sono il coinvolgimento di almeno due persone, la segretezza e l'intento malizioso.”

Interessandomi per mestiere al problema delle scie d’aereo, ed entrando in contatto con i cosiddetti cospirazionisti, posso dire di aver incontrato SOLO persone molto inquiete e preoccupate, che hanno esposto le loro conoscenze e le loro indagini con tante analisi e prove lasciandosi talvolta scappare, (consisterebbe in questo l’illegalità?), qualche ipotesi riguardo al perché di queste operazioni. La componente essenziale della segretezza penso che in questo caso non sia soddisfatta, visto che loro esibiscono, purtroppo solo sul web, le loro prove; dico purtroppo in quanto i vari articoli presentati alla stampa locale e, soprattutto, nazionale, spesso non vengono accolti magari perché ritenuti scomodi. Maliziosi, nel senso di intesi a fare del male? E per quale motivo! Per seminare terrore fra la gente? E a che scopo? Non certo a scopo di lucro, visto che loro si autofinanziano e spendono molto del loro tempo a studiare e ad aggiornarsi.

Al contrario, in questo articolo di FOCUS, il problema diventa più serio: come mai la rivista si è occupato per la terza volta in poco tempo dell’argomento, affermando ogni volta che si tratta di pure invenzioni? Se così fosse, che motivo ci sarebbe di continuare ad insistere? La teoria cospirazionista cadrebbe da sola… E invece no, perché quegli aerei continuano a passare…

Infine chiedo: chi sono questi ESPERTI citati dal giornalista, che dovrebbero essere i nemici dei cospirazionisti? Sono forse quelli dell’USAF, di cui FOCUS mette addirittura il link a fine articolo, per informarsi meglio?

Carissimi giornalisti di FOCUS, nella vostra redazione ci sono persone che svolgono il proprio lavoro con scarsa professionalità, e anziché eseguire un serio lavoro di ricerca e di studio si limitano a leggere in maniera superficiale i contenuti di alcune pagine web. E il risultato dell’indagine non può che essere oltre che banale, fuorviante per un lettore poco attento o ignorante in materia.

O forse tutto questo può essere riassunto con un’altra bella parola che vi piace tanto: DISINFORMAZIONE, perché questo è quello che state facendo, con le vostre scarse competenze tecniche. VOLUTAMENTE date notizie sbagliate, facendo passare per illegale e immorale il semplice diritto di domandarsi ed esigere risposte certe da chi dovrebbe occuparsi seriamente della sicurezza e incolumità dei cittadini.

Se foste seri professionisti e persone che ragionano con la propria testa, tirereste voi le somme per affermare con coraggio chi è dilettante, e soprattutto chi è davvero che cospira con le sue azioni immorali e maliziose.


Ing. Aeronautico Luigi Fenu


Comitato Regionale Scie Sardegna

www.sciesardegna.it



venerdì, 07 dicembre 2007

Scie chimiche in TV americana

Servizio trasmesso dalla KSLA, una tv locale americana, nel novembre 2007.

"La strana sostanza trovata da un uomo del Southwest Arkansas può far parte di test governativi?"




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lunedì, 05 novembre 2007

One Sky, One Friend: NO chemtrails

Se considerassimo il cielo come un amico sarebbe un amico spesso trascurato. Sono anni che viene "torturato", segnato da lunghi "sfregi" bianchi, sporcato sotto i nostri occhi indifferenti. E' come se ci fossimo dimenticati com'era intenso il suo colore nelle belle giornate di sole. Assuefatti dal continuo bombardamento di immagini che raffigurano cieli striati, giungiamo alla conclusione che è normale vedere il nostro amico cielo coperto da griglie bianche create dal passaggio di alcuni aerei. Anche se forse nel profondo della nostra mente riconosciamo che qualcosa di strano c'è, pensiamo che il nostro amico cielo si è sempre trovato nelle condizioni pietose nelle quali riversa oggi, condizioni che quindi vengono ritenute del tutto normali. D'incanto, quelle lunghe scie bianche da inestetiche cicatrici diventano romantici segni che al tramonto si colorano di rosa, spettacolo ideale sotto il quale baciarsi con la persona amata.

Qualcuno vocifera che non si tratta di normali scie degli aerei, che esse siano di natura "malevola" e che contengono agenti chimici spruzzati appositamente per ammazzarci tutti. Certo che la gente non sa proprio più che cosa inventarsi! Si, d'accordo, ci sono molti documenti e argomentazioni valide a supporto di questa teoria spesso definita "del complotto", ma esistono anche tante voci contro. Inoltre, all'interno della cerchia di persone che sostiene che si tratti di scie chimiche, circolano informazioni contraddittorie tra loro, affermazioni diffuse con estrema superficialità come verità assolute, considerazioni al limite della realtà e informazioni del tutto fuorvianti.

Se provassimo a considerare il fenomeno scremando ogni tipo di informazione che può essere veritiera o meno arriveremo al nocciolo della questione:

- Ci sono nel cielo delle scie bianche anomale.
- Sono molto diverse dalle normali scie degli aerei.
- Non assumono i comportamenti tipici delle scie di condensazione.
- Non seguono le leggi fisiche che seguono le scie di condensazione.

E' questo il punto della questione. Non si tratta di un fenomeno naturale, non si tratta di vapore acqueo: di cosa si tratta?

Il fatto che non è ben chiaro il motivo per cui le scie chimiche vengono utilizzate non è un buon motivo per poter affermare che esse non esistano. Il fatto che ci sono alcuni siti che parlano di scie chimiche e di altri temi quali ad esempio UFO o viaggi temporali, non significa che le scie chimiche siano necessariamente collegate a questi argomenti.

Il problema principale sulla questione delle scie chimiche, quindi, non è tanto la disinformazione ma l'informazione.

Chi vuole capire con la propria testa se il fenomeno "scie chimiche" è un fenomeno reale oppure una bufala inizia a navigare in rete per cercare informazioni e trova di tutto e di più. Molti siti parlano di scie chimiche in modo superficiale o appositamente disinformativo e quindi per l'utente diventa difficile riuscire a scremare e a capire quali siano le informazioni veritiere e quelle un po' (o del tutto) forzate. Una persona che si imbatte nel turbinio di informazioni ad un certo punto non sa più a cosa credere.

Ed è qui che sta l'errore. Non abbiamo bisogno di "credere" o "non credere". Una volta apprese tutte le informazioni necessarie, una volta lette tutte le argomentazioni pro e contro, è sufficiente fermarci, alzare la testa, osservare il cielo e valutare con la nostra testa ciò che i nostri occhi vedono. Una volta che ci renderemo conto delle anomalie e delle stranezze presenti nel cielo, scremare le informazioni veritiere da quelle appositamente distorte sarà una passeggiata, e i vari "perché" sul loro utilizzo passeranno in secondo piano. Avremo un'unica certezza e vorremmo fare qualcosa per trasmettere a chi ci sta vicino cosa abbiamo appena appreso.

A conoscenza del fenomeno "scie chimiche" siamo in tanti, soprattutto su Internet e soprattutto grazie a siti di informazione come Sciechimiche, Luogocomune, Nexusitalia, Disinformazione, Sciesardegna, Comedonchisciotte, Pressante e molti altri. Oneskyfriends è nato da poco ma vuole dare il suo contributo all'informazione sul fenomeno. E qual è quel canale di comunicazione di cui usufruiscono milioni di utenti? Youtube.

L'iniziativa "One Sky One Friend: No chemtrails" nasce dall'idea di trasmettere, attraverso uno dei canali più conosciuti e utilizzati della rete, il messaggio: "le scie chimiche esistono, sono un problema reale e siamo in tanti a dirlo". Per far sì che l'iniziativa funzioni c'è bisogno della partecipazione di tutte le persone interessate a fare informazione sulle scie chimiche. Per questo motivo chiediamo a tutti i webmaster o gestori di siti, blog e forum di divulgare l'iniziativa e a tutti gli utenti interessati a contribuire attivamente. Partecipare è semplice: è sufficiente creare un video-spot di circa 30-60 secondi che abbia come slogan "no chemtrails" o "no scie chimiche", caricarlo su Youtube e sottoscriverlo come video-risposta al video qui sotto utilizzando il tag "nochemtrails" (tutto attaccato).



Link del video al quale rispondere

I video possono essere seri o divertenti, l'impostazione non ha importanza. Ciò che importa è che il messaggio che tutti insieme vogliamo trasmettere giunga a più persone possibili. Usate la vostra creatività e dite il vostro NO alle scie chimiche.



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martedì, 30 ottobre 2007

Esperimenti Biologici su Aree Pubbliche


Esperimenti di guerra biologica su area pubblica nel Regno Unito, 1949-1975

Anche se molti di voi possono essere a conoscenza del fatto che il centro di ricerca di guerra chimica e biologica di Porton Down ha ammesso negli ultimi anni lo svolgimento di alcuni esperimenti di guerra biologica (BW) in settori pubblici nel Regno Unito, la reale entità di questo tipo di ricerca può risultare sorprendente.

Per scoprire perchè Porton Down trasformi il Regno Unito in un gigantesco laboratorio per i loro esperimenti, dobbiamo tornare indietro al 1949, esaminando attentamente cosa stavano facendo gli scienziati nella zona di Meadow Road a Salisbury, la città più vicina al loro centro di ricerca.

Esperimenti a Salisbury, 1949-1953

Gli scopi degli esperimenti di Salisbury, variano a seconda della prospettiva pubblica. Le autorità cittadine hanno così informato i residenti:

"Le autorità comunali, con la conoscenza dell' Home Office, hanno dato il permesso per l'inizio dei test e la loro collaborazione, insieme a quella della Polizia e degli abitanti della zona, è stato data pienamente."

Questa "piena cooperazione" derivava dal fatto che Porton comunicò agli abitanti della zona che le prove consistevano nello studio dell'inquinamento dell'aria. I cittadini hanno collaborato, e, quando richiesto, hanno dato prontamente il permesso di sistemare attrezzature per il prelievo di campioni su proprietà privata, anche se, in generale, i punti di campionamento sono stati predisposti per essere posizionati nelle strade o nei vicoli che conducono agli ingressi secondari dei giardini privati.

"Lo studio dell'inquinamento atmosferico", ed "indagini atmosferiche meteorologiche", sono due delle principali coperture promosse da Porton Down ogni volta che hanno voluto condurre ricerche clandestine in aree pubbliche. Come ha dichiarato in seguito lo storico Ufficiale di Porton, G. B. Carter, quando discusse degli esperimenti in zone pubbliche:

Come negli esperimenti FP, una storia di copertura di indagini atmosferiche e sull'inquinamento è stata prontamente prodotta per bloccare i curiosi. Naturalmente entrambi gli aspetti non sono errati.”


Il vero scopo di questi studi si può trovare nella prima pagina della relazione scientifica di Porton, che descrive nei dettagli i risultati degli esperimenti:

"La scoperta di agenti di efficacia considerevolmente maggiore, ha messo in evidenza ancora una volta l'esigenza di comprendere la propagazione dei gas in un centro abitato.

Vi è stato un cambiamento di punto di vista, non siamo più interessati alla concentrazione di gas nelle immediate vicinanze dello scoppio della bomba, ma siamo interessati alla copertura generale della zona con particolari dosaggi in base alla carica della bomba. Tali dati sarebbero di uso diretto nella stima delle spese d'armamento in casi di attacco con gas su una città."

Quindi, gli scienziati di Porton Down hanno effettuato test a Salisbury al fine di indagare che quantità dei nuovi gas nervini scoperti sarebbe necessaria per coprire una città o un intero paese.

Invece di attacchi di gas concentrati su obiettivi militari, gli scienziati stanno ora esaminando la possibilità di “gassare” intere città. Ciò è rafforzato dagli elementi di prova presentati alla National Academy of Science a metà degli anni 1990 da US Army, come background storico del programma di guerra biologica degli Stati Uniti. Essi mostrano che gli esperimenti di Salisbury sono stati il primo di tre metodi utilizzati per stimare l'impiego di munizioni BW (Biological Warfare) per un attacco contro una città.

"Erano disponibili tre approcci al problema della stima di munizioni per l'uso strategico di agenti BW contro bersagli cittadini.

Il primo, che è stato esaminato dai britannici, usa gli studi nella galleria del vento su modelli di città e di un piccolo numero di test all'interno della città stessa (Aanensen 1951). Importanti risultati sono stati ottenuti... "

Questi studi si svolsero dal dicembre 1949 al 1953, nei quali gli scienziati di Porton esaminarono molti aspetti di un attacco ad una città con agenti chimico-biologici. Con l'assistenza dei pompieri della contea di Wiltshire, sono state misurate le differenze di temperatura a 100 ft. montando attrezzature di controllo sulla loro scala estensibile.

La procedura è stata relativamente semplice, gli scienziati hanno utilizzato generatori di fumo (detonatori chimici) come singola fonte (utilizzati per simulare agenti nervini); tale fumo è stato trasportato dal vento in tutta la zona di Gas Lane, Meadow Road. Dispositivi di controllo dell'aria sono stati posizionati sottovento alla sorgente, che ha campionato un periodo di tempo. I risultati di questo campionamento sono stati analizzati e sono state prodotte tabelle sinottiche (vedi sotto), che hanno mostrato le varie concentrazioni di fumo in tutta l'area interessata. L'agente nervino simulante utilizzato in questi studi era salicyladazine, un fumo fluorescente. Gli scienziati di Porton hanno considerato che tale sostanza aveva un odore simile a quello del curry, mentre i residenti pensarono all'aroma del sugo!



La figura sopra mostra la tabella sinottica prodotta dai risultati del campionamento della prima prova, che si è svolta il 19 dicembre 1949. Il confronto con la fotografia aerea mostra la posizione dei generatori di fumo (contrassegnati in giallo nella foto aerea).

È interessante notare che nel corso di alcune delle prime serie di test di Salisbury, il campionamento è stato condotto all'altezza delle camere da letto, 20 ft., altezza giustificata dal fatto che le misurazioni erano necessarie per stimare la dose ricevuta da un qualsiasi residente nella città durante il sonno, evidenza di pianificazione per un attacco di sorpresa notte-tempo.

Durante dicembre 1949 - aprile 1950, sono stati condotti 10 studi. Le prove sono proseguite durante il 1952-1953, quando sono stati eseguiti altri 12 studi, alcuni eseguiti di notte.

Secondo lo storico di Porton, Carter G.B., lo scienziato incaricato di questi studi, C.J.M. Aanensen, scrisse nel 1952 un memorandum top-secret dal titolo "Nota sulla possibilità di propagazione di agenti chimico-biologici in tutto il Regno Unito". Sembra che i risultati della sperimentazione di Salisbury abbiano indicato che è possibile un nuovo metodo di conduzione di guerra chimica e biologica. Questo nuovo metodo consiterebbe nel produrre bombe chimiche e biologiche, e l'impiego di molteplici aeromobili necessari per sganciarle, ridondante.

Era l'alba di una nuova era di sperimentazione su area pubblica.

Nel 1952, la Sezione Meteorologica di Porton, rilasciò un documento top-secret in cui asseriva che esistevano condizioni possibilmente verificabili nel Regno Unito, "in cui un nemico rilasciando sostanze tossiche in quantità moderata lungo un fonte estesa, potrebbe coprire aree nell'ordine di migliaia di miglia quadrate con dosaggi efficaci". Questa relazione si riferisce ai test effettuati negli Stati Uniti sotto il nome in codice "Stanford Project". In altre parole, il progetto di Stanford ha condotto con successo attacchi simulati su vaste zone degli Stati Uniti utilizzando un "simulante" di un agente tossico.

Nel 1952, nessun agente chimico di sufficiente natura tossica era disponibile per essere utilizzato in un attacco. Nel 1953, l'attenzione di Porton si era allontanata dall'idea di un attacco con agenti chimici; l'attenzione venne rivolta all'applicazione dellla nuova tecnica nel campo della guerra biologica. Attacchi biologici vennero pianificati con il rilascio da parte di massiccie flotte di aeromobili di bombe a grappolo ( bomba RED ADMIRAL) contro la città. La nuova tecnica offriva la contaminazione di grandi quantità di territori nemici con quantità minime di aeromobili e nessuna necessità di costosi sviluppi d'armamento, di produzione e di programmi di stoccaggio. Aerei cisterna modificati potevano essere muniti di serbatoi in acciaio inossidabile e di semplici dispositivi d'irrorazione di aerosol.

Ciò che era necessario erano informazioni sulla circolazione dei “pacchi” d'aria vicino al suolo. Per fare questo il CDEE (Chemical Defence Experimental Establishment) di Porton Down ha avviato la più grande serie di esperimenti su spazio pubblico mai condotta nel Regno Unito.

Al fine di svolgere questi nuovi e più diffusi esperimenti, il CDEE di Porton aveva bisogno di un tracciante in grado di monitorare le quantità d'aria. Fu deciso di utilizzare lo stesso composto chimico utilizzato negli esperimenti biologici americani, solfuro di zinco-cadmio.

Il solfuro di zinco-cadmio è un composto finissimo (le particelle misurano all'incirca 1-5 micron, la stessa dimensione degli agenti biologici), di caratteristico colore giallo e fluorescente quando illuminato da luce ultravioletta. Queste procedure seguirono un modello simile, una fonte irrora grandi quantità di solfuro di zinco-cadmio che viene trasportato dal vento sul territorio. Varie stazioni di campionamento vennero istituite sottovento alla sorgente, nel tentativo di raccogliere le particelle presenti nell'aria. Questi campioni sono stati esaminati sotto luce ultravioletta ed è stato contata la quantità di particelle. Il conteggio è stato un lavoro molto intenso e una procedura soggettiva è stata aperta per errore.

Dal 1957 CDEE utilizzò regolarmente tale solfuro, e l'attenzione si rivolse nel testare la teoria delle grandi aree di copertura. Questa teoria ha proposto che un'unica fonte di diffusione di un agente biologico lungo la costa del Regno Unito, potrebbe contaminare un'area di 10.000 miglia quadrate. Nei seguenti 4 anni questa teoria venne testata da irrorazioni da aerei e navi lungo la costa del Regno Unito.







 

 

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Come si può vedere nelle mappe dei test qui sopra, non tutti gli esperimenti andarono come previsto. Nell'agosto 1959 un velivolo volò lungo una traccia al largo della costa del Regno Unito, da Cromer a Swanage irrorando solfuro di zinco-cadmio. Per qualche ragione il sud Dorset ricevette un'enorme dosaggio del simulante. Al centro della contea, Dorchester, un team di campionamento d'aria di Porton raccolse 4315 particelle di ZnCds, la vera cifra potrebbe essere stata superiore di quella registrata nella relazione scientifica poichè il campionamento d'aria a Dorchester venne interrotto prima del totale passaggio della nube.

Dagli inizi del 1960 i dati del LAC (Large Area Coverage) vennero analizzati, ed i risultati inorridirono i capi militari del Regno Unito. Gli esperimenti dimostrarono che il Regno Unito poteva essere contaminato con agenti biologici da uno o due aeromobili in volo al largo della costa. Se un agente biologico venisse irrorato, gli scienziati del governo stimarono che circa 38.000.000 persone avrebbero potuto essere infettate in un unico attacco.

Al fine di approfondire ulteriormente attacchi su una città, venne deciso di condurre esperimenti con solfuro di zinco-cadmio su una città inglese. Almeno due di questi "attacchi" vennero effettuati durante il mese di agosto 1960 sulla città di Salisbury, nel Wiltshire. Un aereo volò in un arco di 100 miglia, 40 miglia controvento su Salisbury, irrorando solfuro di zinco-cadmio ad un tasso di 1 libbra per miglio. Una rete di stazioni di campionamento in città e zone rurali vennero approntate dal personale CDEE di Porton al fine di raccogliere un campione rappresentativo di particelle presenti nell'aria.

Secondo le descrizioni del “Porton Trials Programme”:

"Le emissioni possono essere effettuate in tarda serata o nelle prime ore del mattino a seconda delle condizioni meteorologiche; su questo aspetto (propagazione notturna o fumigazione mattutina), c'è un grande interesse".

I risultati di questi studi non giunsero a conclusione, così nel 1963 Porton decise di condurre una nuova serie di prove in una città diversa, Norwich. Il primo esperimento venne effettuato nel 1963, come riportato nel “Porton Field Trial Report N. 610”. Porton deve ancora pubblicare i risultati degli studi degli altri esperimenti a Norwich nel 1963. Questo può essere un esempio della normale procedura di Porton di non riportare i fallimenti delle prove. È noto che altri esperimenti vennero programmati per il 1964, “Porton Programme 2/64” mostra in dettaglio come questi studi vennero condotti. E' anche dimostrato che la Polizia di Norwich si impegnò molto nel sostegno del CDEE di Porton nello svolgimento delle prove. Funzionari di Polizia agirono come operatori di campionamento d'aria, indicando luoghi di campionamento e offrendo l'uso della loro sede come principale punto di controllo.

Come nei precedenti test di Salisbury, i risultati di Norwich furono inconcludenti. A quanto si sa, le irrorazioni del 1964 a Norwich furono le ultime della serie su spazio pubblico. Si è ritenuto che l'uso di solfuro di zinco-cadmio nel settore pubblico avesse seguito il suo corso.

Porton si concentrò nell'utilizzo di batteri viventi in esperimenti nel settore pubblico, per i seguenti 12 anni il sud dell'Inghilterra, Dorset in particolare, sarebbe diventato il nuovo laboratorio all'aperto.


Penetrazione di Aerosol in zone edificate di notte – Esperimenti di guerra biologica su Norwich

Test del Ministero della Difesa effettuati sulla città di Norwich il 13 gennaio, 10 febbraio, 16 marzo e 14 aprile 1964.

Questi sono documenti in formato PDF, che pare siano stati declassificati nel 2000, descrivono un esperimento da parte del Ministero della Difesa in cui la città di Norwich venne irrorata da aerei con una sostanza nota come "Silicon treated FP", descritto come "innocuo nella concentrazione che ci si aspetta verificarsi al suolo".

Questi documenti illustrano la natura di questo esperimento ed il coinvolgimento della Polizia locale.

Nel maggio 1963, il Comandante scientifico del War Office, inviò una nota al Segretario di Stato per spiegare il tipo di esperimenti su spazio pubblico che furono condotti nel Regno Unito da Porton Down. Come si può vedere nella lettera, gli esperimenti sono stati condotti in un elevato livello di segretezza, perché "la conoscenza di essi da parte di persone non autorizzate potrebbe essere politicamente imbarazzante”.


 

PDF Download:

Porton Note No 188 18 August 1959 - Click here

Porton Field Report No 515 13 Nov 1957 - Click here

Porton Note No 74 Extract 13 November 1957 - Click here

DOC Porton Field Trial Report No 610 The Penetration Of Built Up areas at night - 1963 experiment - Click here

CDEE Porton Programme Report 2 64 The Penetration of Built Up Areas By Aerosols At Night PDF file - Click here

MOD Internal Review re Zinc Cadmium Sulphide FP public area experiments - click here

DOC Porton Note No 188 The Long Distance Travel of Particulate C - Click here

DOC Secretary of State Briefing Memo Public Area CW BW Experiments May 1963 - Click here

 

Fonte: http://www.nr23.net/uk_trials.htm


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domenica, 09 settembre 2007

Taos Hum

humIl "ronzio di Taos" è un suono cupo udibile in numerosi luoghi del mondo, particolarmente negli U.S.A., nel Regno Unito e in Europa del Nord. È percepibile solitamente soltanto in ambienti silenziosi e viene descritto come il rumore di un motore diesel in lontananza.
Le prime testimonianze del ronzio vengono dalla cittadina di Taos, New Mexico, nel 1991; qui il disturbo è così acuto per “gli ascoltatori", che nel 1993 venne indetta una petizione al Congresso per studiare il fenomeno e capire quale fosse la fonte del rumore.


Nessuna causa conclusiva è stata scoperta. La teoria prevalente sostiene che il ronzio è generato da un sistema di comunicazione militare usato per mettersi in contatto con i sommergibili.
Secondo una ricerca del 23 agosto 1993 "Inchiesta sul ronzio di Taos: rapporto informale", la maggior parte degli ascoltatori ha inizialmente avvertito il ronzio con "un inizio brusco, come se un qualche dispositivo fosse attivato". Diversi testimoni hanno collegato il ronzio con le installazioni militari in Nuovo Messico e dintorni del Reparto della  Difesa, o che sia causato in qualche modo dalle stazioni ELF (Extremly Low Frequency) della Marina degli Stati Uniti, nel Michigan del Nord. Questi sospetti rendono necessaria una presenza civile nella squadra di ricerca.

Kirtland Air Force Base, New Mexico

Diversi effetti si ripercuotono sulle persone che sentono il ronzio. I testimoni non lo descrivono solo come disturbo uditivo, ma provoca anche vertigini, insonnia, pressione nei timpani, emicranie e perfino epistassi. Gli ascoltatori inoltre si domandano quale sia la natura di tale fenomeno che non sembra affatto naturale.

















Onde ELF e ronzio

Alcuni ricercatori sospettano che il ronzio può essere causato dal sistema di comunicazione sottomarino. La frequenza del ronzio sembra essere fra 33 e 80 Hertz, mentre il sistema ELF degli U.S.A.. pare funzionare intorno alle frequenza di 76 Hertz. La Marina degli Stati Uniti ieseguì esperimenti sulla propagazione delle onde ELF e delle conseguenze sull'ambiente nel 1969, per mezzo di due antenne distanti 14 miglia, situate a Clam Lake, Wisconsin. Gli esperimenti con questa installazione sono proseguiti  fino al 1976, quando le comunicazioni ELF con i sommergibili furono dimostrate. Da allora in poi, ila Marina ha programmato un sistema di comunicazione operativo ELF per mezzo di antenne sepolte sotto terra, in modo da preservarle in caso di attacco nucleare. Questo sistema, chiamato "Sanguine", è stato annullato dopo che gli studi accertarono che il sistema poteva essere vulnerabile ad un attacco nucleare.



Malgrado l'annullamento di Sanguine, la Marina iniziò lo sviluppo di un sistema ELF in superficie, per mezzo di antenne estese per 28 miglia, sempre a Clam Lake. Questo sistema, chiamato "Seafarer", ha ricevuto critiche da parte di gruppi ambientalisti e dai residenti della zona interessata, preoccupati dai possibili effetti sulla salute delle radiazioni ELF.
Il presidente Carter annullò Seafarer nel 1978, ma il programma fu ripreso dal presidente Reagan nel 1981. Il sistema aggiornato impiega antenne che si estendono per 56 miglia nella penisola superiore del Michigan, oltre allle antenne in Wisconsin. Ogni antenna è alimentata da un trasmettitore di 660 Kilowatt. Questo sistema è diventato operativo nel 1987.

Il sistema di comunicazione ELF usato dagli Stati Uniti usa due bande di frequenza,  una tra 40 e 50 Hertz, l'altra tra 70 e 80. La frequenza di funzionamento principale si pensa  sia 76 Hertz, che sembra essere una delle frequenze connesse con il ronzio di Taos.
Il "Commonwealth of Independent States" pare abbia mantenuto il sistema di comunicazione dell'ex Unione Sovietica, probabilmente in funzione fin dagli anni '70, sfruttava due trasmettitori a Riga e Gomel, funzionava ad 8 Hertz, e forse anche ad altre frequenze.

Oltre che in U.S.A. e U.S.S.R., altri luoghi di sistemi ELF si trovano a Glen Cally Forest, in Scozia e a Roshay in Francia. Sia i sistemi britannici che francesi erano operativi prima del 1990.


Approfondimenti:
Expert for Electromagnetic Fields Fights for Hum Sufferers in Slovenia
Resident irritated by 'hum'
Auckland North Shore Hum


Registrazioni audio (da ascoltare in cuffia)
1â–º
     2â–º      3â–º


Documenti:
The Kokomo Hum Investigation
Low frequency noise research papers
Propagation of ELF electromagnetic waves and project sanguine/seafarer
Extremely Low Frequency Transmitter Site Clam Lake, Wisconsin
High Voltage Lines


Fonti:
http://homepages.tesco.net/~John.Dawes2/page1.htm
http://amasci.com/hum/hum1.html
http://www.qsl.net/w5www/taoshum.html
http://www.fiu.edu/~mizrachs/Taos-hum.html
http://www.elfrad.com/clam.htm

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lunedì, 20 agosto 2007

La pupa e le Scie Chimiche

Nuovo video di OneSkyFriends:

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